Wikipedia: la fragile chimera dell’oggettivo assoluto

Wikipedia: la fragile chimera dell’oggettivo assoluto

di Emanuela Melchiorre – 15 maggio 2006

Wikipedia è un’enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un’organizzazione no-profit. La parola Wiki deriva da un termine in lingua hawaiana che significa «rapido» oppure «molto veloce». Qualsiasi utente, infatti, può modificare ogni voce dell’enciclopedia, in tempo reale. Probabilmente è proprio per la facoltà di essere modificata da chiunque e in qualsiasi momento che Wikipedia si autodefinisce una «enciclopedia libera». In seguito a una tale affermazione si dovrebbe forse concludere, per contrapposizione, che l’enciclopedia tradizionale, che si avvale di autori esperti che firmano le proprie voci, che viene modificata ogni anno sulla base delle nuove conoscenze acquisite, sia invece un’opera «schiava».

Probabilmente Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, non conosce a fondo il significato della parola «libertà», poiché la usa per giustificare la superficialità con cui viene riempito di contenuti un tale nuovo colosso del web, che conta ormai nella sola sezione italiana più di 155.000 voci. La libertà è amministrabile solo grazie all’istruzione e alla conoscenza. Uno strumento che diffonde pillole di discutibile informazione, come Wikipedia, non può essere uno strumento di libertà, ma piuttosto una fragile chimera dell’oggettivo assoluto.

Dietro l’utopia wikipediana e le sue contraddizioni c’è la convinzione che la comunità del web sia capace di autocorreggersi: se una voce è sbagliata o imprecisa dovrebbero essere gli stessi utenti a correggerla o ampliarla, intervento dopo intervento, fino a raggiungere una versione che sia il punto di vista neutrale cioè una regola assoluta e non discutibile. Ma ogni utopia si scontra prima o poi con la realtà. La sua stessa apparenza di libertà e democrazia sta trasformando, infatti, Wikipedia in una voragine dove si affollano burloni, falsificatori e ignoranti che usano questo facile strumento come mezzo di diffamazione o per diffondere informazioni fallaci e distorte. Su Wikipedia si combattono delle vere guerre a colpi di clic, le «edit war», per modificare voci sensibili, come «foibe» o «guerra in Iraq».

Le voci delle più prestigiose enciclopedie tradizionali riportano la firma dell’esperto chiamato a compilare la voce, per dare autorevolezza alla voce stessa, grazie alla popolarità dell’autore. Il sistema wikipediano di compilazioni delle voci incoraggia, invece, l’anonimato. Questa pratica lascia ampio margine di manovra ai bugiardi e ai millantatori; non frena le bugie, le esaltazioni o le diffamazioni a fini personali.

Infine, proprio nelle «edit war» Wikipedia trova un suo limite pratico. È, infatti, costretta, per via dell’afflusso di modifiche impartite contemporaneamente dagli utenti, ad interrompere momentaneamente la possibilità di modificare la voce on line. Per fare fronte a questo inconveniente, non di poco conto, che rischia di far implodere il sistema del sito, Wikipedia ha pensato di rendere definitive alcune voci, ovvero non più modificabili. Tale soluzione, però, porterebbe ad una contraddizione insormontabile: se Wikipedia si vanta di essere un sito che ha come obiettivo la neutralità delle voci, rendere definitiva una voce presuppone una scelta unilaterale dell’amministratore del sito che è chiamato a dare un giudizio di valore appunto sulla neutralità della voce stessa. Tale scelta contraddice quindi il principio di neutralità.

Emanuela Melchiorre

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One Response to “Wikipedia: la fragile chimera dell’oggettivo assoluto”

  1. Non sai quanto sono d’accordo. A proposito di web, libertà e antropologia: stai seguendo il saggio a puntate di Baricco su Repubblica? Beh, lui è detestabile, ha scritto a mio avviso delle cose buone al massimo per il caminetto. Però questa volta ci ha azzeccato, e in pieno. La cosa migliore che ha scritto in vita sua. Trovi tutto su repubblica.it. Ti consiglio di leggerlo tutto, ma in particolare l’ultimo capitolo uscito a oggi, il sedicesimo.

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