Generation IV: nuova generazione di nucleare

di Emanuela Melchiorre – 12 maggio 2007

La riunione dell’Ippc (il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite), tenutasi a Bangkok, Tailandia, in questi giorni ha affermato che il nucleare costituisce una fonte importante per ridurre l’emissione dei gas serra entro il 2015. Posto che è ancora in discussione l’origine del surriscaldamento del pianeta, sia essa da ricollegare ai gas serra o piuttosto a teorie ben più convincenti, come l’influsso dei campi magnetici prodotti dall’attività solare, posto ancora che è del tutto in discussione se tale surriscaldamento si stia effettivamente realizzando o se piuttosto non stiamo andando verso la glaciazione o verso altri scenari climatici ben più fantasiosi, posto tutto ciò, la notizia che sembra a nostro avviso interessante oggi è il fatto che anche a livello delle Nazioni Unite si parla di nucleare come fonte energetica pulita e utile al fabbisogno del pianeta.

I reattori nucleari che attualmente sono in funzione in Europa e in Cina presentano degli inconvenienti, come l’utilizzo dell’uranio 235, risorsa scarsa in natura, e come la produzione di scorie nucleari a lunga durata.

Dal 2000 è stato lanciato un nuovo progetto di sviluppo dell’energia nucleare che ha come fine la creazione di nuovi reattori nucleari, la Generation IV, che risolverà entrambi questi problemi. Il reattore di quarta generazione, infatti, utilizzerà una risorsa ampiamente disponibile in natura, l’uranio 238, e al tempo stesso prevede nel proprio ciclo di combustione l’utilizzo delle proprie scorie radioattive. Questo significa che l’energia nucleare potrà essere considerata una energia pulita non solo perché è un processo produttivo energetico ad emissioni zero di anidride carbonica, ma anche e soprattutto perché il risultato di scorie del suo processo di combustione sarà notevolmente ridotto.

A differenza delle precedenti generazioni di reattori nuclear,i che prevedevano tempi molto lunghi di costruzione (circa 15 anni), occorrono solamente cinque anni per costruire una nuova centrale nucleare. Questo significa che il ritardo italiano sulla via della generazione domestica di energia potrebbe essere più contenuto rispetto agli altri Paesi europei, come ad esempio la Francia, che, giova sottolineare, contribuisce a oltre l’80% del proprio fabbisogno energetico con la energia nucleare.

Non sembra possibile, però, che il nostro attuale governo, preso d’ostaggio da frange della sinistra non pentita ancora troppo legata ad argomenti politici stantii, possa esprimere la volontà politica dell’introduzione dell’ultima generazione di centrale nucleare. È più semplice per questo governo parlare oggi di «fonti alternative» e di mode ambientaliste new age, che fanno presa sul pubblico disinformato e garantiscono introiti ai produttori di pannelli solari o di turbine eoliche, ma che non costituiscono affatto un’alternativa economicamente valida, né una soluzione paesaggisticamente sostenibile.

Emanuela Melchiorre

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