Le idee confuse di Padoa-Schioppa

 

di Emanuela Melchiorre – 18 settembre 2007

Che le previsioni del governo Prodi sulla crescita del Pil (stimata dall’esecutivo al 2% per il 2007 e all’1,9% per il 2008) siano una favola per bambini è da tempo evidente a molti. Ma il ministro Padoa-Schioppa lo ha constatato solo ora. A fargli ridimensionare le sue troppo rosee previsioni hanno contribuito molti pareri autorevoli. La prima doccia fredda è venuta dall’OCSE, che ha affermato che la crescita del Pil italiano non avrebbe raggiunto il 2% auspicato. La seconda dal FMI, che ha confermato questa pessimistica previsione. Da ultimo, anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, non si è più voluto rendere complice di stime campate per aria e ha rivisto al ribasso quelle di Bankitalia. Così ora Padoa-Schioppa ammette che dopo il calo repentino della produzione industriale di luglio e dopo la crisi dei mutui subprime di agosto anche il nostro prodotto interno lordo finirà per crescere di appena l’1,7% per il 2007 e che crescerà ancora meno nel 2008.

Nella prossima legge finanziaria (la cui presentazione è stata fissata dal ministro dell’Economia per il 28 settembre) sarà dunque difficile evitare un’altra impennata della pressione fiscale. Ciò, purtroppo, non farà altro che rafforzare il nostro triste primato di Paese europeo con la maggiore pressione fiscale, preceduto soltanto dall Francia, che però offre prestazioni e servizi pubblici di gran lunga migliori dei nostri. L’europarlamentare di Forza Italia Renato Brunetta ha ipotizzato il raggiungimento della soglia del 44% del Pil di prelievo fiscale. Per comprendere quanto una simile politica sia inadeguata a migliorare l’andamento economico del nostro Paese giova costatare che gli Stati Uniti, una Nazione che viaggia al 2% circa di crescita del Pil, ha una pressione fiscale del 25% circa (dati OCSE), ovvero poco più della metà della nostra. Inoltre incombe sull’economia mondiale il pericolo di una crisi dell’edilizia, il cui moltiplicatore del reddito è elevato. Se si dovesse fermare l’edilizia, lo spettro della recessione sarebbe dietro l’angolo.

Ancor più penosa e incoerente è la cura che Padoa-Schioppa, dal suo pulpito dell’Ecofin in Portogallo, ha proposto, auspicando nuovi investimenti in Italia. Non si è mai visto, infatti, un aumento degli investimenti per effetto di una maggiore tassazione. Il ministro, inoltre, sostiene che la soluzione per risolvere il problema del deficit pubblico sia la riduzione della spesa pubblica. Sorge il dubbio che egli non sia stato ben informato dai suoi collaboratori a proposito dell’accrescimento di circa il 3% della spesa da parte dell’attuale governo rispetto al precedente, causata, tra l’altro, dalla creazione di nuovi ministeri e dal ricorso sfrenato all’ausilio di costosissimi consulenti esterni. Poiché la politica di maggiore tassazione del «peggior ministro delle Finanze in Europa», come non molto tempo fa è stato definito Padoa-Schioppa, è comunque sostenuta dal governo, egli proseguirà per la strada intrapresa, con il conseguente ulteriore rallentamento dell’economia italiana.

Emanuela Melchiorre 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: