Il Fondo Monetario Internazionale promuove l’operato del governo italiano

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 31 marzo 2010

Il Fondo Monetario Internazionale, con la relazione del rapporto preliminare sulla situazione economica italiana, esposta martedì in conferenza stampa al ministero delle Finanze, plaude all’operato del governo Berlusconi e alle politiche attuate per contrastare l’incalzare della crisi economica mondiale. Loda, inoltre, il rigore seguito dall’esecutivo nella gestione dei conti pubblici e l’abilità che esso ha dimostrato nel bilanciare sapientemente incentivi e garanzie pubbliche.

Antonio Spilimberto, portavoce del comitato del Fondo monetario, ha illustrato punto per punto le preliminari conclusioni dell’indagine che il FMI ha effettuato sulla situazione economica del nostro paese. L’Italia, secondo il Fondo, si è mostrata solida e la struttura produttiva di medie e piccole imprese ha reagito con prontezza, tutelando i livelli occupazionali. La disoccupazione italiana è cresciuta meno che negli altri paesi europei e la cassa integrazione guadagni, il suo finanziamento e il suo allargamento alle tipologie contrattuali prima escluse si sono mostrati strumenti indispensabili per sostenere i redditi e la domanda. Il risparmio italiano è cresciuto oltre i livelli degli altri paesi europei. Purtroppo la domanda internazionale, prima fra tutte quella tedesca, ha ceduto sensibilmente il passo alla crisi economica. Poiché il nostro paese è caratterizzato da una economia con vocazione all’esportazione e fortemente integrata nel contesto europeo, l’effettiva soluzione della crisi in Italia, sostiene il Fondo, è subordinata proprio al dinamismo e alla capacità delle altre economie europee di superare ciascuna la propria empasse.

In compenso, il sistema bancario italiano si è mostrato prudente e conservatore negli anni passati, non incline all’uso smodato del leverage, come lo sono stati, al contrario, altri paesi, specie quelli anglosassoni. Pertanto l’azione del governo ha efficacemente garantito la tenuta del sistema bancario, senza dover fare ricorso ai notevoli finanziamenti pubblici che hanno caratterizzato invece gli altri paesi.

La linea di rigore nella spesa pubblica seguita dal governo è stata appropriata. Secondo il Fondo occorre ora perseguire la via delle riforme strutturali, che permetteranno di tornare lungo il sentiero della crescita. Il governo ha varato la legge quadro del federalismo fiscale che, secondo il giudizio degli analisti del Fondo, è una legge adeguata, che dovrà essere declinata in azioni operative.

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si è mostrato pienamente soddisfatto dell’analisi, delle valutazioni e delle conclusioni alle quali è giunto il FMI e ha accolto la sfida delle riforme strutturali posta dagli analisti internazionali riunitisi al ministero. In realtà la via delle riforme è già stata intrapresa dal governo e Tremonti ha dichiarato, incalzato da una giornalista, che anche se l’esito delle elezioni regionali fosse stato differente dalla vasta vittoria del centrodestra, il governo avrebbe comunque proceduto lungo una tabella di marcia incalzante di riforme, che si concluderà entro i prossimi tre anni.

La riforma madre è, a giudizio del ministro, quella fiscale. Tremonti ha accennato alla promiscuità – tipicamente italiana – tra il sistema previdenziale e quello fiscale, che sono tra loro fortemente intrecciati. L’attuale sistema fiscale è stato ideato sul finire dell’Ottocento, rivisto parzialmente negli anni Settanta del secolo scorso ed è affetto attualmente da una inadeguatezza rispetto all’evoluzione della società civile, dell’economia e del mercato. L’economia italiana è cambiata notevolmente nel tempo. Caratterizzata originariamente da poche grandi imprese, si è trasformata e comprende ora numerose piccole e medie imprese, tra loro organizzate in reti, distretti e filiere. L’introduzione del concetto giuridico di distretto produttivo, operata dallo stesso ministro nel 2006 durante la precedente legislatura Berlusconi, è oggi un importante strumento per il potenziamento delle imprese individuali, che, divenendo parte di distretti produttivi e sfruttando le cosiddette «economie di scala», possono organizzarsi e aumentare la loro capacità contrattuale.

Interrogato da un giornalista, il portavoce del Fondo ha confermato le valutazioni del ministro e ha tenuto a concludere l’incontro con una frase lusinghiera nei confronti del governo Berlusconi: «Per l’Italia il modello giusto è aver fiducia nel proprio governo».

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