Il pacchetto anti-crisi del governo

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 07 febbraio 2009

Il Consiglio dei ministri ha varato ieri il pacchetto di aiuti all’auto e al settore degli elettrodomestici e dei mobili, del valore complessivo di circa due miliardi di euro. La copertura delle risorse necessarie sarà reperita, secondo le parole di Giulio Tremonti,  in gran parte utilizzando i fondi «non spesi che sono in bilancio». Il numero uno del dicastero dell’Economia ha spiegato che «questo é un paese in cui c’é una quantità enorme di risorse da spendere. …Il nostro problema non é quello di mettere più soldi, ma di spendere i soldi che ci sono». Il provvedimento probabilmente confluirà nel Milleproroghe.

Nel pacchetto anti-crisi è prevista una detrazione del 20% ai fini Irpef per coloro che acquistano mobili ed elettrodomestici nell’ambito della ristrutturazione di un immobile. Mentre per il settore dell’auto il provvedimento accorda un bonus di 1.500 euro per l’acquisto di un’auto Euro 4 o 5, rottamando un autoveicolo inquinante di oltre dieci anni di vita. La novità di questo provvedimento sta nel fatto che prevede la rottamazione anche delle auto euro 2 (che negli anni dal 1997 al 1999 hanno avuto una grande diffusione), che invece erano state escluse dalle precedenti rottamazioni. Secondo l’Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri) le automobili in circolazione in Italia che hanno più di 10 anni sono circa 18 milioni.

Il bonus di 1.500 euro è accordato anche per l’acquisto di autoveicoli poco inquinanti (gpl, metano, elettriche o a idrogeno). È stato inoltre annunciato un bonus di 2.500 euro per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri in cambio della rottamazione di veicoli Euro 0, 1 e 2. Sarà di 500 euro, infine, il bonus per la rottamazione di motorini e motocicli Euro 0 e Euro 1 in cambio di un nuovo veicolo a due ruote Euro 3 fino a 400 di cilindrata. Non vi sarà invece alcuno sconto fiscale sulla tassa automobilistica, in termini di esenzione del bollo, della quale si era parlato inizialmente.

Per quanto riguarda invece gli interventi a sostegno dei redditi dei disoccupati il governo ha preparato un piano da 8 miliardi di euro, in accordo con le regioni, per gli ammortizzatori sociali. I due provvedimenti, quello del sostegno al settore automobilistico e quello dell’accantonamento di fondi sufficienti per il crescente ricorso alla cassa integrazione, vanno di pari passo in quanto, secondo il ministero dello Sviluppo economico, senza gli incentivi nel settore auto nel 2009 ci sarebbero stati presumibilmente fino a 360 mila immatricolazioni in meno e si avrebbero 60 mila lavoratori in esubero, con una conseguente riduzione del gettito fiscale tra 1 e 3 miliardi di euro, senza considerare i maggiori oneri per cassa integrazione straordinaria pari a circa 500 milioni di euro.

Il premier Silvio Berlusconi, nel corso della successiva conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha chiesto alle imprese del settore automobilistico alcune «assicurazioni, come mantenere gli attuali stabilimenti in Italia, investire su nuovi prodotti e rispettare i pagamenti ai fornitori della componentistica che sono in forte sofferenza». In seguito alle misure approvate dal governo per contrastare la crisi economica «il Pil italiano – secondo le parole del premier – potrebbe ricevere una spinta tra lo 0,5 e l’1% in virtù dei maggiori consumi. Quindi il Pil 2009 potrebbe essere significativamente migliore del previsto -2,2%». Gli effetti positivi del provvedimento del governo sul settore automobilistico, sul suo indotto e sull’economia nazionale nel suo complesso dipendono tuttavia dalla capacità di spesa delle famiglie e da come quindi i consumatori risponderanno agli incentivi.

Indubbiamente la risposta dipenderà in gran parte dall’andamento della crisi a livello planetario. Ciò nonostante il provvedimento del governo smentisce la propaganda della sinistra che ha sempre accusato il governo di inerzia e non ha mai voluto aprire gli occhi alla realtà, che vede tutti gli altri paesi dell’Unione europea navigare in acque molto più agitate di quelle dell’Italia.

Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia plaude alle misure prese dall’Esecutivo a favore del comparto auto: «Sono positivi i provvedimenti presi dal governo sul settore auto, perchè eravamo l’unico paese a non aver fatto qualcosa a supporto dell’auto e della filiera e questo avrebbe comportato una distorsione competitiva». Infatti, dopo gli interventi statunitensi a favore delle Tre Sorelle (Chrysler, Ford e General Motors) ancora in discussione al senato, anche la Francia e la Germania avevano provveduto a incentivare il settore automobilistico nazionale. La Marcegaglia ha sostenuto anche che «È importante, al di là dei provvedimenti positivi adottati dal governo, sostenere la piccola e media impresa italiana», come ad esempio predisporre l’opportunità di «crediti di imposta sugli investimenti».

Anche l’Unione europea, nel vertice del 19 e 20 marzo prossimo, presenterà il piano europeo per l’auto, prediligendo incentivi coordinati in termini di rottamazione, ma anche investimenti in ricerca e innovazione per i modelli non inquinanti e per la sicurezza degli autoveicoli. L’auto nell’Unione europea occupa 12 milioni di persone, è il pilastro dell’export europeo, ma l’anno scorso ha prodotto un milione di vetture in meno e quest’anno ne produrrà, secondo le previsioni, due milioni in meno. Tale contrazione delle produzioni potrebbe mettere a rischio fino a 400.000 posti di lavoro.

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