Via libera dell’Ecofin alla manovra

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 14 luglio 2010

Mentre in Italia la manovra da 24,9 miliardi di euro prosegue il suo iter parlamentare, che prevede giovedì l’esame del Senato, il 12 luglio scorso è stata esaminata dall’Ecofin, il Consiglio Economia e Finanza che riunisce l’insieme dei Ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 stati membri della Unione europea, e ne ha raccolto l’approvazione. Le misure assunte dal governo italiano sono, secondo l’Ecofin, «conformi alle raccomandazioni» formulate dalla Commissione e dal Consiglio Ue di riportare il deficit sotto il 3% entro il 2012 e di attuare una correzione media annua pari allo 0,5% del Pil nel 2011-12. Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, incontrando i giornalisti italiani al termine della riunione, ha commentato: «È stato valutato come l’Italia abbia adottato misure effettive e adeguate, perfettamente in linea con gli impegni presi». Il commissario Ue Olli Rehn, dal canto suo, «non ritiene necessario allo stadio attuale nessun altro provvedimento nel quadro della procedura di infrazione per deficit eccessivo» aperta l’anno scorso nei confronti del Belpaese.

Il via libera europeo alla manovra, che contiene misure di rigore supplementari relative essenzialmente a tagli alla spesa pubblica, ha riguardato anche l’insieme delle riforme strutturali previste per rinvigorire la ripresa economica italiana, che in Europa resta invece eccessivamente lenta (+1% circa) rispetto al dinamismo che mostrano gli Stati Uniti (+3,3%) e l’Asia (oltre 8%).

Tra le riforme strutturali, tanto invocate, con la manovra finanziaria si è avuta una rivoluzione silenziosa, come ha fatto notare il ministro Tremonti, «un’importante riforma delle pensioni con un emendamento senza che si facesse un solo giorno di sciopero». Il ministro ha precisato, con l’occasione, che il requisito di 40 anni di contributi utili per la pensione, poi eliminato, «non era un refuso», come aveva sostenuto in un primo tempo il ministro Maurizio Sacconi, ma rappresentava il tentativo di rendere ancora più rigorosa una manovra, già di per sé severa e innovativa. Le pensioni, infatti, per effetto della riforma, saranno periodicamente adeguate all’aspettativa di vita. L’aggiornamento triennale legato alle speranze di vita (che riguarderà anche gli assegni sociali) partirà dal 2015 e non più dal 2016.

Per rendere la procedura di approvazione più rapida possibile, il testo in discussione al Senato sarà contenuto in un unico maxiemendamento, che dovrebbe recepire il testo licenziato dalla commissione venerdì scorso. L’unica modifica attesa è quella annunciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sulla sospensione delle tasse in Abruzzo. A tale sospensione dovrebbe essere legata l’estensione da 60 a 120 delle rate con cui saranno ripresi i versamenti tributari e contributivi nelle zone colpite dal sisma. Il testo della manovra sarà presentato alla Camera il prossimo 26 luglio. Poiché il decreto scadrà il prossimo 30 luglio, la Camera dovrà esaminarlo e approvarlo in brevissimo tempo.

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