Cresce la produzione industriale italiana

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 10 febbraio 2011

La produzione industriale italiana è in crescita. I dati resi noti dall’Istat, infatti, descrivono un aumento della produzione nel mese di dicembre scorso pari allo 0,3% rispetto a novembre e dell’8,7% in confronto a dicembre 2009. Secondo l’Istituto centrale di statistica, il segno positivo è per l’intero 2010, poiché la crescita è stata del 5,5%, considerato l’indice grezzo. Secondo l’indice corretto per gli effetti di calendario, invece, l’aumento è stato del 5,3%. D’altro canto occorre considerare anche che la fiducia tra gli imprenditori manifatturieri è aumentata in gennaio (saldo a 1,7 da 0,5 di dicembre), sostenuta dal miglioramento sia delle aspettative di produzione sia del giudizio sugli ordini, soprattutto quelli esteri.

Il dato sulla produzione industriale rappresenta una buona notizia per l’economia italiana, poiché lascia ben sperare per il prossimo futuro, giacché le aspettative di crescita del Pil stanno migliorando. Ci si aspetta infatti, secondo le stime preliminari della Barclays Capital, che per il 2010 il Pil sia cresciuto intorno allo 0,2% nell’ultimo quadrimestre. Sebbene non si tratti di un traguardo di per sé molto incisivo, se si considera il rischio scampato di un default dell’intera economia, com’è avvenuto in Grecia e come rischia di avvenire in Irlanda e poi in Portogallo e in Spagna, la cifra assume una rilevanza notevole. Ancor più potrebbe essere positiva la previsione per l’economia italiana per l’intero 2010 e per l’anno in corso. L’economista Fabio Fois di Barclays Capital stima, infatti, una crescita del Pil dell’1% per l’intero 2010, mentre grazie alla spinta della ripresa dei consumi, oltre al trend positivo dell’esportazione e degli investimenti, il Pil per quest’anno potrebbe crescere fino all’1,4%.

Poiché nessuna economia è un’isola separata dalle influenze e dalle correnti della domanda e dell’offerta degli altri Paesi, uno sguardo all’andamento della produzione industriale degli altri Stati è sempre utile e, comunque, conferma l’ottimismo fin qui descritto. In Germania, nostro partnercommerciale preferenziale, la produzione industriale è salita del 16% nel 2010, mentre il Pil tedesco è salito nel 2010 del 3,6% e nel 2011 ci si attende un livello del 2,3%. Aumenta, inoltre, la produzione industriale in Francia e Gran Bretagna. In Francia a dicembre è aumentata dello 0,3% rispetto al mese precedente, mentre in Gran Bretagna, sempre nello stesso mese, è salita dello 0,5%. Inoltre, per i prossimi mesi, i dati diffusi dalla Commissione europea anticipano la continuazione della ripresa a un ritmo più sostenuto. La Bce, dal canto suo, ha pubblicato i dati relativi alla situazione dell’euro-area, secondo i quali l’aumento congiunturale del Pil dell’area dell’euro in termini reali nel terzo trimestre del 2010 è dello 0,3%. Inoltre, i dati più recenti «continuano a confermare la positiva dinamica di fondo dell’attività economica dell’area».

Poiché quindi i segnali di ripresa economica sembrano consolidarsi sia in Italia sia negli altri principali Paesi dell’Unione, comincia a concretarsi anche il rischio inflazione. Ne è persuasa la Bce, che nel suo bollettino di gennaio ha pubblicato le stime preliminari (un tasso d’inflazione all’1,9% nel 2011 e all’1,8% nel 2012, in rialzo di 0,4 punti percentuali per il 2011 e di 0,2 punti percentuali per il 2012). Questo significa che non in tempi brevissimi, ma con buona probabilità, la Bce tornerà a ritoccare all’insù i tassi d’interesse di riferimento europei, con le prevedibili ricadute sulla disponibilità di finanziamenti a costi contenuti. Tutto questo avrà ricadute sull’incentivo agli investimenti, specie di quelli di grandi dimensioni. In ultima analisi, sarà infine la produzione industriale dei Paesi dell’euro-area a farne direttamente le spese. Non resta che augurarsi che i tecnici della moneta e il nuovo banchiere centrale della Bce sappiano scegliere con cura i tempi giusti in cui intervenire, senza stroncare sul nascere i germogli di crescita che da più parti stanno facendo capolino.

 

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