L’avanzo del settore statale

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 4 gennaio 2011

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che nel mese di dicembre 2010 si è avuto un avanzo del settore statale provvisorio di 9.100 milioni di euro, superiore di circa 7.300 milioni rispetto a quello realizzato nel dicembre 2009, pari a 1.825 milioni. È presto per cantar vittoria sulla recessione e dire che la svolta della crisi sia superata. Certo però aver ottenuto un simile successo non è stato un’opera semplice, soprattutto in un momento economico come quello attuale, in cui la crescita economica è lenta e le entrate pubbliche seguono l’andamento dell’economia.

Il risultato è stato commentato dal ministero, il quale ne attribuisce le ragioni principali all’andamento favorevole degli incassi e ad una dinamica più contenuta dei pagamenti. Dal lato della spesa, in particolare, l’avanzo del mese di dicembre si è avuto grazie al continuo contenimento dei pagamenti sia dell’amministrazione statale sia delle amministrazioni territoriali. Si è registrato, inoltre, il venir meno degli interventi per 2.600 milioni di euro a favore del sistema bancario, attraverso la sottoscrizione di obbligazioni bancarie speciali, nonché minori trasferimenti all’Unione Europea. Inoltre, alcuni pagamenti pubblici, quali ad esempio un’ulteriore quota dei prestiti da erogare alla Grecia, sono stati prorogati al 2011.

Il dato positivo della gestione finanziaria del settore statale si evince anche dall’andamento del fabbisogno su base annua, reso noto in concomitanza con la pubblicazione del dato mensile. Secondo le stime preliminari del Ministero, infatti, il fabbisogno annuo del 2010, dato dalla differenza tra le entrate e le uscite del settore statale, è pari a circa 67.500 milioni, di gran lunga inferiore (di circa 19.300 milioni di euro) rispetto a quello avuto nel 2009, pari a 86.847 milioni. Il ministero ha dovuto rivedere al ribasso quindi le sue stime, pubblicate nella Decisione di Finanza Pubblica per il 2010. Il risultato annuale è stato, infatti, inferiore di circa 16.300 milioni di euro rispetto alle previsioni. Si è, quindi, sulla buona strada per rispettare la road map definita nella stessa Decisione di finanza pubblica che prevede per i prossimi anni un progressivo contenimento del saldo di cassa dei ministeri a 63,7 miliardi nel 2011 (4% del Pil), a 42 miliardi nel 2012 (2,1% del Pil) e, infine, a 32,8 miliardi nel 2013 (1,9% del Pil).

Tutto ciò sta a significare che la politica di austerità imposta dal Ministro Tremonti ha dato fino ad ora buoni frutti. Anche Il Sole24Ore ha voluto commentare il risultato finanziario con un articolo dal titolo eloquente, «Tanto di cappello al fabbisogno 2010». L’ipotesi, quindi, paventata avventatamente dall’opposizione nei mesi scorsi, che il governo debba varare una manovra straordinaria di altri 45 miliardi di euro per fare fronte alla crisi economica è divenuta ancor più irrealistica. Inoltre, la reputazione di cui gode il ministro Tremonti in Europa è sempre salda e rafforzata da questo suo ultimo successo, tanto che il Financial Times ha scritto appena pochi giorni fa che «le politiche e la personalità di Tremonti sono fattori vitali per la stabilità» del paese. Questo non esclude che il ministro sia stato aiutatato anche da due fattori importanti che caratterizzano il nostro paese e che lo differenziano notevolmente dagli altri paesi, come la Grecia o l’Irlanda, e che sono la solidità del nostro sistema bancario e il contenuto indebitamento privato delle famiglie.

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