Finalmente le prime misure economiche indovinate

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 22 maggio 2008

Napoli ha ospitato ieri il primo Consiglio dei ministri del governo Berlusconi. Il lascito del fallimentare governo Prodi è una sfida da affrontare con sollecitudine, competenza e determinazione. Le decisioni prese dal Consiglio hanno infatti riunite tutte queste caratteristiche. Tra le molte decisioni prese tre di esse puntano ad alleggerire in tempi brevi il costo della vita degli italiani e promettono di avere una pronta efficacia sulla qualità della vita ma anche sulla produttività dei lavoratori.

In primo luogo vi è stata la ratifica dell’accordo che Tremonti ha posto in essere con l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana. Grazie a tale accordo i mutui sottoscritti dai privati con le banche potranno essere rinegoziati in tempi brevi al fine di mantenere la rata fissa e bloccata alla media del 2006 nel caso in cui sia stato sottoscritto un contratto a tasso variabile. Coloro che sceglieranno di rinegoziare il proprio mutuo avranno un duplice vantaggio. Nel caso in cui i tassi salgano la rata resterà costante, se invece i tassi scendano vi sarà la facoltà di tornare nuovamente alla rata variabile. Gli effetti positivi per un privato di poter mantenere invariata la rata nel tempo rinegoziando il contratto sono evidenti, specie se si considera la recente dinamica dei tassi sui mutui, che hanno seguito a breve distanza le variazioni al rialzo del tasso ufficiale della Banca centrale europea, a fronte invece della sostanziale stabilità del livello nominale degli stipendi e della perdita progressiva del potere di acquisto connesso all’inflazione. Il testo della convenzione per la rinegoziazione tra il governo e l’Abi sarà ultimato entro trenta giorni.

In secondo luogo, il Consiglio dei ministri ha abolito, a far data dal giugno prossimo, l’Ici, l’imposta comunale sugli immobili, sulla prima casa di proprietà con l’esclusione delle residenze di lusso. L’Ici, introdotta a suo tempo dal ministro Amato, che inventò l’ISI (l’imposta straordinaria sugli immobili) trasformata poi in Ici, è l’imposta più odiata dagli italiani, poiché costituisce una imposta patrimoniale e quindi il contribuente è tenuto a versarla anche nel caso in cui l’immobile non frutti alcun reddito. L’abolizione di tale imposta sarà un buon vantaggio per i proprietari degli immobili e uno svantaggio per i comuni, i quali consideravano tale prelievo fiscale come una fonte certa nel tempo e anche crescente se il catasto fosse passato, come voleva Rutelli e compagni, alle amministrazioni locali, come se i comuni fossero in grado di calcolare la rendita catastale. Per compensare i comuni della perdita dell’Ici sulle prime case il governo sovvenzionerà adeguatamente le finanze comunali.

L’altro provvedimento concerne la detassazione quasi totale, meno un 10%, degli straordinari e dei premi di produzione per i redditi inferiori ai 30.000 euro annui.Nell’insieme, le prime misure del governo Berlusconi si traducono subito in un aumento del reddito disponibile per la maggior parte degli italiani, senza provocare scompensi, specie nel settore delle imprese perché non intaccano i contratti in corso. Dopo il danno provocato dall’introduzione dell’euro e dopo quelli in atto dell’inflazione dei prezzi dei generi alimentari e di quello dei prodotti petroliferi che colpisce in misura maggiore i redditi meno elevati, si assiste finalmente ad una inversione di tendenza delle pretese del fisco che con Padoa Schioppa e Visco era diventato vessatorio, odioso e anticongiunturale e dovuto essenzialmente non all’aumento della produzione, che non c’è stato, tant’è vero che siamo in recessione, ma all’aumento dei prezzi e non tanto alla lotta all’evasione. I cosiddetti «tesoro» e «tesoretto» sono stati scambiati per maggiore reddito che invece non è stato prodotto. Occorrerà fare di più nel corso dei prossimi mesi, perché la pressione fiscale in Italia è molto più elevata che negli altri paesi dell’Euro-zona. Infatti, a parità di aliquote si colpisce maggiormente il reddito pro-capite più basso come quello dell’Italia rispetto alla Germania e alla Francia, tanto per citare i grandi paesi.

Come è stato illustrato dal presidente del Consiglio e dai ministri competenti, le risorse necessarie per fare fronte alle minori entrate saranno reperite in vari modi tra cui prevalente il ricorso a prelievi straordinari sui guadagni di alcuni settori come quello petrolifero, quello bancario e quello assicurativo, che hanno realizzato notevoli «guadagni di congiuntura» in relazione ai cambi valutari, alla mancanza di concorrenza e ad altri fattori. Le risorse saranno reperite anche rivedendo a fondo il cosiddetto «milleproroghe» del governo Prodi, e che il ministro Tremonti ha definito «il regalo elettorale del centrosinistra» e fonte di sprechi e di inutili rivoli finanziari. Alcune voci del «mille proroghe» saranno quindi abolite, mentre quelle riconducibili al pacchetto welfare saranno ridimensionate. Altre risorse arriveranno dalla riforma del pubblico impiego e dal piano di risanamento della Pubblica Amministrazione, che il ministro Renato Brunetta intende ultimare in tempi brevi. Sembra, infatti, che entro due settimane saranno già pronti i primi due interventi. In questa prima fase dell’azione di governo merita rilevare la tempestività e l’incisività delle prime misure a favore dell’economia e dei lavoratori per fare imboccare al paese la via della ripresa economica per un inserimento stabile nell’ambito dei principali paesi che seguono un percorso virtuoso nella produzione del reddito, specie con gli aumenti di produttività, e della sua destinazione a vantaggio di tutta la collettività.

Emanuela Melchiorre

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