Nuovi segnali di ripresa. E la banda larga può costituire un fattore di crescita

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 20 novembre 2009

La crescita economica sembra alle porte. L’Ocse ha confermato che nel 2010 l’Italia sarà il paese più dinamico dell’euro-zona, con una crescita dell’1,1% (le stime precedenti erano dello 0,4%) contro una media dello 0,9%. I dati Istat hanno confermato che nel terzo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo italiano è aumentato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (primo valore positivo dopo cinque trimestri negativi). Sempre dall’Istat giungono nuovi segnali di ripresa per la produzione industriale italiana che, nel mese di settembre, ha visto aumentare gli ordinativi del 5,2% e il fatturato del 2,3% sul mese precedente.

I dati di settembre indicano che gli aumenti del fatturato e degli ordini dell’industria derivano soprattutto dalla domanda estera, mentre la domanda interna è più debole (il fatturato è aumentato dello 0,1% sul mercato interno e del 7,7% su quello estero; gli ordinativi nazionali hanno registrato una crescita del 4,2% e quelli esteri del 7%). Come ha sostenuto il ministro allo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, in un comunicato stampa, per colmare tali differenze è opportuno rilanciare gli investimenti e i consumi, con «stimoli selettivi alla ripresa, abbinati al necessario rigore dei conti pubblici». In particolare, incentivare i settori dell’innovazione potrebbe essere un volano di sviluppo per i comparti collaterali, complementari per il sistema economico nel suo complesso. Ad esempio, il nostro sistema produttivo può fare un salto di qualità se si procede nella realizzazione del progetto della «banda larga», che potrebbe dare un immediato impulso all’attività economica, poiché consentirebbe, come ha dichiarato Scajola, «l’apertura di oltre 30 mila piccoli cantieri con 60 mila occupati». Aumenterebbe, inoltre, la competitività del paese, perché consentirebbe l’accesso al mercato virtuale del commercio elettronico e ai servizi di comunicazione avanzati della rete a tutte le imprese e a tutte le famiglie. Il ministro si era già espresso a favore dell’introduzione della banda larga lo scorso 17 novembre, a margine della sua visita allo stabilimento di Ansaldo Nucleare di Genova. In quella occasione egli aveva sostenuto che «nei programmi del governo ci sono investimenti in nuove tecnologie e nella ricerca. La banda larga è come l’Autostrada del Sole nel 1960».

In Europa la banda larga sta avendo grande incremento e diffusione, nonostante un contesto economico fortemente negativo (secondo un rapporto pubblicato il 15 novembre scorso dalla Commissione europea nell’ultimo anno il numero di collegamenti a banda larga ha continuato a crescere in tutta la Ue, con un incremento medio del 10,7% tra luglio 2008 e luglio 2009). È stato raggiunto il 5 novembre scorso, inoltre, l’accordo tra Parlamento europeo e Consiglio, volto a definire un nuovo quadro normativo orientato alla concorrenza per il mercato europeo delle telecomunicazioni. È, quindi, naturale aspettarsi che vi sarà un forte impulso alle iniziative per la diffusione di internet ad alta velocità in tutti gli Stati membri.

Il nostro Paese, invece, per due terzi è ancora del tutto off line. Per non condannare giovani e imprese in tante parti del territorio italiano a rimanere al di là del digital divide, occorre «dare internet a tutti e soprattutto di darlo veloce. Per farlo, – ha precisato il ministro Scajola – vogliamo mettere insieme il contributo dei gestori e dei privati, ma sappiamo bene che alcuni territori non sono economicamente appetibili e quindi il libero mercato non servirebbe queste aree». Occorre, pertanto, che le risorse pubbliche siano destinate ad offrire internet a quei territori che non sarebbero altrimenti serviti e con le risorse dei privati redigere un pacchetto di interventi che possa mettere l’Italia al pari degli altri paesi. La legge sviluppo ha previsto un significativo investimento nella banda larga. È auspicabile che questi investimenti siano effettivi e che siano sbloccati in tempi brevi

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