Le stime della Commissione europea e i conti economici per il 2010

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 7 maggio 2010

Dopo aver subìto la più profonda recessione della sua storia l’economia dell’Unione europea registrerà un aumento dell’1% del Pil di quest’anno e dell’1,7% per l’anno prossimo. Le previsioni di crescita per l’area euro sono appena inferiori: +0,9% nel 2010 e +1,5% nel 2011. A queste conclusioni è giunta la Commissione europea con la pubblicazione delle stime di primavera sulle economie dell’euro-zona pubblicate lo scorso 5 maggio. L’Italia, secondo la Commissione, crescerà dello 0,8% nel 2010, la Francia dell’1,3% e la Germania dell’1,2%.

A breve distanza di tempo il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso nota, il 6 maggio scorso, la Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza pubblica per il 2010. La relazione evidenzia come l’economia italiana abbia risentito della crisi economica internazionale, con una contrazione del Pil del 5%, in linea con quanto è avvenuto anche negli altri paesi avanzati a forte vocazione per l’esportazione, quali la Germania e il Giappone. Le stime del Ministero prevedono che la crescita dell’economia italiana sarà dell’1% nel 2010, dell’1,5% nel 2011 e del 2% per il 2012.

Si legge nella Relazione che nonostante il forte rallentamento dell’economia, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche ha subìto un aumento in linea con le previsioni del Programma di Stabilità e pari al 5,3% del Pil (pari a 80,8 miliardi di euro) nel 2009. Tale risultato è stato possibile grazie alla corretta impostazione della politica di bilancio adottata dall’esecutivo fin dall’insorgere dei primi segnali di crisi finanziaria ed economica. Per dirla con Giulio Tremonti, ministro dell’economia e delle finanze, si è potuto in tal modo mantenere «in ordine i conti pubblici» e calibrare nel tempo gli interventi di sostegno all’economia. Le proiezioni per il 2010 indicano che il livello di indebitamento netto rimarrà intorno al 5% del Pil. La stessa Commissione europea ha affermato in occasione della pubblicazione delle sue stime di primavera che «Attraverso la crisi, in un contesto di rischi persistenti sui mercati dei titoli di Stato, il governo italiano ha perseguito una politica di bilancio accorta, tenendo conto delle fragili finanze pubbliche dell’Italia, soprattutto del suo elevatissimo debito pubblico».

Il deficit secondo il Ministero è deteriorato di 2,6 punti percentuali rispetto al suo livello del 2008. Tuttavia, la variazione italiana è risultata inferiore a quella degli altri paesi dell’euro-zona. È possibile procedere ad un confronto europeo sulla base del deficit primario, quindi al netto degli interessi. Secondo le stime della Commissione, l’Italia risulta essere la più virtuosa (il deficit primario passerà dallo 0,6% del 2009 allo 0,7% del 2010) nel confronto con la Germania (0,7% nel 2009 e 2,3% nel 2010) e la Francia (5,2% nel 2009 al 5,4% nel 2010). Ciò significa che il miglioramento previsto nel 2010 dell’economia italiana dipenderà dalla reattività della stessa economia (domanda e offerta di mercato) e non dai forti incentivi pubblici come quelli previsti in Francia e in Germania, che comporteranno un peggioramento dei loro rispettivi deficit.

Dai dati del ministero risulta che le entrate fiscali sono diminuite, nel loro complesso, con una velocità inferiore alla riduzione del Pil, poiché la riduzione delle entrate tributarie per effetto del minor reddito è stata, in parte, compensata dall’aumento delle entrate volontarie relative al rimpatrio di capitali dall’estero e, in parte, dall’ottimo risultato della lotta all’evasione fiscale nel 2009 ottenuto dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza, che, con incassi per 9,1 miliardi di euro, ha superato il record ottenuto nel 2008. Ne risulta, pertanto, che il rapporto tra le due grandezze (entrate fiscali/Pil), che misura la pressione fiscale, è aumentato raggiungendo formalmente il 43,2% del Pil. Le proiezioni del Ministero dell’economia e delle finanze prevedono che la pressione fiscale per il 2010 diminuirà al livello del 42,8%, riportandosi su di un livello inferiore a quello del 2008.

Il debito pubblico programmatico in rapporto al Pil ricomincerà a scendere al partire dal 2012 e si attesterà intorno al 117,2%. Tuttavia, se si prende in considerazione il debito aggregato dei vari settori dell’economia (PA, famiglie e imprese non finanziarie), l’Italia dimostra di essere tra i paesi con un livello di indebitamento tra i più bassi nel contesto europeo.

Particolare rilevanza riveste il basso grado indebitamento estero dell’Italia (pari a poco più del 20% del Pil) rispetto agli altri principali paesi europei. Dall’esperienza greca (in cui il valore dell’indebitamento estero era pari al 70% del Pil nel 2008) si costata dolorosamente quanto sia di difficile gestire un debito pubblico ad alto livello di internazionalizzazione aggravato da numerosi squilibri interni.

Il risanamento strutturale della finanza pubblica riprenderà già dall’anno in corso per poter attenersi alle raccomandazioni del Consiglio europeo nell’ambito della procedura per disavanzo eccessivo aperta nei confronto dell’Italia. In particolare, il saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle una tantum del 2009 è stato pari a -3,8% del Pil. Nel 2010 dovrà attestarsi al -3,3%, mentre nei prossimi anni dovrà ulteriormente ridursi (-2,5 nel 2011 e -2 nel 2012 ).

In definitiva, la situazione dell’economia italiana risulta differente da quella di quei paesi europei che dimostrano di soffrire di forti fragilità economiche. I numeri aiutano a comprendere le potenzialità di ripresa dell’economia del nostro Paese, ma il pericolo più grande risiede negli attacchi speculativi di cui l’Europa è oggetto in questi giorni di concitata oscillazioni di borsa e di cui è complice anche l’attività di alcune società di rating rivestite di un’autorità di giudizio sopravvalutata e spesso incompetente, se non addirittura in alcuni casi del tutto colpevole.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: