La novità della blogsfera

virtuale o reale, politica o antipolitica

di Emanuela Melchiorre 

pubblicato su www.ragionpolitica.it l’8 aprile 2008

In Italia, lavorare tramite la rete ed esprimere le proprie opinioni su internet sembra essere ancora espressione di un fenomeno circoscritto, che fa notizia solo quando i giornali vi dedicano un articolo di fondo. In realtà, questo metodo si sta diffondendo ben più rapidamente di quanto si possa pensare. La vita professionale on line rappresenta di fatto il più recente e rivoluzionario fenomeno lavorativo italiano, che riguarda soprattutto i lavoratori più giovani, i cosiddetti «nativi digitali», nonché un nuovo modo di fare politica per coloro che di internet fanno uso quotidiano. Le occasioni professionali e creative della rete sono disponibili anche per i cosiddetti «immigrati digitali», ovvero coloro che vogliono progressivamente introdursi in questo nuovo mezzo di comunicazione non avendolo mai fatto prima. È stato calcolato che la realtà lavorativa italiana che si ricollega al mondo della rete, tramite posti di lavoro o tramite la costituzione di imprese innovative, riguarda ben 700.000 persone; ma il numero di utenti internet in Italia è ancora ben inferiore a quello di altri principali paesi (appena il 34% della popolazione italiana utilizza il web, contro ad esempio il 43% francese, il 45% tedesco, il 53% inglese, il 66% americano e il 76% svedese).

Internet rappresenta una opportunità di lavoro non solo in termini di nuovi posti, ma anche e soprattutto in termini di flessibilità del lavoro stesso. Secondo quanto ha affermato Paola Liberace, blogger di «Nova-Sole24Ore», nel suo intervento alla conferenza stampa organizzata il 4 aprile scorso dal sito «Tocqueville, la città dei liberi», i vantaggi principali di internet stanno nella onnipresenza che la rete permette di avere e nella flessibilità della sede di lavoro e degli orari lavorativi. Secondo la relatrice, la normativa italiana sul lavoro è ancora inadeguata rispetto alle novità che questo processo innovativo informatico pone in essere. Proprio per colmare le lacune normative e per eliminare gli ostacoli alla diffusione del lavoro sulla rete, il cosiddetto telelavoro, sono state invitate alla conferenza in parola due probabili componenti del futuro Governo, Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati dal 2006 e Deborah Bergamini, candidata Pdl alla Camera dei Deputati.

Internet è anche una delle più attuali frontiere della libertà di espressione ed è il nuovo modo di fare politica. Il primo blog ad imperare è stato quello di Beppe Grillo, i cui contenuti appartengono, come tutti sappiamo, alla più perfetta antipolitica. Oggi si sono affermati molti blog non più esclusivamente distruttivi o contestatori della realtà che li circondano, ma con intenti propositivi e costruttivi. Conoscere internet è divenuto, quindi, un imperativo per il politico che non voglia restare fuori dal contesto attuale e, tramite la lettura dei blog, interpretare le nuove tendenze e le opinioni prevalenti. Come ha infatti affermato Giorgia Meloni, il ruolo del politico non è quello di fossilizzarsi nella sola ricerca del consenso, ma soprattutto e in maggior misura quello di poter interpretare i cambiamenti e prevedere le tendenze sociali e culturali; molti temi che fanno parte del dibattito politico del centrodestra sono stati intuìti proprio da professionisti e intellettuali di spessore che li hanno introdotti nel dibattito politico tradizionale utilizzando lo strumento innovativo dei blog. Nel resto del mondo il processo è iniziato molto prima. In America è già divenuto un sistema tradizionale di lavoro, mentre i blog sono un canale parallelo a quello degli altri media, la televisione e la radio, in cui si esprimono sia l’elettorato, sia i candidati alle elezioni. In Cina internet è divenuto un canale di espressione che vuole lottare contro il potere centrale assolutistico e contro la censura che esso impone, denunciando a tutto il mondo le violazione dei diritti umani, che in quel paese si perpetuano.

In Italia si sta diffondendo la stampa on line, i principali quotidiani hanno la loro pagina web, il «Sole 24 Ore» ha realizzato anche il servizio dei blog che presenta alcune firme prestigiose del giornalismo attuale. «Tocqueville» è un sito, al quale anche «Ragionpolitica» è iscritta come media italiano, che ha la funzione di «aggregatore di blog», ovvero di quei siti, spesso gestiti individualmente, dove i proprietari dei blog esprimono le loro opinioni in piena autonomia e sui quali anche il visitatore può interagire e lasciare un commento. Il vantaggio di «Tocqueville» sta nel fatto che i blog, pur iscritti su base volontaria, appartengono alla sfera liberale; pertanto, in un solo colpo d’occhio si può avere una visione molto ampia (ben 1.600 blog) di ciò di cui si discute in quella parte della «blogsfera» politicamente orientata, ovvero nell’insieme dei blog che professa una posizione politica chiara.

Ragionpolitica appartiene alla più innovativa visione di «fare informazione» e politica, essendo esclusivamente un giornale on line e disponibile gratuitamente a tutti gli utenti internet. Chi scrive crede fortemente che internet, e «Ragionpolitica» in particolare, rappresentino spazi virtuali liberi da schemi prestabiliti, in cui i pensieri possono prendere forma e amplificarsi fino a raggiungere le più alte sfere della politica. Rappresentano, quindi, un importante occasione per i giovani per crescere come professionisti, intellettuali, ricercatori, studiosi e scrittori, ma soprattutto come persone positivamente impegnate. In questa redazione esiste la volontà di creare professionisti della politica e non esiste quella forma di falso volontariato, che molto spesso si traduce in gretto sfruttamento della disoccupazione giovanile. Non è un paradosso. Solo tramite l’esperienza professionale si può crescere, ma soprattutto preservare nel tempo l’occasione di crescita. Al contrario, il volontariato, per quanto possa essere una attività lodevole, soprattutto in una fase della vita successiva a quella lavorativa, non permette alle risorse in cerca di occupazione di alimentarsi e rigenerarsi. Ad ogni modo, è destinato ad essere un episodio nella vita di una persona e non la sua attività prevalente, non permettendole di raggiungere nel tempo una elevata specializzazione.

Emanuela Melchiorre

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