Il vertice Fao sulla sicurezza alimentare

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 7 giugno 2008

Sono 850 milioni le persone denutrite al mondo e secondo stime WFP è un imperativo che nei prossimi 20 anni la produzione agricola e alimentare debba aumentare del 50%. Sono queste le dichiarazioni ufficiali che hanno concluso il vertice che la Fao, l’Ifad, e il WFP hanno organizzato questa settimana e che è terminato giovedì 5 giugno scorso. Tra imponenti misure di sicurezza si sono riuniti a Roma, presso il palazzo della Fao i capi di stato di 40 paesi per discutere della crisi alimentare mondiale e delle sue cause. La conferenza ad alto livello è stata anche un’occasione per il premier Silvio Berlusconi per incontrare in via bilaterale alcuni capi di stato, tra cui il premier spagnolo Zapatero e il presidente francese Sarkosy, e per confermare i rapporti diplomatici e di franca amicizia tra i grandi dell’Europa e il nostro paese che, secondo le recenti parole del governatore Mario Draghi, «ha desiderio, ambizione e risorse per tornare a crescere…».

Il clima in cui si è svolto il vertice mondiale non è stato sereno e molti sono stati i giudizi negativi su come i diversi paesi hanno gestito l’emergenza alimentare. Sono stati criticati in primo luogo, e senza una conoscenza esatta del fenomeno, quei paesi che si impegnano nella produzione di biocarburanti, accusati di sottrarre risorse e generi alimentari alle popolazioni affamate per destinarli alla produzione alternativa di energia. Il presidente del Brasile Ignacio Lula da Silva ha invece difeso la produzione di bioetanolo, sostenendo che le cause che hanno innescato la spinta inflativa dei prezzi dei generi alimentari sono da ricercare nell’aumento della domanda di generi alimentari provocata in parte dallo sviluppo di alcuni paesi emergenti. «La soluzione – ha detto Lula – non è nel protezionismo o negli ostacoli alla domanda» ma «nell’aumentare l’offerta di cibo e aprire i mercati per poter fronteggiare la domanda crescente».

Non si è giunti a nessuna conclusione riguardo al ruolo che la produzione dei biocarburanti abbia avuto nella crescita dei prezzi dei generi alimentari o agli effetti sul clima dell’attività produttiva umana ed è stata rimandata ad ulteriori studi e approfondimenti e soprattutto ad altra sede, quella del futuro G8, la soluzione. Al contempo si è giunti alla conclusione che l’impennata dei prezzi è una conseguenza di un numero di cause che agiscono simultaneamente. Eventi climatici e sismici, atteggiamenti protezionistici, crescita della popolazione, cambiamenti climatici, scarsa disponibilità di sementi e di fertilizzanti. Un vecchio adagio recita: «quando si mettono tre economisti intorno ad un tavolo escono sicuramente fuori quattro soluzioni diverse». Si può replicare che quando, invece, intorno al medesimo tavolo si siedono altrettanti agronomi (autori di gran parte delle ricerche e delle pubblicazioni della Fao), invece, le soluzioni possono non trovarsi affatto e che ci si perda tra i discorsi vaghi e affatto scientifici sulle cause antropocentriche dei cambiamenti climatici. È quanto è successo al vertice mondiale. Infatti, vi è una causa che tra tutte è la maggiore, ma che è stata appena accennata durante le tavole rotonde che hanno animato il vertice e nel discorso del Presidente Napolitano. È il ruolo della speculazione internazionale sui futures dei prodotti alimentari che agendo sui mercati finanziari contribuisce alla formulazione del prezzo. Dopo lo scoppio della bolla speculativa delle borse legata alla new economy, la speculazione internazionale si è gettata prima sul mattone, la cui bolla è scoppiata l’anno scorso (vedi i mutui subprime) e che ancora produce danni, e ha continuato incrementando la bolla delle materie prime (petrolio e alimentari).

Un altro grande aspetto non affrontato con la dovuta serietà e pragmaticità in questo vertice è stato quello dell’uso dei prodotti agricoli geneticamente modificati e del ruolo che possono giocare nella lotta contro la fame. Solamente Silvio Berlusconi, nell’intervista congiunta alla Radio vaticana e all’Osservatore romano del 5 giugno, ha sostenuto che per combattere la fame nel mondo occorrono «una maggiore formazione, una più ampia messa a disposizione delle varie tecnologie, con il ricorso agli Ogm in tutti i singli Paesi, dove si deve arrivare ad una possibilità di sopperire autonomamente alle proprie esigenze alimentari. Il futuro – egli sostiene – non è che nell’auto-produzione di ciascun Paese». In realtà, le preventive discussioni sui biocarburanti sono servite solamente per distogliere l’attenzione dagli atteggiamenti protezionistici che i vari paesi pongono i essere. Della politica commerciale dei diversi governi e delle eventuali limitazioni alle liberalizzazioni si è discusso solo durante l’ultima riunione di giovedì, che si è protratta molto a lungo, fino a rimandare di quasi tre ore la conferenza stampa nella quale sono stati resi noti i risultati del vertice e la dichiarazione che i capi di stato hanno sottoscritto, con le numerose riserve di Argentina, Cuba, Venezuela, Equador, Bolivia e Nicaragua. Oltre alla promessa di una raccolta di otto miliardi di dollari di nuovi finanziamenti, gli impegni presi, secondo la dichiarazione, sono stati i seguenti: dimezzare entro il 2015 il numero delle persone malnutrite; un immediato sostegno per 1,7 miliardi di dollari alla produzione e al commercio agricoli; l’incremento degli investimenti in agricoltura; favorire la liberalizzazione del commercio; effettuare successivi studi sui biocarburanti per garantire la loro sostenibilità. Il vertice si è concluso quindi con le intenzioni di impiantare una Partnership mondiale e una raccolta di ingenti fondi (il presidente del Consiglio, intervistato da Radio Vaticana, ha affermato che l’Italia ha portato i suoi contributi per la lotta contro la fame nel mondo da 60 milioni a 190 milioni di euro) per permettere nell’immediato l’accesso alle sementi, ai concimi e ai foraggi per i paesi più poveri. Silvio Berlusconi, che ha presieduto la conferenza della Fao, ha affermato che proporrà al prossimo Consiglio europeo di escludere dai vincoli di bilancio degli Stati membri le spese sostenute per aiutare i Paesi poveri.

In questo vertice, è mancata del tutto però la formulazione di una via operativa su come tali aiuti finanziari e tecnici debbano essere posti in essere e utilizzati. Nonostante le parole entusiaste del DG della Fao Jacques Diouf, il risultato più evidente di tale vertice è stato la mancanza di coordinazione fra le numerose agenzie delle Nazioni Unite (Fao, Ifad, WFP) e la Banca Mondiale e tra esse e le numerose banche regionali (come ad esempio la Inter-American Development Bank). Si auspica che le risposte concrete arrivino in sedi più consone, come forse il futuro G8, e nei prossimi due mesi, in seguito alle ripartizioni dei fondi raccolti e delle competenze tra le varie agenzie delle Nazioni Unite e tra i vari paesi. A chi ha assistito ai lavori del vertice romano e che da tempo osserva l’operato delle agenzie delle Nazioni Unite rimangono però in mente due domande che ancora non hanno trovato convincenti risposte: «se le soluzioni non sono ancora state trovate, tanto meno in questo vertice, a cosa è servito fino ad ora il lavoro della Fao e delle altre agenzie internazionali che, da più di mezzo secolo e con l’ausilio ormai di incommensurabili risorse finanziarie, lottano contro la fame nel mondo?» e ancora «non sarà piuttosto finalmente arrivato il momento di rivedere il sistema organizzativo degli organismi internazionali secondo una logica di efficienza e di eliminazione degli sprechi di questo ambiente diplomatico che impiega gran parte del proprio budget finanziario per gli stipendi di un così grande numero di funzionari e consulenti?».

Emanuela Melchiorre

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One Response to “Il vertice Fao sulla sicurezza alimentare”

  1. ciao, complimenti per il blog. Davvero molto interessante. Anch’io sto cercando di dar vita, con gli strumenti e l’animus dell’appassionato, non del’economista, a una pagina di attualità, compresi problemi di geopolitica, che da sempre mi appassiona. Tra l’altro ho visto che anche tu hai trattato il vertice fao. sarebbe sicuramente interessante se lasciassi qualche commento sul mio blog, in itinere da poco meno di una settimana. Dopo aver scoperto il tuo sicuramente, ne diventerò un assiduo frequentatore.
     

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