G8: si afferma la leadership italiana

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 9 luglio 2009

Il primo giorno dei lavori del G8 di L’Aquila si è concluso con una sostanziale approvazione dei Global legal standard, ossia delle regole contenute nel documento denominato «Lecce Framework», presentato all’approvazione dei grandi del mondo dal governo italiano e dal ministro Tremonti. Il nostro Esecutivo, dopo aver ricevuto i complimenti dei presidenti Obama relativi all’eccellenza nell’organizzazione dell’incontro, ha anche mostrato soddisfazione per l’importante decisione presa durante questa prima giornata, che premia il lavoro elaborato al G8 finanziario di Lecce di giugno, svoltosi sempre sotto la presidenza italiana.

Le regole che verranno introdotte, in seguito a tale decisione, riguardano nella sostanza i principi di trasparenza e di correttezza che i mercati finanziari dovranno adottare d’ora in avanti in modo armonizzato e globale. Si tratta di una novità assoluta, in quanto un tentativo di armonizzazione a livello planetario non è mai stato affrontato. Secondo quanto afferma Tremonti in conferenza stampa «se l’economia è globale, il diritto non può restare locale». Tali regole generali e in linea di principio dovranno essere tradotte in strumenti precisi e più operativi.

Sarà il governatore Mario Draghi, in qualità di Presidente del Financial Stability Board, chiamato a redigere le proposte operative relative al campo finanziario che saranno discusse a settembre in occasione del G20 di Pittsburgh e a novembre durante il G20 ministeriale. Solo dopo aver compiuto questo difficile compito di realizzazione della rete regolamentativa del mercato finanziario globale sarà possibile stilare un bilancio dei risultati che avranno raggiunto gli incontri e gli accordi a livello internazionale susseguitisi dallo scoppio della bolla speculativa e dall’inizio della crisi economica, affinché si possa fare un uso più lungimirante della finanza.

L’impegno assunto dai grandi riguarda non solo il mondo della finanza, del suo risanamento e della sua regolamentazione. Si è discusso anche della sostenibilità fiscale di medio e di lungo termine delle politiche anti-crisi, di come tali politiche possano stimolare la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro. È stato assunto l’impegno di porre in essere politiche attive per il lavoro e di mantenere i sussidi alla disoccupazione.

Risalto è stato dato all’impegno della comunità internazionale per contrastare i paradisi fiscali, auspicando un maggiore grado di collaborazione fra gli stati. Nel corso delle ultime settimane uno dei paesi che si è trovato sotto i riflettori è stata la Svizzera, che però ha aggiornato numerosi accordi fiscali bilaterali per aderire in misura maggiore agli standard Ocse. Poiché alcuni paesi, come l’Italia, stanno portando avanti una serie di  misure di rientro dei capitali, come lo «scudo fiscale», occorre che tali politiche siano al centro della discussione fra i paesi interessati.

I negoziati del Doha Round hanno ricevuto un ampio stimolo dall’attuale G8, come si auspicava in sede dell’accordo Cina-Italia sul commercio internazionale avvenuto il 6 luglio scorso. Infatti si è ribadito un forte no al protezionismo e a tutte le forme di barriere tariffarie e non tariffarie. Nella giornata di giovedì 9 luglio potrebbe essere anche deciso, durante l’incontro tra gli otto grandi paesi (Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Spagna, Giappone, Gran Bretagna, Canada) con la Cina, l’India, il Brasile, il Messico e il Sud Africa, che i negoziati sul commercio internazionale debbano essere conclusi entro il 2010. In riferimento ai paesi poveri, specie a quelli africani, inoltre, i grandi della Terra hanno deciso di stanziare 12-15 miliardi di euro in tre anni per incentivare l’agricoltura e la sicurezza alimentare, al fine di sradicare la povertà.

Per quanto riguarda la questione ambientale il premier Silvio Berlusconi ha affermato che occorre «chiedere a Cina, Brasile, India e altri paesi emergenti – ossia a quei paesi che hanno il più alto tasso di inquinamento – di prendere degli impegni ben precisi». È un punto importante questo, poiché se gli Stati Uniti e l’Europa prendessero seri provvedimenti per ridurre l’emissione di anidride carbonica senza che gli altri paesi menzionati facessero altrettanto, non si raggiungerebbero comunque risultati auspicabili e si subirebbero, invece, effetti negativi immediati in termini di riduzione della dinamica del processo produttivo.

Il clima di accordo e di collaborazione che si respira durante questo incontro è la risposta più adeguata alle provocazioni di una parte della stampa estera che in questi giorni ha tessuto trame diffamatorie nei confronti del governo italiano. È anche un clima di fiducia quello che si respira a L’Aquila, come sostiene il premier, che in conferenza stampa assicura che il peggio della crisi economica è passato. La fiducia è contenuta anche nell’ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale che ha pubblicato proprio ieri l’ultimo numero del World Economic Outlook. L’Istituto ha affermato che la ripresa economica è in arrivo e ha rivisto al rialzo le sue previsioni riguardo all’andamento dell’economia mondiale (le proiezioni riguardo al Pil mondiale sono di -1,4% nel 2009 e 2,5% nel 2010). L’Fmi è ottimista anche riguardo all’evoluzione dell’economia dei maggiori paesi industrializzati.

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