La crisi asiatica e le bolle speculative

 

di Emanuela Melchiorre – 4 agosto 2007

Ancora una volta le borse asiatiche hanno registrato un brusco calo che ha fatto tremare i polsi agli investitori di tutto il mondo. Dal martedì nero delle borse asiatiche, ovvero dai primi giorni di marzo 2007, le contrattazione delle borse asiatiche sono sotto attenta osservazione da parte di tutti gli operatori di borsa a livello internazionale e nazionale.

Le borse europee hanno sofferto di questa crisi asiatica e anche quella di Milano non è sfuggita all’andamento generale, soffrendo anche per le vicende del titolo Alitalia. La situazione è complicata dalle notizie preoccupanti sugli hedge found e sui mutui sub-prime, che soffrono dello scoppio della bolla speculativa del mercato immobiliare, mentre il prezzo del greggio ha toccato un nuovo record, 79 $ al barile (prezzo Wti), per poi posizionarsi al preoccupante livello di 76,5 dollari al barile.

La concomitanza di molte situazioni di diversa natura, tra cui la crisi del mercato immobiliare statunitense, definita da Bernanke, presidente della Fed, «sindrome immobiliare», e il diffondersi dei mutui atipici con alto tasso di rischio di insolvenza nei mercati creditizi di tutto il mondo, il continuo aumento dei tassi di interesse innescato dalla politica monetaria della Banca centrale europea che rende più onerosi i mutui esistenti, porta a pensare che si vada verso una inversione nelle aspettative e che gli investitori internazionali e gli operatori economici in generale possano convincersi che l’economia mondiale sia di fronte ad una battuta di arresto. Ci sarà di conseguenza una crescente avversione al rischio. Ciò comporterà il ridimensionamento delle decisioni di investimento e di finanziamento. I titoli asiatici saranno i primi a soffrire di tale atteggiamento prudenziale, in quanto sono tra i più rischiosi e quindi tra i più remunerati. E’ inevitabile che la bolla speculativa finanziaria che si è formata, prima o poi scoppi con danno per tutti. Sarebbe stato saggio impedire la sua formazione.

Anche in Italia si sta diffondendo il ricorso ai mutui atipici, i c.d. sub-prime. I «subprime» sono i mutui casa concessi a clienti meno sicuri e di conseguenza rappresentano un mercato ad alto rischio. Si tratta del tallone di Achille della cosiddetta «industria finanziaria». Una volta concessi tali mutui le società che li emettono li girano rapidamente a banche e finanziarie che a loro volta li usano come base per emettere titoli da offrire a investiori che, come i fondi, sono i più voraci nel mercato dei titoli e dei derivati finanziari. La clientela che contrae mutui del genere ha già creato insolvenze in passato e sulla carta è disposta ad accollarsi interessi e penali da usura. La percentuale delle sofferenze e insolvenze è quindi notevole.

Emanuela Melchiorre 

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