IL GOVERNO HA VARATO IL «DECRETO ABRUZZO»

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 24 aprile 2009

L’Aquila, colpita profondamente dal sisma nei giorni immediatamente precedenti la Pasqua, è la città delle novantanove chiese, delle novantanove piazze e delle novantanove fontane. Fu fondata, secondo la tradizione, nella seconda metà del secolo XIII, seguendo un progetto dell’imperatore Federico II di Svevia. L’Aquila è quindi una città particolare, nata seguendo un progetto e un disegno armonico, che trova però diversi precedenti nella storia dell’architettura urbana. L’Aquila fu costituita dall’unione di molti castelli della zona (99, secondo la tradizione), ognuno dei quali edificò una parte della città. Restituire L’Aquila al suo antico splendore è un impegno che il governo si è assunto prontamente e con la serietà che richiedeva una situazione tanto drammatica. L’emergenza riguarda non solo i 75 mila abitanti del capoluogo e del territorio circostante, ossia gli sfollati e i senzatetto, rifugiati ora nelle tendopoli, nei ricoveri o presso amici e parenti. Oltre ai numerosi paesi e frazioni colpiti anch’essi dal terremoto, L’Aquila ha subito ingenti danni al suo patrimonio artistico, che è inestimabile.

Il governo ha tenuto giovedì la riuione del Consiglio dei ministri proprio a L’Aquila, direttamente in loco, al centro del disastro, così come già era avvenuto nel caso dell’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. A L’Aquila, però, è stata fatta anche un’altra scelta, ancor più significativa, e che dà la giusta misura di quanto questo governo tenga in conto la drammatica situazione abruzzese. È stato deciso, infatti, di spostare nel capoluogo abruzzese la sede del G8, l’incontro dei grandi della Terra, che si sarebbe dovuto svolgere sull’isola della Maddalena, in Sardegna. È una decisione quanto mai felice, poiché permetterà di utilizzare al meglio, ossia per la ricostruzione de L’Aquila e della regione circostante, le risorse accantonate in tempi non sospetti per la realizzazione del summit della Maddalena, con buona pace dell’opposizione e della sua pretestuosa smania di risparmio, più volte agitata in relazione alla data del referendum. La Sardegna sarà ricompensata dello spostamento con un apposito summit ambientale. Il G8 a L’Aquila, inoltre, permetterà di porre la questione del disastro al centro dell’attenzione del mondo intero e di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale.

Passando alle cifre, il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri straordinario dell’Aquila prevede risorse per complessivi 8 miliardi di euro in 3 anni, di cui 1,5 miliardi di euro per affrontare l’emergenza, mentre i restanti 6,5 saranno destinati agli interventi di ricostruzione. Proprio per la ricostruzione si dovranno tenere in debito conto non solo le norme antisismiche, ma anche quelle relative al risparmio energetico. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha illustrato la misura varata dal Consiglio, che prevede una serie di verifiche, ad opera del Dipartimento medesimo, sugli edifici e, in caso di situazioni di rischio, l’avvio entro 6 mesi degli interventi di messa in sicurezza antisismica, pena l’inagibilità dell’immobile. Questa norma, ha aggiunto Bertolaso, «non esiste in nessun paese del mondo, è un passaggio epocale e ringrazio il premier Berlusconi e il ministro Tremonti per aver accettato la proposta».

L’Unione europea, dal canto suo, come ha detto il presidente Berlusconi in conferenza stampa, contribuirà alla ricostruzione dell’Abruzzo con più di 500 milioni di euro, a fronte di una domanda del nostro governo di 700 milioni. Si vigilerà, inoltre, con un’attenzione straordinaria per evitare in ogni modo le infiltrazioni di carattere mafioso, che, come spesso accade, sono pronte a speculare sulla disperazione della gente. Il provvedimento prevede, poi, che le donazioni che verranno fatte da imprese e privati a favore degli interventi post-terremoto tramite la presidenza del Consiglio dei ministri, il Dipartimento della Protezione civile e altri enti appositamente individuati, saranno deducibili dalle tasse.

Per la ricostruzione di abitazioni principali distrutte o inagibili o per l’acquisto di abitazioni sostitutive sono previsti i contributi, anche con il sistema del credito d’imposta e di finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato, mentre per le attività produttive sono stati stabiliti indennizzi per la riparazione e ricostruzione di beni immobili distrutti o inagibili, nonché per il ripristino delle scorte e per la perdita di beni mobili. Come illustra il comunicato stampa della presidenza del Consiglio, gli indennizzi saranno destinati anche riparare i danni subiti da strutture adibite a finalità sociali, ricreative e religiose. Oltre a ciò, verranno escluse dal patto di stabilità interno 2009-2010 le spese sostenute dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia dell’Aquila e dai Comuni danneggiati per fronteggiare gli eventi sismici. Particolare attenzione sarà rivolta dai vari enti, in primo luogo dalla Sopraintendenza per i Beni Culturali, al patrimonio artistico della città e dei suoi borghi, essendo esso testimonianza eccezionale dell’arte italiana.

Per le famiglie, i lavoratori e le imprese sono previste, tra l’altro, sempre secondo la presidenza del Consiglio, la proroga dell’indennità ordinaria di disoccupazione, l’indennizzo in favore dei soggetti con collaborazioni coordinate e continuative e dei lavoratori autonomi che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa del sisma, la sospensione per le imprese delle eventuali sanzioni legate alle inadempienze fiscali e, infine, la non computabilità, ai fini della definizione del reddito da lavoro dipendente, dei vari benefici concessi dai datori di lavoro privati di aziende residenti ai propri lavoratori.

Come più volte dimostrato nel periodo di tempo che intercorre dal giorno delle elezioni politiche al sisma abruzzese, il governo Berlusconi anche in questa occasione ha voluto essere un governo «del fare», che non lascia troppo spazio alle parole, come dimostra la stessa durata del Consiglio dei ministri, di appena due ore e un quarto, ma denso di provvedimenti concreti, adeguatamente preparati.

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