Il governo ha varato il Dpef

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 16 luglio 2009

È stato approvato il 15 luglio dal Consiglio dei ministri il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF), che nel suo complesso prevede lo stanziamento di 27,3 miliardi di euro in quattro anni. Dovrebbe essere l’ultima volta che il governo vara il documento così come lo conosciamo oggi. Dopo l’approvazione della riforma della Finanziaria, infatti, il DPEF sarà sostituito dal DFP (Decisione di Finanza Pubblica).

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha illustrato lo status quo in cui il paese si trova e le previsioni del governo circa l’andamento delle entrate tributarie, dell’evasione fiscale, dell’economia nel suo insieme. Sebbene il quadro attuale dell’economia mondiale non sia dei più rosei, ad un confronto a livello internazionale la situazione economica italiana appare la migliore in assoluto. Infatti l’Italia ha prospettive migliori per uscire dalla crisi prima degli altri paesi industrializzati. A conforto di questa tesi vi sono alcuni dati recenti. In primo luogo, la Cassa Integrazione Guadagni è diminuita (a giugno cala dell’8% rispetto al mese precedente) e vi sono stati, inoltre, timidi segnali di ripresa nella produzione industriale, che ha presentato un segno positivo nel suo indice di variazione (il dato della produzione industriale destagionalizzato ad aprile è stato dell’1,2%, e a maggio è rimasto stabile). Ciò sta a significare che almeno nell’industria la recessione può essere considerata finita. Inoltre, la bilancia dei pagamenti italiana ha presentato un saldo positivo della voce degli investimenti diretti, che da gennaio ad aprile 2009 è stato di 2,8 miliardi di euro. Anche gli investimenti industriali italiani hanno presentato segnali di ripresa.

Il governo è ottimista sul futuro e prevede una ripresa del sistema Italia a cominciare dall’anno prossimo. Nel frattempo – è stato dichiarato – si seguiranno le vie già intraprese per combattere la crisi economica, e che sostanzialmente si riassumono in tre obiettivi fondamentali.

  • In primo luogo, occorre perseguire un utile sostegno alle piccole e medie imprese, sia nei riguardi dell’accesso al credito, che rimane raro e caro anche per effetto dei tassi reali, sia attraverso l’inizio di alcune opere pubbliche entro la fine dell’anno, per un valore complessivo di 13,7 miliardi di euro e che coinvolgerà un numero elevato di Pmi appaltatrici. Le banche, dal canto loro, sono chiamate a svolgere il loro ruolo nel migliore dei modi.
  • Essenziale sarà la copertura finanziaria per gli ammortizzatori sociali, per le prestazioni sociali, per quelle pensionistiche e per quelle sanitarie. Tale assicurazione del governo ha riscosso il plauso di Confindustria e dei sindacati, intervenuti alla conferenza stampa.
  • Infine, è essenziale una «tenuta dei conti pubblici».

È presumibile, secondo le stime del governo, che l’economia italiana sarà ancora in una fase recessiva per tutto il 2009 (il PIL decrescerà del 5,2% nell’anno in corso) e i primi segnali di ripresa non saranno evidenti prima del 2010, anno in cui, sempre secondo le stime, il reddito nazionale crescerà dello 0,5%. Meglio andrà nel 2011 e nel 2012, anni nei quali il Prodotto Interno Lordo, secondo le previsioni, dovrebbe crescere del 2%. Se la crisi internazionale sarà superata in tempi brevi, i tassi di crescita previsti dovrebbero migliorare.

Fino ad ora le politiche di sostegno all’economia, alle famiglie e alle imprese hanno comportato un aumento del deficit di bilancio, che ha raggiunto il 5,3% del PIL. Alla luce, però, del confronto internazionale con gli altri paesi europei, quest’ultimo dato, seppur superiore ai parametri imposti dal Trattato di Maastricht, risulta essere tra i più bassi. Meglio non è andata per quanto riguarda le entrate tributarie, che sono decresciute nel loro complesso del 3,2%. Tuttavia, sulla base dei dati pubblicati sul Bollettino delle entrate tributarie del Ministero delle Finanze (grafico), si evince che la riduzione delle entrate tributarie è decresciuta negli ultimi mesi. Il ministro Tremonti è comunque soddisfatto di come sia andata l’autotassazione, anche se in questo caso i dati sono solo provvisori e occorrerà attendere fino al 5 agosto per avere quelli definitivi.

 

In concomitanza con l’approvazione del DPEF, è stato presentato l’emendamento al decreto anti-crisi che contiene il provvedimento denominato «scudo fiscale». Tale provvedimento consiste, nella sostanza, nella tassazione con aliquota del 5% dei capitali dichiarati e rimpatriati, affluiti nei cosiddetti «paradisi fiscali». Il contenuto del provvedimento è stato discusso anche in sede G8 a L’Aquila. Infatti, lo scudo fiscale rappresenta una misura importante per il rientro dei capitali, per la lotta all’evasione fiscale e ai paradisi off-shore per tutti i paesi.

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