Moratoria sui mutui per le famiglie in difficoltà

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 22 ottobre 2009

Mentre si attendono ancora i risultati parziali della moratoria delle imprese, sottoscritta il 3 agosto scorso tra l’Abi e le associazioni datoriali, che saranno disponibili non prima della seconda metà di novembre, i banchieri hanno dato mandato all’Abi, l’associazione bancaria italiana, di predisporre tutte le operazioni necessarie affinché le famiglie in difficoltà a causa della crisi economica contingente possano avvalersi di una moratoria, ossia una sospensione di 12 mesi della rata dei mutui sottoscritti a partire da gennaio 2010.

Il provvedimento riguarda 110 mila famiglie, secondo le stime preliminari, tra le quali quelle nelle quali uno dei componenti il nucleo familiare abbia perso il posto di lavoro (con contratto a tempo determinato e indeterminato), o al quale sia scaduto il contratto temporaneo (parasubordinato e assimilato), o sia in cassa integrazione, o altresì sia deceduto, venendo quindi meno un reddito familiare. L’insieme dei mutui soggetti alla moratoria dovrebbe aggirarsi intorno agli 8 miliardi di euro.

Il provvedimento dell’Abi giunge alla fine di una fitta serie di interventi a favore dei mutuatari intentati dal governo da maggio dello scorso anno, quando ha sottoscritto l’accordo con l’Abi per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile. Si ricorderà che in seguito a tale accordo la rata di mutuo avrebbe dovuto essere bloccata al livello medio pagato due anni prima, ossia nel 2006, allungando il periodo di rimborso del debito ovvero saldando la differenza al termine del piano di ammortamento. Sfortunatamente però tale provvedimento ha visto forti resistenze da parte delle stesse banche che, in larga parte, non hanno concesso la rinegoziazione totale del mutuo ai propri clienti, ma solo di una percentuale dell’importo totale.

Il governo è intervenuto nuovamente a favore delle famiglie in difficoltà con il provvedimento anticrisi a gennaio 2009, imponendo un tetto massimo (del 4%) al tasso di interesse variabile, ma ancora una volta vi è stata la denuncia corale da parte dei sottoscrittori secondo la quale le banche non avrebbero provveduto a rimborsare correttamente i propri clienti. Inoltre, in occasione del protocollo firmato dall’Abi sui Tremonti Bond, era prevista la sospensione della rata per i mutuatari cassaintegrati, o che avessero subito la perdita del posto di lavoro, per almeno 12 mesi fino al dicembre 2011. I Tbond sono stati sottoscritti solamente dal Banco Popolare, da Bpm e dal Mps. Pertanto quest’ultimo provvedimento ha avuto una portata limitata. Infine, in ordine di tempo, ad aprile di quest’anno, in seguito all’evento sismico che ha sconvolto l’Abruzzo, è stata imposta la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per le abitazioni localizzate nei comuni colpiti dal terremoto fino al 31 luglio e in alcuni casi per tutto il 2009. Anche in quel caso però non tutte le banche aderenti all’accordo promosso dall’associazione bancaria italiana si sono conformate alla richiesta ed hanno richiesto ugualmente il pagamento degli interessi maturati nel periodo di sospensione.

A differenza di quanto è stato fatto finora, l’attuale «Piano Famiglie» dell’Abi non si limita solamente alla sospensione delle rate dei mutui, ma esamina anche l’accesso al nuovo credito per sostenere alcuni consumi primari, la cassa integrazione guadagni per i disoccupazione ed le piccole attività imprenditoriali. Alcuni strumenti sono propri delle banche di cui possono disporre in via autonoma, come la portabilità e la sospensione dei mutui, altri nascono da accordi con il governo, gli enti locali e la Conferenza episcopale italiana, i quali hanno predisposto degli appositi fondi di garanzia.

La moratoria arriva in un periodo in cui le richieste di credito sono decrescenti (grafico), le sofferenze sui bilanci delle banche crescono (ad agosto hanno raggiunto circa 52 miliardi di euro in crescita di 12 miliardi rispetto novembre del 2008) e in cui il 4,9% dell’intera popolazione italiana si trova nella condizione di povertà assoluta.

 

La moratoria ha quindi raccolto il plauso di tutte le associazioni dei consumatori, le quali hanno però richiesto l’estensione del periodo della sospensione da 12 a 18 mesi e delle tipologie di famiglie coinvolte. Senza alcuna estensione l’attuale piano famiglia prevede già il coinvolgimento, secondo le stime Adiconsum, di una famiglia su cinque.

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