Il Fondo di credito per i nuovi nati

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 29 gennaio 2010

L’Italia, come è noto, è uno dei paesi con i livelli più bassi di natalità. La riduzione delle nascite ha riguardato però solo marginalmente il primo figlio. Secondo i dati Istat, l’80% delle donne italiane, infatti, non rinuncia ad avere almeno un figlio. Al contrario, il passaggio dal primo ai figli di ordine successivo è divenuto sempre meno frequente. Dalle indagini campionarie dell’Istat si evince che esiste un ampio divario tra il numero dei figli avuti e le aspettative di fecondità. A partire dal 1995, quando si è toccato il minimo storico di 1,19 figli per donna, tuttavia, il tasso di fecondità totale è lentamente aumentato, fino ad arrivare nel 2001 a 1,25 figli per ogni donna in età feconda. Era dai tempi del cosiddetto «baby boom» della metà degli anni Sessanta, in cui si registrò un massimo di 2,7 figli per donna, che non si assisteva ad una ripresa, seppur lieve, della fecondità in Italia (grafico).

 

A partire dalla seconda metà degli anni Settanta si è inoltre assistito ad una importante posticipazione della maternità verso età sempre più avanzate. L’età media alla nascita del primo figlio è passata dal minimo di 24,7 anni del 1975-1976 ai 28,7 anni nel 2001 e, negli anni più recenti, non si ravvisano segnali di inversione di tendenza. Si assiste, inoltre, sempre più spesso, a casi di parti molto maturi, in cui la madre partorisce il primo figlio intorno ai quarant’anni.

Molte sono le motivazioni che possono spiegare il fenomeno e che possono giustificare le scelte delle madri e delle famiglie di procreare sempre meno e in là negli anni. Senza dubbio le problematiche di carattere economico e lavorativo sono tra le principali cause. La crisi economica degli ultimi due anni, la disoccupazione e la preoccupazione per il futuro hanno messo a dura prova le aspettative e le speranze delle famiglie di procedere nei loro progetti e nelle loro decisioni di procreazione.

Proprio per venire incontro alle necessità delle famiglie italiane, il 18 gennaio scorso è stato dato il via libera al «Fondo per il credito dei nuovi nati» istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri. Si tratta di uno strumento di finanziamento costituito da un fondo rotativo finalizzato al rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari con lo scopo di favorire l’accesso al credito delle famiglie con un figlio nato o adottato nell’anno di riferimento. Il Fondo ha ottenuto una dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2009 al 2011 e dispone anche di una integrazione di 10 milioni di euro disposta per la corresponsione di contributi in conto interessi in favore delle famiglie di nuovi nati o con bambini adottati nel medesimo anno che siano portatori di malattie rare (l’articolo 4, comma 1, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 285, convertito nella legge 28 gennaio 2009, n.2).

Con tale strumento le famiglie senza limitazioni di reddito che hanno avuto un bambino nato o adottato nel 2009, nel 2010 o che nascerà nel 2011 potranno, quindi, accedere ad un prestito garantito fino a 5 mila euro a tassi agevolati (con una riduzione del TEGM, il Tasso effettivo globale medio, dal 50 al 60%) (tabella). La richiesta del prestito più essere ripetuta se i nati o i nascituri sono più di uno.

 

Sul sito dell’iniziativa governativa si possono reperire tutte le informazioni necessarie per poter accedere al Fondo. È importante avvisare che la domanda da parte delle famiglie interessate dovrà essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo alla nascita o all’adozione, compilando direttamente presso le banche l’apposito modulo che attesta i requisiti previsti per ottenere il prestito. Inoltre, si farà riferimento alla sentenza di affidamento pre-adottivo o di adozione definitiva per le adozioni nazionali, mentre per quelle internazionali si considererà il provvedimento di autorizzazione all’ingresso e alla residenza permanente del minore, rilasciato dalla Commissione per le adozioni internazionali. Per il momento sono 12 le banche che hanno aderito all’iniziativa, per la maggior parte appartenenti al credito cooperativo, insieme alla Banca Mediolanum, alla Cassa di Risparmio di Ravenna e a due banche popolari (di Sondrio e di Lajatico). Si prevede comunque che il numero possa aumentare nel tempo.

Il Fondo per il credito dei nuovi nati giunge al seguito di una serie di altri interventi, come, per citarne solo alcuni, la moratoria dei mutui per le famiglie in difficoltà e la soppressione dell’Ici sulla prima casa. E’ espressione di una politica di sostegno immediato al reddito delle famiglie, che hanno programmato la nascita di un figlio o che hanno appena avuto il lieto evento, con una particolare attenzione ai bambini portatori di malattie rare, e che si trovano, pertanto, nella condizione di affrontare le spese straordinarie e urgenti che tale scelta comporta, mediante l’accesso ad un credito particolarmente conveniente. Il Fondo ha lo scopo, inoltre, di dare alle famiglie un’iniezione di fiducia nel futuro, incentivandole a intraprendere quel grande progetto di crescita che un nuovo figlio rappresenta.

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