Guardare alla crisi con lucidità

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 09 ottobre 2008

Mentre infuria la crisi finanziaria, ormai globalizzata e senza precedenti nella storia economica moderna e contemporanea, il provvedimento più saggio da prendere sarebbe quello di chiudere le borse valori in tutto il mondo per almeno cinque o sei giorni, per dare modo ai governi e alle banche centrali di avere il tempo necessario per prendere le dovute decisioni. Ciò premesso, nel rincorrersi delle notizie, specie quelle del crollo dei listini, che in breve tempo sono superate, è opportuno fare una sorta di analisi della crisi dopo aver accennato agli ultimi avvenimenti di ieri, 8 ottobre, dopo la chiusura della borsa di Tokio con la perdita del 9,4%. Nel corso della mattinata le borse europee hanno perduto molti punti inducendo le banche centrali a ribassare di mezzo punto (misura del tutto insufficiente) il tasso degli interessi. Sempre nella mattinata le autorità monetarie inglesi avevano stanziato 50 miliardi di sterline (pari a circa 88 miliardi di euro) per aiutare otto grosse banche sull’orlo del fallimento. Durante il marasma il presidente Bush ha invocato una riunione urgente dei paesi del G8, che molto probabilmente potrebbe svolgersi presso il Fondo Monetario Internazionale sabato prossimo, quando le borse saranno chiuse per il fine settimana.

Per quanto riguarda l’Europa, al centro delle discussioni di questi giorni vi è stato il tentativo di costituzione di un fondo comune per affrontare la crisi. Tra una riunione e l’altra (summit a 4 di Parigi e Ecofin di Lussemburgo), tutto quello che è stato possibile approntare, nonostante gli sforzi di Berlusconi e di Sarkozy, è stata una garanzia sui depositi al risparmio limitata a 50 mila euro. Questa somma è la metà circa di quella in essere, ad esempio, in Italia, dove il fondo apposito di garanzia dei depositi copre 103.291,38 euro per singolo intestatario del conto di deposito o conto corrente, per cui per un conto cointestato a due persone la garanzia sale a circa 200 mila euro. Questa garanzia, che non sembra in assoluto elevata, è però sufficiente, perché nella corsa speculativa sono poche le persone che hanno tenuto per cifre considerevoli i loro risparmi in conto corrente presso le banche e hanno rinunciato quindi ai guadagni speculativi. D’altra parte, le banche hanno sempre sollecitato i risparmiatori a investire nei vari titoli consigliati dai promotori finanziari.

Ma, oltre a questo, occorre intervenire sulle banche al fine di evitare il loro fallimento, perché, in un malaugurato caso di insolvenza generalizzato, si andrebbe incontro alla paralisi delle attività economiche. Le imprese di qualunque tipo e dimensione non avrebbero la liquidità per pagare gli stipendi e l’accredito in conto corrente, come avviene oggi nella maggior parte dei casi, non produrrebbe liquidità per la spesa in consumi indispensabili. La difesa per le banche, data la gravità della crisi, sarà impegnativa e le risorse fino ad ora approntate sembrano del tutto insufficienti, compreso il piano degli Stati Uniti. Occorrerà pertanto potenziare l’intervento pubblico nella misura necessaria, dichiarando da parte di tutti i governi la difesa ad oltranza. Ciò detto, bisogna precisare che il salvataggio non comporta, non deve comportare la copertura della speculazione, il più delle volte selvaggia, che le banche hanno finanziato. Senza il finanziamento bancario la speculazione avrebbe avuto vita breve, mentre ha potuto diffondersi e prosperare come una metastasi in tutti i sistemi economici a far data dall’inizio dell’amministrazione Clinton, proseguendo negli otto anni successivi dell’amministrazione Bush. Si impone per ogni banca salvata la nomina di un commissario ad hoc, lo scioglimento degli organi statutari e il congelamento delle prebende degli amministratori e dei dirigenti responsabili.

Ma per affrontare la crisi e per impedire che si tramuti in recessione globalizzata è necessario ritornare alla separazione dei crediti, distinguendo quello commerciale o a breve termine da quelli a medio e a lungo termine, che debbono essere gestiti dal settore pubblico. È finita la cosiddetta «banca universale» che ha portato alla crisi a causa dell’intreccio sempre più stretto ed estremamente pericoloso tra banca e industria e il settore immobiliare. Una lezione, questa, che ha appreso la stessa Goldman Sachs, tramutandosi in banca commerciale. Nell’ambito dell’eurozona si impone, inoltre, la sospensione immediata del Trattato di Maastricht e del Patto di Stabilità, dando così modo ai singoli Stati di intervenire con i crediti speciali, ossia con i crediti agli investimenti. In altri termini, si tratta di rivedere le norme che impongono il tetto del disavanzo pubblico distinguendo quello dovuto alle spese correnti, che vanno ridotte, da quello dovuto agli investimenti, che invece debbono essere incentivati.

Se si vuole superare la crisi è necessario seguire ancora una volta il tracciato di Keynes, indicato nell’opera Occupazione, interesse e moneta del 1936, che teorizzò l’intervento pubblico e il deficit spending per sostenere e incentivare gli investimenti. Qualcuno suggerisce di smobilizzare l’oro delle banche centrali europee per superare la crisi, ma si tratta di un’idea che il banchiere centrale europeo considera come una eresia. Occorre però rilevare che il solo annuncio a vendere farebbe calare il prezzo dell’oro e quindi contribuirebbe a ridurre le attese inflazionistiche. Va da sé che il ricorso all’oro dovrebbe favorire gli investimenti e non dovrebbe servire per acquistare l’enorme massa di carta speculativa, della quale nessuno ha una idea precisa, che si avvia a divenire carta straccia, con gravi perdite di chi, piccolo o grande, ha seguito i consigli dei guru della speculazione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: