Il Mezzogiorno e la politica economica dell’Italia

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 27 novembre 2009

Il 26 novembre scorso si è tenuto presso la Banca d’Italia un convegno dal titolo «Il Mezzogiorno e la politica economica dell’Italia». La «questione meridionale» è una caratteristica della storia del nostro paese che dall’Unità d’Italia è rimasta sostanzialmente senza una soluzione accettabile. Fino ad ora nessun tentativo della politica economica centrale o regionale sembra aver dato risultati soddisfacenti. Il livello di inefficienza delle strutture produttive e dei sevizi pubblici del Sud è sempre stato largamente inferiore rispetto a quello del Nord; il differenziale di reddito tra il Sud e il Centro Nord, che aveva cominciato ad assottigliarsi nel trentennio 1950-1980, si è sostanzialmente stabilizzato al livello di trent’anni fa, tanto che un abitante del Sud dispone di un reddito pari al 60% circa di quello di un abitante del centro nord (grafico).

In particolare, il Pil procapite della Calabria è il 50% di quello della Lombardia ed escludendo il prodotto della Pubblica Amministrazione i divari sarebbero ancora maggiori, stando a quanto ha dichiarato Daniele Franco, capo del Servizio Studi economici e finanziari della Banca d’Italia.

È evidente che dalla vasta area del Mezzogiorno d’Italia dipende gran parte della soluzione dell’attuale crisi economica e la crescita dell’intero Paese. Basti pensare che nel Sud del Paese vive un terzo della popolazione italiana, che produce un quarto del prodotto nazionale lordo. Tuttavia esso rimane il territorio arretrato più esteso e popoloso dell’area dell’euro. Il Mezzogiorno perde terreno anche a confronto con le altre regioni in ritardo economico dell’Unione europea, le quali in più di dieci anni hanno ridotto il divario economico con le aree avanzate dei rispettivi paesi (grafico).

Inoltre, la contrazione del Pil meridionale nel 2008 (-1,4%) è stata più drastica di quella del Centro Nord ( -0,9%). Nel secondo trimestre del 2009 l’occupazione è diminuita nel Mezzogiorno del 4,1% rispetto all’anno precedente contro lo 0,6% del Centro Nord. Si parlerà ancora a lungo delle considerazioni che sono emerse nel convegno di via Nazionale, al quale hanno partecipato non solo gli «addetti ai lavori», ma anche gli imprenditori e, per la prima volta, anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per sottolineare l’importanza politica di un simile evento. È, infatti, essenziale tornare ad affrontare ancora una volta il problema dell’arretratezza del Sud del nostro Paese e approntare politiche generali e regionali per trovare una soluzione concreta al ritardo non solo economico ma anche sociale e ambientale.

Secondo la Banca d’Italia l’ostacolo alla crescita economica della regione è, infatti, da ascrivere alla differenza qualitativa dei servizi pubblici (sanità, ritardi della giustizia, ritardi nell’istruzione e nella formazione) e delle infrastrutture tra il Centro-nord e il Sud. Pertanto, ogni azione pubblica e privata che agisca per assottigliare tale differenza dovrà essere posta nella giusta direzione. Il governatore Mario Draghi nella sua dichiarazione introduttiva ha, infatti, sostenuto «ogni qualvolta si disegni un intervento pubblico nell’economia o nella società occorre avere ben presenti i divari potenziali di applicazione nei diversi territori e predisporre ex ante adeguati correttivi», come a dire che una medesima politica economica può avere effetti diversi se applicata a contesti ambientali differenti dal punto di vista dell’efficienza. Occorre quindi agire su tali differenze prima di avviare un intervento pubblico.

Ma la questione di fondo rimane aperta e stigmatizzata nella ricorrente domanda «che fare?». Le risposte della Banca d’Italia sono state una sostanziale promozione degli interventi e delle riforme approntate dal governo. Il federalismo fiscale è stato considerato una riforma adeguata e occorre continuare nella sua realizzazione, in quanto con esso «la maggiore autonomia si coniuga con una maggiore responsabilità». Ossia – si legge sulla dichiarazione di Draghi – il federalismo fiscale «sarà un’occasione per rendere più efficace l’azione pubblica solo se l’imposizione e la spesa a livello decentrato premieranno l’efficienza, solo se gli amministratori locali saranno capaci di indirizzare le risorse verso gli usi più produttivi e le priorità più urgenti».

La liberalizzazione dei servizi pubblici, inoltre, è stata considerata una riforma capace di contribuire a risolvere il ritardo nei servizi essenziali, ovvero nella gestione dei rifiuti, nella distribuzione idrica, negli asili, nel trasporto locale. Si legge, inoltre, nell’intervento di apertura dei lavori del governatore, che «lo sviluppo della contrattazione integrativa può contribuire ad accrescere l’occupazione e a ridurre lo spreco di risorse umane», laddove in alcune regioni del Mezzogiorno il rapporto tra occupati e cittadini in età lavorativa è inferiore al 45 % e i lavoratori irregolari superano il 20 % del totale.

Senza citare mai la banca del Mezzogiorno di Tremonti, Draghi ha sostenuto, d’altra parte, che non ci sono divergenze nel credito tra il Centro-nord e il Sud del Paese: «nascono nel Sud tante nuove banche quante ne nascono nel resto d’Italia». È, infatti, vero che l’andamento del credito tra Centro-nord e Sud è uniforme, nel senso però che la misura del credit crunch è stata elevata su tutto il territorio (grafico).

Il governatore ha poi aggiunto che «non è quella delle politiche regionali la via maestra per chiudere il divario tra il Mezzogiorno e il Centro-nord». Più in particolare, «le politiche regionali possono integrare le risorse disponibili, consentirne una maggiore concentrazione territoriale, contrastare le esternalità negative e rafforzare quelle positive». Ha bocciato, però, una politica di sussidi alla produzione e di sgravi fiscali, mentre ha privilegiato tutte le azioni possibili che abbiano l’obbiettivo di «migliorare la qualità dei servizi forniti da ciascuna scuola, da ciascun ospedale e tribunale, da ciascun ente amministrativo o di produzione di servizi di trasporto o di gestione dei rifiuti».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: