14 MESI DI BUONGOVERNO

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 10 agosto 2009

L’alternanza continua di notizie che si apprendono dai media sulla situazione economica del nostro paese contribuiscono a innalzare la temperatura di questa estate già di per sé rovente. Ma ad esse si affiancano altre rilevazioni autorevoli che vanno nella direzione opposta ed elogiano il nostro paese per la reazione all’andamento della crisi economica internazionale.

Dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, sono giunte infatti confortanti dichiarazioni che seguono le precedenti rilevazioni dell’Organizzazione. Gli ultimi dati indicano, infatti, che, tra le principali economie dell’area Ocse, l’Italia e la Francia sono i due soli paesi che danno segnali positivi. In particolare, inoltre, la crescita del superindice è maggiore in Italia (rispetto al mese di maggio, l’indicatore di giugno è aumentato di 2,2 punti), che in Francia (dove l’indicatore di giugno è aumentato di 1,4).

Altri aspetti positivi del quadro internazionale confortano l’osservatore. Vi è il recente rallentamento dell’indice di disoccupazione negli Stati Uniti che, per la prima volta dall’aprile 2008, è sceso contro tutte le aspettative (dal 9,5% di giugno al 9,4% di luglio). Segnali incoraggianti provengono anche dall’economia tedesca. In Germania, infatti, secondo quanto reso noto dal ministero dell’Economia, i nuovi ordini all’industria manifatturiera solo saliti del 4,5% a giugno, dopo il 4,4% di maggio. È il maggior incremento dal giugno 2007 e risultano essere il quarto rialzo consecutivo.

È senz’altro presto per poter dire se l’autunno che ci aspetta sarà una stagione fredda per quanto riguarda l’economia del nostro paese o se piuttosto sarà mite. Al contrario possiamo affermare però che le azioni del Governo Berlusconi, dal momento della sua elezione ad oggi, si sono mostrate sempre tempestive e di ampio respiro: dalla gestione delle emergenze (dai rifiuti della Campania alla ricostruzione della città de L’Aquila), alle politiche a sostegno dell’economia, alla garanzia del sistema bancario nazionale, all’incentivo fiscale alle imprese, al sostegno dei redditi delle famiglie (social card, abolizione Ici prima casa, ampliamento delle risorse di 34 miliardi a disposizione degli ammortizzatori sociali e ampliamento delle categorie di beneficiari), all’innovazione di una finanziaria triennale che ha permesso di evitare il tradizionale assalto alla diligenza, che si verificava nell’autunno di ogni anno durante i precedenti governi.

Prima di altri paesi, il governo italiano ha agito a sostegno dell’industria dell’auto e ha gestito passo dopo passo l’attuale evoluzione della crisi economica senza con questo metter mano nelle tasche degli italiani, ossia senza aumentare la pressione fiscale e senza introdurre imposte ad hoc come altri governi hanno troppo spesso fatto in passato. È stata introdotta la cosiddetta Legge Tremonti a favore degli investimenti e dello sviluppo. È stato varato il piano casa (aumento cubatura del 20%, e del 30% per la demolizione e costruzione ex novo di edifici). Questo piano, dato che tratta una materia di competenza delle Regioni, ha avuto tempi di attuazione dilatati e solo ora, a detta del Presidente del Consiglio durante l’ultima conferenza stampa a palazzo Chigi, si cominciano a vedere i primi effetti positivi.

Il Governo ha introdotto la riforma del federalismo fiscale come utile strumento di contrasto all’evasione. Ha riformato la scuola e l’università riducendo sprechi e ripartendo risorse su base meritocratica, dando una spallata alla casta dei cosiddetti «baroni». Ha riformato il processo civile e occorre ora procedere alla digitalizzazione delle cancellerie, al fine di ridurre i tempi di attesa per il completamento dei processi civili: dagli attuali 5 anni per una causa di lavoro e 8 anni per recuperare i crediti da un fallimento si punta, sostiene il Premier, a dimezzare i tempi.

Le azioni di governo a sostegno dell’economia e della modernizzazione del paese sono state oggetto della lunga conferenza stampa a Palazzo Chigi e non si militano al parziale elenco qui riportato. Vi è stato anche, infatti, l’ammodernamento delle vie di comunicazione (Alta Velocità e infrastrutture autostradali, nonché metropolitane). Anche la ricostruzione della città de L’Aquila fungerà da volano per la ripresa economica in quanto costituisce non solo un ambizioso progetto di innovazione edilizia, ma anche una occasione per incentivare proprio il settore delle costruzioni che ha subìto una forte contrazione e che più di altri ha un effetto propulsivo e amplificativo, dato il suo elevato valore del moltiplicatore del reddito.

Altro merito dell’attuale governo è stato anche quello di aver reintrodotto l’opzione nucleare nella politica energetica nazionale. Sono state poste solide basi per l’implementazioni delle centrali nucleari sul territorio italiano e sono stati sottoscritti importanti accordi internazionali per lo scambio di know how. Tornare nuovamente a produrre energia all’interno del territorio nazionale significa ridurre sensibilmente il peso della cosiddetta «bolletta energetica nazionale», ossia di quella quota di importazione di prodotti energetici per un importo di circa 60 miliardi di euro. Tale cifra permette all’Italia di fare fronte a più dell’80% del proprio fabbisogno energetico.

Una particolare attenzione sarà posta al Meridione, il cui ritardo economico è stato oggetto di molte campagne elettorali e la cui soluzione troppo spesso è stato rimandata o disattesa. Sarà introdotta l’Agenzia per il Mezzogiorno che non rappresenta, come erroneamente hanno riportato alcuni media, una replica della Cassa per il Mezzogiorno, ma, al contrario, costituirà un luogo di programmazione decennale per lo sviluppo economico e industriale del Mezzogiorno.

In questi 14 mesi vi sono stati più di 150 incontri internazionali in cui il governo Berlusconi ha presenziato a vario titolo, di cui 10 bilaterali organizzati e gestiti dal governo italiano e più di venti multilaterali. Fra i numerosi incontri è da segnalare la conclusione della questione della colonizzazione libica, con la garanzia alle imprese italiane di una via preferenziale per tutte le opere infrastrutturali che sono in progetto in Libia, per un ammontare complessivo di 100 miliardi di dollari. Saranno importanti, sempre secondo del dichiarazioni di Silvio Berlusconi, anche gli investimenti libici in Italia. L’azione del Governo riprenderà in pieno dopo la pausa delle ferie estive, visto che sono in programma quelle riforme economiche e sociali che troppo a lungo sono state rinviate.

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