Intercreditor agreement e loan facility agreement

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 15 giugno 2010

La Camera dei deputati ha approvato il 15 giugno il disegno di legge cosiddetto «Salva Grecia», recante disposizioni urgenti per la salvaguardia della stabilità finanziaria dell’area euro, volto all’esecuzione di due accordi, denominati rispettivamente «Intercreditor Agreement» e «Loan Facility Agreement», stipulati nell’ambito dell’Unione economica e monetaria in data 8 maggio 2010.

Il disegno di legge di conversione consente di dare piena ed intera esecuzione ai due accordi e rende possibile il funzionamento dei prestiti bilaterali alla Grecia. Il primo accordo (Intercreditor Agreement) è firmato dai rappresentanti dei Governi dell’Eurogruppo, mentre il secondo (Loan Facility Agreement) ne costituisce un’attuazione ed è sottoscritto in loro nome dalla Commissione europea. Con il primo accordo, un accordo interbancario, gli Stati membri dell’area euro, ad eccezione della Grecia, hanno concordato i reciproci diritti e doveri con riferimento al funzionamento del programma di prestiti bilaterali alla Grecia. Con il secondo, la Grecia e la Banca di Grecia, da un lato, i rimanenti Stati membri dell’area euro e la KfW (Kreditanstalt für Wiederaufbau, la banca di sviluppo tedesca), per conto della Germania, dall’altro, hanno concordato i reciproci diritti e doveri in relazione ai prestiti bilaterali erogabili in favore della Grecia.

Il disegno di legge di conversione, attraverso un mero rinvio ai contenuti degli accordi in questione, crea le condizioni per la partecipazione italiana al programma triennale di sostegno finanziario alla Grecia, trovatasi sull’orlo del baratro del default finanziario in seguito ad un lungo processo di crisi economica che in occasione dell’attuale congiuntura sfavorevole ha mostrato con tutta evidenza i suoi più devastanti effetti. Permetterà di prevedere, con «carattere straordinario e di urgenza», una procedura per partecipare nei tempi richiesti all’azione coordinata a sostegno della Grecia, al fine di garantire la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso.

Il finanziamento, che prevede l’erogazione da parte dell’Italia di un prestito complessivo di 14,8 miliardi di euro in tre anni, sarà possibile grazie al reperimento delle relative risorse attraverso l’emissione di titoli di Stato a medio-lungo termine. Con gli’accordi in parola si auspica che l’attuale crisi possa costituire l’occasione per avviare un processo di rafforzamento dell’Unione economica e monetaria anche sotto il profilo politico, affinché il governo dell’economia europea abbia una più solida base istituzionale.

Per quanto riguarda, invece, l’offerta aggiuntiva sul mercato di titoli di stato italiani, Giuseppe Vegas, viceministro all’Economia e Finanze, ha assicurato, nel corso di una recente audizione a Palazzo Madama, che le emissioni dei titoli di Stato effettuate per finanziare il prestito alla Grecia non creeranno problemi di sovraesposizione né di sovrapposizione di offerta eccesiva dei titoli di Stato, perché, tutto sommato, si tratta di una quantità contenuta con un «tiraggio» che sarà scalettato nei prossimi anni. Tra l’altro – ha aggiunto Vegas – queste emissioni consentono, in virtù del differenziale tra tassi attivi e passivi, di avere, da una parte, una remunerazione soddisfacente per l’esposizione italiana e, dall’altra, tale da indurre la Grecia ad adottare comportamenti virtuosi per poter ripagare questi debiti senza essere sottoposta ad un vessatorio tasso d’interesse.

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