India: integrazione e globalizzazione

India: integrazione e globalizzazione

di Emanuela Melchiorre – 13 luglio 2006

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Durante il secolo scorso l’India era considerata il Paese povero per eccellenza, sovrappopolato e flagellato da carestie. Poi i paesi africani hanno preso il suo posto nell’opinione mondiale come caso limite di sottosviluppo economico. Oggi l’India si presenta molto diversa, profondamente cambiata nel suo interno e nei rapporti con il resto del mondo. Il Paese sta crescendo al ritmo dell’8% l’anno, mentre negli ultimi vent’anni è cresciuto del 6% l’anno, senza destare lo stesso interesse riservato alla Cina. Il reddito pro-capite è cresciuto del 4% l’anno dagli inizi degli anni Novanta e la povertà decresce in termini assoluti.

Negli ultimi venticinque anni l’India ha avuto un mutamento importante nelle politiche economiche perseguite. Da politiche rivolte verso l’interno e protezionistiche, ha aperto gradualmente la sua economia al commercio e agli investimenti esteri. Ha affievolito il ruolo predominante dello Stato nella produzione ed incentivato l’iniziativa privata nei settori della tecnologia e dell’agricoltura. Seppur caratterizzata da una società multietnica, multilingue e multireligiosa, l’India è una democrazia che ammette il confronto politico e le controversie risolvibili nel quadro della legge. Non ha i problemi di una transizione politica paragonabili a quelli della Cina.

L’India si affaccia sulla scena internazionale e, come la Cina, anch’essa guarda oggi all’Africa come occasione di maggiore crescita economica. Ma a differenza di Pechino, Nuova Delhi vede, nel continente africano, non solamente una fonte di energia e commodity, ma anche una ottima occasione per espandere il proprio mercato. Il Sud Africa, il Mozambico, il Kenya, lo Zambia e la Sierra Leone ricevono dall’India tecnologia, a basso costo, autoveicoli e telecomunicazioni, prodotti farmaceutici e minerari. Allaccia poi alleanze di carattere commerciale con il Giappone, affinché l’asse Tokyo-Nuova Delhi faccia da contenimento all’influenza regionale e globale sempre più forte di Pechino. Sono più di trecento le imprese giapponesi che operano sul territorio indiano ed il Giappone è il quarto fornitore di investimenti diretti in India.

Nuova Delhi sta promuovendo la creazione di una zona economica speciale tra l’India e il Giappone con la costituzione, nel nord dell’India, di una cittadella industriale giapponese. Molte società informatiche indiane, inoltre, stanno facendo studiare ai loro dipendenti il giapponese. I settori di integrazione regionale non sono solo informatici, ma anche energetici, tessili e del turismo. L’Asia è oggi una fucina di relazioni internazionali sempre più strette e frenetiche, dai risvolti di difficile previsione. I Paesi asiatici hanno compreso che nell’isolamento politico ed economico non c’è spazio per crescere. Dalla loro integrazione commerciale, politica, sociale e culturale con gli altri paesi in via di sviluppo e con quelli occidentali derivano e deriveranno molti dei problemi e delle opportunità di crescita in un sistema armonico e globale, auspicabile per i prossimi decenni del XXI secolo.

Emanuela Melchiorre

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2 Responses to “India: integrazione e globalizzazione”

  1. Ciao sonopassata qui per caso ho 31 anni come te e sono di Roma.
    Complimenti per quello che scrivi è bello ogni tanto sapere che esistono persone competenti.
    Sinceramente non mi ero mai interessata di economia,ma da quando sono diventata imprenditrice  ho dovuto aggiornarmi un pò….se non altro sull’economia in Italia, ed il quadro non mi sembra affatto roseo.
     
    Saluti da un’imprenditrice vittima del fisco
     
    Francy

  2. Ciao, sono Claudia. Mi piace molto quello che hai scritto sull’India! L’India sta facendo passi da gigante in campo economico e politico. Da quando ho scoperto il cinema indiano mi sono meravigliata del fatto che in Italia nessuno ne parla. L’italia sembra non accorgersi dell’India proprio come ha fatto cn la Cina. Si è vero che l’India ha destato meno interesse però in questi giorni ho assistito all’incontro tra il presidente dell’India e Putin, voglio dire che è abbastanza importante.Non solo l’India sta crescendo in campo economico (vedi Davos) ma anche il suo cinema e la sua cultura stanno avendo grandi impulsi.Io sto studiando Hindi e la cultura indiana a Venezia, e spero vivamente che l’Italia si accorga di questo potenziale economico che è l’India. Secondo lei sarà possibile?Claudia

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