DECRETO ANTI-CRISI: UN AIUTO CONCRETO

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 27 giugno 2009

La manovra d’estate varata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 26 giugno ha previsto, fra le molte disposizioni, numerose misure di sostegno alle imprese e alle famiglie che mirano a combattere le difficoltà imposte dall’attuale crisi economica. È sempre presente nell’azione del governo lo slogan «people first», ossia quel principio con il quale si erano conclusi i lavori degli scorsi G8 dei ministri finanziari e dei ministri del lavoro, secondo il quale in questa crisi economica «nessuno sarà lasciato solo». Il messaggio che con la Finanziaria il governo vuole lanciare sia alle imprese sia alle famiglie è quello di non lasciarsi andare al pessimismo e di continuare a investire nell’economia, di non ridurre le proprie decisioni di consumo e di guardare con ottimismo a futuro.

Per questo motivo, ancor prima di cominciare a illustrare punto per punto la complessa architettura della manovra, il premier ha voluto dare spazio alle considerazioni politiche che aveva già fatto in passato e in più occasioni. Si è, infatti, rivolto agli economisti che a più riprese si sono espressi riguardo alle previsioni economiche sull’immediato e il prossimo futuro, chiedendo loro di interrompere il flusso di dichiarazioni pessimistiche. Senza scomodare gli animal spirits di keynesiana memoria, è intuitivo che diffondere il pessimismo non giova alle iniziative imprenditoriali e ai piani di investimenti e di sviluppo. Mentre è proprio questo il momento in cui gli imprenditori devono assolvere il loro ruolo precipuo, che consiste nell’assumersi il rischio di impresa e nell’introdurre le innovazioni. Per fare ciò occorre da un lato che i loro piani di investimento non siano ostacolati o disincentivati da considerazioni errate o allarmistiche; dall’altro lato occorre che anche le banche svolgano il loro ruolo principale, che consiste nel raccogliere il risparmio e nell’accordare credito alle imprese. Se le aspettative che esse nutrono per quanto riguarda la solvibilità delle imprese sono negative, infatti, esse non concederanno o ridurranno il loro credito alla produzione. Infine i consumatori, ossia le famiglie e l’uomo della strada, dunque i soggetti che più degli altri operatori economici sono disinformati e soggetti a umori, potrebbero comprimere ulteriormente le loro scelte di consumo in seguito a considerazioni funeste riguardo all’immediato futuro.

Le aspettative sono, quindi, alla base di tutto il complesso meccanismo di mercato. Per sensibilizzare gli analisti nei confronti degli effetti immediati che le loro affermazioni possono provocare sull’economia reale il ministro Tremonti non molto tempo addietro aveva chiesto fortemente «che gli economisti tacciano!». Allo stesso tempo, però, oltre ad agire sulla leva dell’ottimismo, occorre agire tempestivamente nell’economia per incentivare le giuste scelte di investimento e di consumo. A tale scopo precipuo mira, in sostanza, la manovra d’estate.

Per quanto riguarda le aziende, il contributo più importante del decreto appena varato è stato quello di introdurre la detassazione degli utili che saranno reinvestiti nell’azienda in beni strumentali e soprattutto in macchinari inscritti nell’elenco dei beni ammortizzabili. Si vuole per tale via incentivare gli investimenti tecnologici delle aziende per aumentarne l’efficienza e la produttività, nonché dare impulso al mercato incentivando gli investimenti in beni durevoli e allo stesso tempo semplificando il calcolo del valore del reddito soggetto a detassazione. Seguendo questa stessa logica è stato previsto «l’acceleramento dell’ammortamento» dei beni durevoli strategici nella produzione. È aumentata anche la svalutazione fiscale dei crediti che entrano in sofferenza. Tale misura è stata introdotta in quanto è a vantaggio delle banche che concedono nuovi crediti alle imprese.

Nell’ambito del credito alle imprese, inoltre, sulla scia dell’esperienza di altri grandi paesi europei come Francia, Germania e Spagna, è interessante l’introduzione della «export banca», ossia di una combinazione tra la Cassa Depositi e Prestiti e la Sace, per la concessione del credito all’esportazione e al contempo l’assicurazione del credito all’export in una unica soluzione a costi bancari contenuti. Sono previste, inoltre, sempre nel capitolo delle misure anticrisi della Finanziaria, agevolazioni per quelle aziende che impiegano gas nel loro ciclo produttivo e che ricorreranno alla costituzione di consorzi per l’acquisto all’estero di approvvigionamenti di gas a prezzi competitivi rispetto al mercato nazionale.

Per sostenere l’occupazione il decreto prevede che le aziende che assumeranno lavoratori precedentemente sospesi dall’attività lavorativa o che non ricorreranno alla cassa integrazione guadagni riceveranno un «bonus», ossia un premio per le loro scelte di preservare il «capitale umano» precedentemente assunto e formato. È stato previsto, inoltre, il potenziamento degli ammortizzatori sociali con l’accantonamento di ulteriori vaste risorse finanziarie (25 milioni di euro) per la cassa integrazione guadagni. Il premier ha detto in conferenza stampa che «il governo non lascerà nessuno solo e senza salario. Aiuteremo con aiuti economici fino all’80% del salario e garantiremo una formazione per il reimpiego delle professionalità nei settori del lavoro». Sono previsti incentivi, inoltre, per quei lavoratori cassaintegrati o che percepiscono un sussidio di disoccupazione che avviano un’attività in proprio, ossia liberoprofessionale o imprenditoriale.

Per alleviare la situazione disagiata delle famiglie, la Finanziaria prevede che il blocco degli sfratti sia prorogato al 31 dicembre di quest’anno. Sono state anche «allentate le maglie» del bonus energia alle famiglie per includere un numero più elevato di beneficiari. Sono state semplificate le procedure e velocizzati i tempi di concessione delle prestazioni di invalidità civile. Sono state semplificate le dichiarazioni richieste ai pensionati per il mantenimento delle prestazioni previdenziali ed è stato abolito il ticket sulla medicina specialistica.

D’altro canto, sono in elaborazione nuove norme per impedire alle banche di aggirare la stretta sulla commissione sul massimo scoperto, eliminata in occasione del precedente «decreto sviluppo» e dalle banche abilmente reintrodotta, come si legge nel commento di Cellino sul Sole 24 Ore di ieri, mediante il cambio della denominazione del balzello. L’intervento governativo per incentivare le banche a ridurre l’onere delle loro commissioni, secondo quanto affermato dal ministro Tremonti in conferenza stampa, va a vantaggio delle famiglie che usufruiscono dei servizi bancari, ma anche a favore delle banche stesse, che avranno un migliore rapporto con la propria clientela. Con tale decreto si è agito in «maniera spintanea», citando le parole del ministro Tremonti, per raggiungere un risultato che il gioco della concorrenza avrebbe comunque prodotto.

 

Nuovi fondi, che andranno a integrare la copertura del cosiddetto decreto terremoto, sono poi stati stanziati a favore degli sfollati dell’Abruzzo per la ricostruzione delle case nei centri storici danneggiati dal sisma del 6 aprile scorso. Il presidente Berlusconi ha annunciato l’apertura di un cantiere di vastissime dimensioni nel territorio aquilano, che sarà possibile grazie all’intervento del governo sul cosiddetto «eccesso di burocrazia», ossia snellendo e smantellando una serie di ostacoli burocratici che hanno fino ad ora impedito l’apertura di questo e di molti altri cantieri e quindi l’inizio dei lavori di numerose opere pubbliche.

In netta contrapposizione con l’approccio del precedente governo Prodi che aveva propagandato le proprie misure di allungamento dei tempi di regolazione delle fatture ai fornitori della PA come uno strumento di risanamento dei debiti pubblici, l’attuale decreto ha previsto, al contrario, alcune formule di snellimento e di aumento dell’efficienza della Pubblica Amministrazione, che, dal canto suo, sarà chiamata a regolare i propri pagamenti ai fornitori in tempi più rapidi e a smaltire gli arretrati rapidamente, semplificando le procedure e i meccanismi per compensare i crediti e i debiti.

Per quanto riguarda il capitolo fiscale, l’evasione e l’elusione fiscale nazionale e internazionale, in attesa del nulla osta dell’istruttoria Ue sullo «scudo fiscale», il decreto introduce alcune disposizioni per l’individuazione dei depositi non dichiarati nei paradisi fiscali, invertendo l’onere della prova. Tremonti sostiene infatti che qualora siano identificati depositi bancari in tali paradisi non dichiarati, essi saranno considerati ai fini fiscali come tentativo di evasione e il titolare sarà chiamato a giustificare il mancato obbligo di dichiarazione. Il decreto darà inoltre il via alla stretta sulle compensazioni, a partire da quelle Iva. Sono previsti, inoltre, ulteriori coinvolgimenti degli enti locali per la lotta all’evasione fiscale che con questo decreto si arricchisce di nuovi interventi antievasione.

Gli stimoli all’economia non daranno effetti positivi immediati. Di questo ne è pienamente cosciente il Presidente Berlusconi, che ha detto in conferenza stampa che tali stimoli «non sono un interruttore che appena acceso fa illuminare l’ambiente», ma al contrario richiederanno del tempo. Il governo, con la manovra estiva, si muove tempestivamente aiutando le imprese che investono, premia le aziende che non riducono gli organici, salda una parte del debito della Pubblica Amministrazione verso i fornitori delle aziende pubbliche, ossia verso le imprese italiane che subiscono il momento recessivo dell’economia. In conclusione, tale decreto riducendo le tasse e introducendo e aumentando i bonus, secondo le parole del premier, «alleggerisce la mano dello stato sulle imprese, così da metterle in condizione di raccogliere i primi effetti di ripresa, quando essi arriveranno».

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