La relazione annuale del governatore della Banca d’Italia

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 01 giugno 2010

Scelta tempestiva e qualitativamente adeguata. E’ questo il giudizio complessivo sulla manovra dell’esecutivo che il governatore Mario Draghi ha espresso parlando all’assemblea annuale della Banca d’Italia il 31 maggio. Per Draghi è necessario ora vigilare sul raggiungimento degli obiettivi, primo fra tutti la riduzione del deficit al di sotto della soglia del 3% del Pil nel 2012. Il governatore avverte che la correzione del conti pubblici va accompagnata con la crescita, e un ruolo strategico sarà svolto dalle riforme.

Il funzionamento settore pubblico. Bene ha fatto il governo a decidere in merito ai tagli ai ministeri e al turnover. Ciò rappresenta, secondo il governatore, l’occasione per la riduzione degli sprechi e per gestire al meglio le risorse. Draghi aggiunge inoltre che «occorre un disegno esteso all’intero comparto pubblico, che accompagni le iniziative già avviate per aumentare la produttività della pubblica amministrazione attraverso la valutazione dell’operato dei dirigenti e dei risultati delle strutture».

Il federalismo fiscale deve aumentare l’efficienza e migliorare l’uso delle risorse. «Solo un vincolo di bilancio forte, accompagnato dalla necessaria autonomia impositiva, può rendere trasparente il costo fiscale di ogni decisione e responsabilizzare i centri di spesa». È importante, inoltre, potenziare ogni strumento utile all’aumento della trasparenza nella gestione delle risorse, in quanto «occorrono informazioni chiare e confrontabili sulla qualità dei servizi erogati dai diversi enti, che consentano alle singole amministrazioni di individuare i punti di debolezza del proprio sistema, ai cittadini di valutare l’azione degli amministratori, allo Stato di applicare meccanismi sanzionatori». Esempi lodevoli sono le iniziative poste in essere dal ministero della Salute (che ha elaborato un gruppo sperimentale di indicatori di qualità, efficienza e appropriatezza del servizio definiti a livello regionale e di singolo ospedale o azienda sanitaria) e da quello dell’Istruzione (che ha inserito nelle valutazioni degli studenti prove standardizzate che accrescono la comparabilità degli scrutini e il loro valore per la verifica dell’efficacia dell’insegnamento). Il Consiglio Superiore della Magistratura, dal canto suo, ha individuato una metodologia per la definizione di classi omogenee di carico di lavoro dei magistrati, volta a valutarne la produttività.

Legalità. L’evasione fiscale rappresenta un freno alla crescita e attribuisce un peso maggiore all’onere impositivo per chi paga le imposte regolarmente. L’espressione usata dal governatore è stata «macelleria sociale», di cui sono maggiormente responsabili gli evasori fiscali. «Il governo ha introdotto misure di contrasto all’evasione fiscale. L’obiettivo immediato è il contenimento del disavanzo, ma in una prospettiva di medio termine la riduzione dell’evasione deve essere una leva di sviluppo, deve consentire quella delle aliquote; il nesso fra le due azioni va reso visibile ai contribuenti». Il cuneo fiscale sul lavoro, secondo i dati Bankitalia, è di circa 5 punti superiore alla media degli altri paesi dell’area dell’euro, il prelievo sui redditi da lavoro più bassi e quello sulle imprese, includendo l’Irap, sono più elevati di 6 punti. Secondo stime dell’Istat, si legge nella relazione, il valore aggiunto sommerso ammonta al 16% del Pil. Le valutazioni della Banca d’Italia evidenziano che tra il 2005 e il 2008 il 30% della base imponibile dell’Iva è stato evaso: in termini di gettito, si traduce in oltre 30 miliardi di euro l’anno, e in 2 punti percentuali di Pil.

Mercato del lavoro. Sono i giovani a pagare maggiormente i costi della crisi economica, da un lato per via dell’elevata disoccupazione (nella fascia di età tra 20 e 34 anni la disoccupazione ha raggiunto il 13% nella media del 2009). Hanno inciso, infatti, sia la maggiore diffusione fra i giovani dei contratti di lavoro a termine, sia la contrazione del 20% delle nuove assunzioni. Dall’altro gli stipendi dei giovani sono più bassi dei lavoratori più anziani. «Da tempo vanno ampliandosi in Italia – sostiene il governatore – le differenze di condizione lavorativa tra le nuove generazioni e quelle che le hanno precedute, a sfavore delle prime. I salari di ingresso in termini reali ristagnano da quindici anni». In simili frangenti i giovani da soli non possono fare fronte al costo crescente delle pensioni. «Nel 2009 il governo ha compiuto un passo importante collegando in via automatica, dal 2015, l’età minima di pensionamento alla variazione della speranza di vita; il regolamento in via di definizione dà concreta attuazione al provvedimento». Per Draghi la riforma del mercato del lavoro non è ancora completa. Occorre superare «le segmentazioni» e stimolare «la partecipazione».

Sistema bancario italiano. Lo stato di salute delle nostre banche, secondo le valutazioni del governatore, è fondamentalmente buono, mentre sostanziale è stato l’intervento del governo a sostegno degli istituti di credito. Si legge, infatti, che «i progressi compiuti nel 2009 dalle banche italiane nel rafforzare il patrimonio, pur in un anno di profitti ridotti, sono stati incoraggianti; vi hanno contribuito emissioni sul mercato, dismissioni di attività, dividendi moderati, ricapitalizzazioni pubbliche». Per quanto riguarda il credito alle imprese, contrattosi del 3,7% nel 2009, negli ultimi tre mesi ha rallentato la sua stretta (pari all’1%). La flessione è stata maggiormente avvertita nelle regioni industrializzate del Nord dell’Italia, mentre nel Mezzogiorno i crediti alle imprese sono tornati a crescere. Si presenta moderato il ritmo di crescita del credito alle famiglie.

La lezione della crisi. «La crisi ci ha ricordato in forma brutale l’importanza dell’azione comune, della condivisione di obiettivi, politiche, sacrifici». In sostanza, Draghi promuove l’operato dell’esecutivo invitandolo a guardare al lungo termine e a trasformare le necessità imposte dalla crisi nell’occasione virtuosa per completare le riforme. L’aumento dell’età pensionabile e il taglio strutturale della spesa pubblica sono condizioni imprescindibili; la razionalizzazione della spesa locale, la trasparenza nell’informazione statistica e la riduzione delle tasse sono passaggi importanti e coraggiosi. Il paese ha l’imperativo di tornare a crescere e la via da seguire è il completamento delle riforme strutturali già approntate.

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