I NUOVI GASDOTTI GALSI E ITGI

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 19 maggio 2009

L’80% della capacità elettrica prodotta da nuovi impianti in Europa negli ultimi dieci anni è alimentata a gas. L’Europa consuma quasi il 20% del gas mondiale, ma la sua produzione è pari solamente al 7% di quella mondiale, mentre le riserve europee sono appena il 2% di quelle mondiali. Ne consegue che l’Ue è fortemente dipendente dalle importazioni extra-Ue di gas naturale, che risultano essere circa il 60% dei consumi europei.

In Italia, la situazione è accentuata rispetto al resto d’Europa. Infatti, circa l’80% delle abitazioni è riscaldato a gas, altrettanto fa il 66% degli ospedali e degli alberghi. Pertanto la forte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento del gas ha portato l’attuale governo ad affrontare seriamente la questione delle infrastrutture di distribuzione (gasdotti e rigassificatori) con l’obbiettivo di diversificare i paesi fornitori e ottenere per tale via prezzi di fornitura più vantaggiosi.

Il progetto più recente che l’Italia ha approntato in collaborazione con altri paesi prende il nome di gasdotto Galsi. È in via di realizzazione e dovrebbe essere ultimato entro il 2011. La costruzione del gasdotto ha subìto però un ritardo di un anno rispetto alla sua tabella di marcia in seguito al recente ritrovamento della corazzata francese Danton sui fondali al largo del sud della Sardegna. La corazzata era stata affondata il 19 marzo del 1917, nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale da un sottomarino tedesco. Il ritrovamento, grazie a potenti robot subacquei, ha riportato alla mente i fatti storici e ha permesso altresì di commemorare i 295 caduti francesi che tuttora giacciono nelle stive della nave nelle profondità degli abissi.

Il Consorzio societario, costituito nel 2003 con un capitale di 10.000.000 euro, è composto da diverse società, di cui il 50% italiana. Il tratto italiano del metanodotto sarà realizzato da Snam Rete gas, società dell’Eni, che si occuperà anche della gestione della nuova infrastruttura. La stima dei costi complessivi è tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro. Bruxelles considera il progetto Galsi tra le quattro grandi infrastrutture energetiche prioritarie italiane e contribuirà, con 120 milioni di euro, al finanziamento del progetto.

Il pregio del progetto Galsi è quello di assicurare la fornitura di una quantità notevole di gas naturale (8 miliardi di metri cubi l’anno, pari al 10% della capacità installata di importazione nazionale). Tale progetto, unitamente alla realizzazione di rigassificatori (l’ultimo realizzato è stato quello di Rovigo nell’autunno del 2008) e del gasdotto Itgi che collegherà l’Italia alla Grecia (v. Mappa), dovranno aumentare la disponibilità nazionale di gas e garantire il nostro paese rispetto all’eventualità di ulteriori «emergenze gas», che hanno invece caratterizzato gli inverni passati.

Il gasdotto Itgi, come accennato, collegherà Italia, Grecia e Turchia. La Turchia si approvvigionerà, infine, dal giacimento dell’Azerbaigian. L’importanza strategica di tale progetto risiede nel fatto che l’Azerbaigian è un paese che appartiene dell’Area del Mar Caspio e del Medio Oriente, ossia a quell’area che detiene circa il 20% delle riserve mondiali di gas naturale, ma che non dispone di alcun collegamento indipendente con i consumatori europei. Il gasdotto Itgi permetterà, quindi, un collegamento diretto e indipendente dalla Russia. L’importanza del progetto è tale che la Russia e gli Stati Uniti hanno deciso di presenziare in qualità di osservatori alla conferenza sul «Corridoio meridionale» del gas che la presidenza ceca dell’Ue ha organizzato a Praga per l’8 maggio 2009.

Anche il progetto Itgi trasporterà circa 8 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno e dovrebbe essere ultimato entro il 2012. Il progetto richiede il potenziamento della rete turca e la realizzazione degli Interconnector tra Turchia e Grecia (Progetto ITG) e tra Grecia e Italia (Progetto IGI). La Commissione europea ha deciso lo scorso gennaio di contribuire al finanziamento del gasdotto Itgi con 100 milioni di euro classificandolo Progetto di Interesse Europeo per l’apertura di un grande corridoio di approvvigionamento che colleghi l’Europa del Sud con l’Asia Centrale.

È ancora lunga la strada da percorrere per raggiungere l’ambizioso obbiettivo per il nostro paese di divenire un esportatore netto o, come si usa dire, un «hub» del gas, ossia un paese capace di coprire interamente il proprio fabbisogno di gas, mediante la produzione nazionale e le importazioni, e capace altresì di esportare gas verso altri paesi Ue ed extra-Ue a prezzi competitivi. Al momento attuale ciò che più conta è l’aver intrapreso la via con energia e con coraggio.

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One Response to “I NUOVI GASDOTTI GALSI E ITGI”

  1. Bella analisi… che condivido in pienoEnricohttp://comitatostudigeopolitici.wordpress.com

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