La Finanziaria 2010 del governo Berlusconi

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 12 dicembre 2009

Mentre i segnali della ripresa economica del nostro paese vanno consolidandosi (produzione industriale in recupero dello 0,5% e PIL in aumento dello 0,6% su base mensile) e l’OCSE certifica, secondo gli ultimi dati del superindice previsionale, che si rafforzano ulteriormente le prospettive di crescita economica dell’Italia, la Camera si avvia verso l’approvazione della Finanziaria 2010, per un importo complessivo di 9 miliardi di euro. Molte sono le misure di sostegno al lavoro, all’economia, alla riduzione della spesa pubblica, alla scuola ed alla sicurezza.

Sul fronte del taglio delle spese correnti, la Finanziaria prevede la riduzione del numero delle «poltrone della politica». Sarà ridotto il numero dei consiglieri comunali (-20%), degli assessori comunali (-25%) e degli assessori provinciali (-18%). Sarà inoltre ampia la riduzione del numero delle Comunità montane, delle Circoscrizioni comunali e dei Consorzi intercomunali.

Per quanto riguarda l’occupazione e gli ammortizzatori sociali, secondo l’articolo 2 comma 120 sale al 30% l’indennità per i precari che perdono il posto di lavoro. Sono previsti, inoltre, incentivi fiscali per chi assume ultracinquantenni, mentre la detassazione degli straordinari è finanziata con 860 milioni. È stato previsto un incentivo fino a 12 milioni di euro dall’INPS per i datori di lavoro di aziende che non abbiano ridotto il personale e che assumano lavoratori destinatari dell’indennità di disoccupazione involontaria.

È stata poi prevista la possibilità di finanziamento delle PMI attraverso la sottoscrizione di fondi comuni. In altre parole, lo Stato sarà autorizzato, l’anno che verrà, a sottoscrivere quote di società di gestione del risparmio per un valore massimo di 500 mila euro. Tali società saranno finalizzate alla gestione di fondi comuni di investimento mobiliare di tipo «chiuso», destinati a investitori qualificati per l’aumento patrimoniale e per l’integrazione delle piccole e medie imprese. Con l’obiettivo di agevolare gli investimenti sarà introdotto, inoltre, un fondo di garanzia di 20 milioni di euro per i crediti concessi alle piccole imprese.

Sarà istituita la Banca del Mezzogiorno, ossia la banca a carattere regionale, a partecipazione statale e privata, che avrà facoltà di emettere strumenti finanziari con aliquota fiscale agevolata al 5%, finalizzati allo sviluppo del Sud.

Per quanto riguarda il capitolo della ricerca, la Finanziaria ha previsto per le Università un fondo di 400 milioni di euro, mentre per le imprese che investono in ricerca il credito d’imposta sale di 200 milioni per il biennio 2010/2011, arrivando a un totale di oltre un miliardo di euro. Per i libri di testo della scuola dell’obbligo è stato previsto uno stanziamento di 103 milioni di euro.

Per il capitolo sicurezza sono stati previsti nuovi fondi per finanziare le assunzioni di Polizia e Vigili del Fuoco, pari a più di un miliardo e mezzo in 4 anni, insieme allo stanziamento di 500 milioni di euro per l’edilizia carceraria in termini di nuove infrastrutture e di aumento della capienza di quelle esistenti. Altri 600 milioni di euro sono stati destinati alle Forze Armate per finanziare le missioni all’estero. Mentre per la giustizia, in previsione del varo della riforma, sono stati stanziati 900 milioni di euro. La novità introdotta dall’attuale governo è stata, inoltre, quella di prevedere la facoltà di mettere all’asta i beni sottratti alla mafia, cosicché il ricavato possa essere destinato alle cooperative delle Forze dell’Ordine.

Per quanto riguarda le infrastrutture, alle risorse destinate al piano carcerario si sommano quelle destinate a Roma capitale (600 milioni di euro) e quelle destinate al Ponte sullo Stretto di Messina (470 milioni di euro sotto forma di aumento di capitale dell’Anas) disponibili dal 2012.

La Finanziaria per il 2010 prevede, tra l’altro, l’utilizzo delle maggiori risorse derivanti dalla misure di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, senza dar luogo a un peggioramento dei saldi di finanza pubblica. Sul fronte dei controlli contro le infrazioni, ci sarà un maggiore accertamento dell’INPS sulle frodi per gli invalidi civili (sono state previste circa 100.000 verifiche in più). Vale la pena ricordare che la lotta all’evasione fiscale ha portato risultati migliori rispetto alle previsioni. Le entrate da accertamento a novembre, infatti, ammontano a 7,4 miliardi di euro contro i 7,2 stimati per l’intero 2009. Mentre i capitali rimpatriati grazie alle agevolazioni previste dallo scudo fiscale sono finora oltre 100 miliardi di euro, dai quali lo Stato percepirà gettito pari a 5 miliardi.

Alla Sanità andrà oltre un miliardo e mezzo di euro. In cambio le Regioni dovranno rispettare il patto di stabilità e rientrare dai deficit. In caso contrario, è previsto l’aumento delle addizionali IRPEF e IRAP. Ai Comuni sono state destinate più risorse in seguito all’abolizione dell’ICI sulla prima casa. Complessivamente saranno 916 milioni di euro che dovranno essere destinati a scopi sociali, di investimenti e di bonifica delle città.

Interventi specifici sono previsti, infine, nel settore agricolo, con l’istituzione di un apposito Fondo di solidarietà (massimo 100 milioni annui per 3 anni), mentre vengono aumentate di 50 milioni euro (100 totali) le risorse per il Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio. È prevista, oltretutto, la proroga della moratoria fiscale per l’Abruzzo.

In un contesto di crisi economica mondiale, l’economia italiana sembra stia consolidando le tendenze di ripresa. La Finanziaria ha rispettato i parametri di rigore e sobrietà che la situazione economica contingente imponeva, evitando il pericolo del tradizionale assalto alla diligenza che ha caratterizzato le Finanziarie varate dai precedenti governi. Non sono state aumentate le imposte, mentre restano confermate le dilazioni di pagamento di dicembre di parte delle imposte dovute. Non sono state, quindi, toccate le tasche degli italiani e, al tempo stesso, è stata data la giusta importanza agli stimoli per la crescita, che si traducono in maggiori investimenti in grandi opere, sostegno alle famiglie e ai disoccupati e stimolo alla ricerca.

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