Il vertice italo-francese di Parigi

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 14 aprile 2010

Sono numerosissimi i paesi che hanno annunciato la creazione di nuove centrali nucleari per la produzione di energia elettrica e altrettanti procedono nella realizzazione di progetti avviati. Secondo la World Nuclear Association, tra l’Oriente e l’Occidente, oltre 450 reattori nucleari dovrebbero essere costruiti nel mondo entro il 2030, per un business di centinaia di miliardi di euro. In Europa i passi significativi per salire la china di tale rinascimento sono stati avviati nel 2009 e confermati in occasione del vertice intergovernativo Italia-Francia di Parigi, conclusosi il 9 aprile scorso, presieduto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy. Il presidente francese, in risposta al crescente interesse per il nucleare a livello mondiale, aveva annunciato il 9 marzo scorso la creazione di un Istituto Internazionale per l’Energia Nucleare (ENSTTI, European Nuclear Safety Training and Tutoring Institute), che dovrà riunire i migliori docenti e ricercatori francesi, nel quadro di una rete internazionale che avrà il compito di formare specialisti di nucleare civile nel mondo. Egli, inoltre, nel corso di una conferenza sul nucleare civile presso la sede dell’OCSE a Parigi, aveva chiesto alla Banca Mondiale, alla BERD (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo) e alle banche di sviluppo di finanziare i nuovi progetti sul nucleare civile.

Il partenariato di collaborazione sul nucleare, avviato da Sarkozy e da Berlusconi già al vertice intergovernativo di Roma del febbraio 2009, si è concretizzato in occasione del vertice di Parigi con la sottoscrizione della Dichiarazione di Cooperazione nucleare. Ad essa si sono affiancati l’Accordo intergovernativo per l’istituzione di una Cooperazione universitaria, scientifica e tecnica in ambito nucleare, per promuovere sinergie tra la ricerca universitaria francese e quella italiana, e la Dichiarazione d’intenti sulla Cooperazione in materia di Sicurezza nucleare e Radioprotezione, volta a istituire un sistema di scambio di informazioni e di esperti nel settore della sicurezza nucleare, nonché a definire posizioni comuni in materia di sicurezza a livello europeo e internazionale. Per quanto riguarda lo scambio di informazioni e la cooperazione italo-francese per la gestione della protezione dell’ambiente in termini di stoccaggio in sicurezza delle scorie nucleari, sono tre gli accordi tra le Agenzie governative italiane e francesi (vedi tabella seguente) che avranno tra l’altro lo scopo di informare l’opinione pubblica sull’evoluzione della tecnologia in materia di sicurezza nucleare.

Dal punto di vista industriale, infine sono state sottoscritte quattro lettere di intenti che rappresentano accordi industriali per lo sviluppo di una partnership italo-francese nell’ambito dei progetti di costruzione dei reattori EPR (il reattore nucleare ad acqua pressurizzata). L’ENEL è già presente in Francia nel nucleare con una partecipazione del 12,5% nell’impianto di terza generazione EPR a Flamanville (1.660 MW); nelle rinnovabili, tramite la controllata ERELIS, con 8 MW eolici operativi a fine 2008 e una pipeline di circa 500 MW; nella commercializzazione di elettricità, con oltre 1.000 GWh venduti nel 2008. Tutto quanto sopra indicato offre una misura dei legami esistenti tra i due sistemi industriali, quello italiano e quello francese. Vi sono poi ulteriori possibilità di sviluppo di ENEL in Francia: riguardano la costruzione di un impianto a carbone pulito da 800 MW, la partecipazione in due unità a ciclo combinato alimentate a gas (CCGT) di EDF da 930 MW e la partecipazione al processo di gara per il rinnovo di concessioni per 25 centrali idroelettriche. La partnership fra ENEL, EDF, Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare prevista dal vertice di Parigi durerà cinque anni e prevede, oltre alla collaborazione per la costruzione di quattro progetti di centrali nucleari sul territorio italiano, anche due grandi progetti di carattere internazionale (Penly 3 e i progetti nucleari nel Regno Unito).

Il nostro paese conta già circa 150 imprese con 3.500 dipendenti, attive in tutto il mondo nella costruzione di impianti di ultima generazione e nella produzione di componentistica. L’impegno del governo di avviare 4 impianti nucleari in Italia entro il 2020 (la cui realizzazione è affidata all’ENEL, in alleanza con la francese EDF), favorito dagli accordi del vertice di Parigi, oltre ad avviare a soluzione seria il problema del fabbisogno energetico nazionale e la riduzione dei costi, potrà trasformarsi in un’opportunità di business per l’intero sistema economico nazionale, con risvolti positivi anche sul livello occupazionale.

Oltre agli accordi relativi alla cooperazione nucleare, il vertice di Parigi ha visto la firma di un totale di 20 accordi nell’ambito di altri settori strategici: difesa, trasporti, cultura, Mediterraneo e immigrazione. Numerosi sviluppi si sono realizzati nella cooperazione spaziale italo-francese, con la firma di importanti contratti satellitari tra i due paesi. Sono state previste, inoltre, nuove collaborazioni in ambito navale, in particolare per la manutenzione delle flotte. Con la dichiarazione sulla Sicurezza e la Difesa firmata a Parigi dal ministro Ignazio La Russa e dal suo collega francese, Hervé Morin, nasce la Brigata alpina italo-francese, che avrà il fine di pianificare e condurre operazioni congiunte e che potrà essere dispiegata nell’ambito di operazioni ONU, NATO o UE ed impegnata nell’intero arco delle missioni militari e di pace.

Con la Dichiarazione comune sull’immigrazione Italia e Francia hanno deciso, «nel rispetto del trattato di Schengen, di creare entro il 2011 una forza di azione rapida franco-italiana di guardie di frontiera», per il controllo dei confini, il contrasto all’immigrazione illegale e misure concrete per una maggiore integrazione degli immigrati legali. La forza congiunta potrà «essere dispiegata alle frontiere esterne dell’Ue, o in uno Stato membro a titolo di solidarietà europea nel quadro delle operazioni condotte da Frontex (l’Agenzia che controlla i confini esterni della UE), o in Stato terzo attraverso un accordo di cooperazione specifica». I due governi hanno stabilito, inoltre, di «sviluppare i pattugliamenti marittimi congiunti per la sorveglianza delle loro acque territoriali» e di avviare «programmi di azione con la Libia e la Turchia».

Con la Dichiarazione sulla cooperazione culturale il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi, e il ministro della Cultura e della Comunicazione francese, Frédéric Mitterrand, secondo quanto si legge sul sito della presidenza del Consiglio, si sono impegnati a sviluppare la digitalizzazione del patrimonio culturale, il contrasto alla pirateria e lo sviluppo dell’offerta legale su internet. I due ministri garantiscono, inoltre, il loro sostegno ai contatti tra la RAI ed ARTE’ allo scopo di dar vita ad un canale culturale italiano ed al lavoro svolto dalla Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo (COPEAM) riunita a Parigi il 9 e 10 aprile. Un ultimo accordo è stato formalizzato in occasione del vertice: con esso il governo francese ha offerto un contributo di 3,25 milioni di euro per il restauro della chiesa delle Anime Sante all’Aquila, danneggiata dal sisma abruzzese.

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