I conti pubblici sono sotto controllo

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 6 ottobre 2010

I conti pubblici italiani sono sotto controllo. Lo ha affermato, nel corso di un’audizione in commissione Bilancio alla Camera sul sul Dfp, Documento finanza pubblica, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, secondo il quale «non esiste scelta tra rigore e crescita». I dati Istat pubblicati lo scorso 4 ottobre hanno infatti annunciato che nel primo semestre del 2010 il rapporto tra deficit e Pil, il prodotto interno lordo, è sceso al 6,1% dal 6,3% dello stesso periodo dell’anno scorso.

Ha aggiunto il ministro, inoltre, che gli obbiettivi di bilancio 2010 saranno centrati e non ci sarà bisogno quest’anno di nuovi interventi finanziari, che avrebbero comportato un aggravio della pressione fiscale. Parlando della prossima Finanziaria, che si chiama «legge di stabilità», Tremonti ha infatti ribadito quanto già annunciato ai primi di settembre, ossia ha assicurato che la Finanziaria sarà esclusivamente tabellare e che recepirà i numeri del decreto di luglio e i dati fondamentali del bilancio in essere. Il ministro ha poi informato che è possibile «chiedere all’Europa deroghe per le zone franche, le aree a bassa fiscalità, a bassa regolamentazione, eccezioni a regole europee pervasive». La speranza, ha concluso, è quella «di ottenere eccezioni su tutto questo».

Ha precisato il ministro che il rapporto debito/pil italiano è cresciuto solamente perché è rallentata la formazione di nuovo reddito, non perché ci sono state politiche di maggior spesa pubblica. La spesa pubblica nel secondo trimestre di quest’anno, sempre secondo i dati Istat del 4 ottobre, è diminuita infatti in termini tendenziali dell’1,2%, a fronte dell’aumento del 2,5% rilevato nel corrispondente periodo dell’anno precedente. Proprio martedì il Fondo monetario internazionale ha ricordato, però, nel suo Rapporto sulla stabilità finanziaria globale, che uno shock alla crescita dell’1% per i paesi avanzati, rispetto alle previsioni di base del Fondo monetario per il periodo 2010-2015, potrebbe avere un impatto significativo sul rapporto debito/pil di Grecia e Italia.

L’ottimismo del ministro è legato comunque anche al fatto che l’Europa sta pensando di inserire nuovi parametri oltre al deficit e al debito pubblico per valutare lo stato di salute dell’economia dei vari paesi europei. I nuovi parametri includerebbero il livello dei risparmi e dei debiti delle famiglie, cifre che permetterebbero di valutare l’economia italiana con più attenzione e che porrebbero il nostro paese più in alto nella graduatoria dei paesi europei. «Non si può guardare in una tasca e non in un’altra», dice Tremonti, intendendo che la crisi economica attuale è stata innescata dalla inaccorta se non spregiudicata gestione del debito privato e l’innalzamento dei debiti pubblici dei paesi avanzati ne sono una diretta conseguenza.

Riguardo alle possibili nuove regole europee sul debito pubblico, il ministro ha precisato che «se mai ci fosse un cambiamento della regola, sarebbe a partire dal 2016» e il nuovo patto di stabilità Ue sarà «straordinariamente confortevole per l’Italia». «C’è un fondamentale bisogno di decisioni di politica economica – ha precisato Tremonti – , ma solo su un paradigma europeo coerente con la nuova sessione di bilancio».

Il titolare del Tesoro ha assicurato che «il peggio della crisi è alle nostre spalle». Per Tremonti sono comunque ancora possibili «scenari avversi in altri Paesi d’Europa, ma non in Italia». Anche perché, ha rassicurato il ministro, «la dinamica del debito italiano è molto meno infelice di altri Paesi». I rischi maggiori infatti li corrono altri 2 paesi europei borderline come l’Irlanda e l’Islanda.

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