Le «zone franche» per lo sviluppo economico delle aree depresse

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 29 ottobre 2009

«Cresce il Mezzogiorno, cresce l’Italia». È questo lo slogan che è stato ispirato dalla politica del governo a sostegno delle zone depresse del Mezzogiorno. A breve distanza dalla progettazione della Banca del Mezzogiorno, arriva, pertanto, il via libera al progetto delle Zone Franche Urbane (ZFU), annunciato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola nel corso della cerimonia per la firma dei contratti con i sindaci dei Comuni interessati. Con ZFU si intendono aree infra-comunali dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e microimprese. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del piano straordinario del Governo per il Sud ed è volta a rilanciare i quartieri caratterizzati da degrado socio-economico e a stimolare la nascita di piccole e microimprese attraverso esenzioni fiscali e previdenziali per diversi anni, con l’intento di favorire per tale via la formazione di posti di lavoro. Il progetto nasce dalle esperienze di due paesi europei, l’Irlanda e la Francia (Zones urbaines), e degli Stati Uniti (Enterprise zones), che hanno avuto esiti positivi.

Sono 22 i comuni interessati dal provvedimento delle Zone Franche, per un totale di 11 regioni coinvolte. Delle 22 ZFU ben 20 si trovano nelle regioni del Centro-Sud Italia e solamente 2 nel Nord. Seguendo un ordine geografico le ZFU sono: Catania, Gela ed Erice in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria; Matera in Basilicata; Taranto, Lecce e Andria in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania; Campobasso in Molise; Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena in Sardegna; Velletri e Sora nel Lazio; Pescara in Abruzzo; Massa Carrara in Toscana; Ventimiglia in Liguria. La scelta è ricaduta su determinate aree che hanno presentato valori preoccupanti di un mix di indicatori (indice di disoccupazione, concentrazione giovanile, tasso di scolarizzazione).

Dal prossimo gennaio per le aree disagiate saranno concesse agevolazioni fiscali e contributive (su Ires, Irap, Ici e contributi previdenziali) per la creazione di nuove attività economiche nelle piccole imprese (con meno di 50 addetti e fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro) e nelle microimprese (con meno di 10 addetti e un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro) che appartengono ai settori della produzione e dei servizi alla produzione, con una dotazione finanziaria iniziale di 100 milioni di euro. Con l’autorizzazione della Commissione eeuropea, infatti, sono stati sbloccati i fondi necessari all’avvio del progetto. Secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico il provvedimento riguarderà tra le 500 e le 1000 imprese nel primo biennio.

 Resta da definire il meccanismo di selezione delle imprese che usufruiranno degli incentivi. È stato avviato un tavolo di discussione con le amministrazioni e i tecnici dello Sviluppo economico. Il ministero dell’Economia infine perfezionerà un decreto che esplichi i dettagli operativi. È intenzione del Governo quella di assicurare alle imprese di minore dimensione e scarsamente informatizzate un tempo sufficiente affinché possano presentare le proprie domande di accesso via telematica.

La via delle agevolazioni fiscali seguita dal governo con l’istituzione delle ZFU si affianca ad altre iniziative dello stesso governo volte all’alleggerimento del peso delle imposte sulle imprese, specie se medio piccole, che soffrono del rallentamento dell’economia nazionale e internanzionale. È allo studio, infatti, un emendamento alla Finanziaria, seguendo le parole del relatore in Senato alla Finanziaria Maurizio Saia, che prevede un taglio dell’Irap per le imprese con meno di 50 dipendenti. L’agevolazione riguarderebbe la componente del costo del lavoro e potrebbe essere legata al mantenimento dei lavoratori in azienda. Avrebbe un impatto di 2-3 miliardi di euro e sarebbe comunque subordinata a una copertura derivante dai contestuali tagli alla spesa corrente. Intanto l’Agenzia delle entrate ha sbloccato i rimborsi dell’Irap integrali per quanto riguarda gli anni 2004 e 2005 e parziali per gli anni 2006 e 2007.

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One Response to “Le «zone franche» per lo sviluppo economico delle aree depresse”

  1. Certo che l’aggiunta di Ventimiglia al posto di altre zone d’Italia più disagiate da parte di un ministro che proprio lì ha il suo bacino elettorale, come il collegamento aereo diretto Albenga-Roma efetuato grazie ad aiuti statali non è un azione molto pulita……

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