Approvato in via definitiva il decreto milleproroghe

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 26 febbraio 2011

Dopo la Camera, anche il Senato ha dato il via libera al decreto milleproroghe. Per la sua complessità e per l’ampiezza dei contenuti, era del tutto prevedibile che il testo del decreto sollevasse numerose obiezioni sulle procedure di formulazione e di voto. Non sono mancate quindi le contestazioni. Ma i toni usati nei giorni scorsi in parlamento hanno sfiorato in alcuni momenti i limiti della misura e del decoro. Nonostante i tanti attacchi diretti al governo e alla persona del presidente del Consiglio da parte della variegata opposizione, il governo ha ottenuto il voto favorevole su di un provvedimento riguardante numerosi e vasti ambiti dell’economia e dell’organizzazione sociale. Non essendo possibile illustrare il provvedimento nella sua interezza, è interessante osservarne alcuni punti salienti.

Una particolare attenzione è stata riservata al sistema bancario, che non si è ancora completamente risollevato dalle perdite patrimoniali causate dalla crisi finanziaria. Il decreto prevede la possibilità di una ripatrimonializzazione, ossia di un rafforzamento del capitale, per fronteggiare i nuovi attacchi speculativi, in realtà mai placati, e per garantire i correntisti nei confronti di rischi di fallimento. Questa ripatrimonializzazione, necessaria anche in vista dei futuri obblighi che imporrà Basilea III, sarà possibile mediante il meccanismo del credito d’imposta per la perdita d’esercizio. Allo stesso tempo Poste Italiane, divenute da tempo Spa, svolgono molte delle funzioni tipiche del sistema bancario puro: dalla raccolta del risparmio all’emissione di carte prepagate, al servizio di intermediazione in cambi ed alla vendita al pubblico di prodotti finanziari. Occorre pertanto che anch’esse si dotino di un patrimonio esclusivamente destinato all’esercizio dell’attività finanziaria, in proporzione (del 10%) al patrimonio netto della società. A Poste Italiane Spa è stata inoltre concessa la facoltà di acquistare partecipazioni, anche di controllo, nel capitale delle banche, ma solo al fine di entrare nel capitale della Banca per il Mezzogiorno.

Per rispondere all’infelice intervento del deputato Enrico Letta (Pd), secondo il quale il governo aveva tolto i fondi ai malati di cancro per destinarli al rinvio delle sanzioni di una manciata di allevatori in seguito alla violazione del limite delle quote latte, è utile osservare che il decreto ha esteso la disciplina del 5 per mille all’esercizio finanziario 2011. Vengono infatti stanziati ulteriori 200 milioni di euro – da liquidarsi nel 2011 – che si aggiungono ai 100 milioni già stanziati dalla Finanziaria 2011. A queste somme si aggiunge, inoltre, una quota fino a 100 milioni per interventi in materia di sclerosi laterale amiotrofica. Le risorse complessivamente a disposizione sono, quindi, 400 milioni di euro.

Il decreto reca modifiche alla disciplina del patto di stabilità interno per le Regioni, rispetto a quella dettata dalla legge di stabilità 2011, in relazione ai prossimi tre anni. Le modifiche principali riassestano il patto di stabilità in funzione di esigenze specifiche delle Regioni, variando il mix di spese esenti dai limiti imposti. In più arrivano delle norme ad hoc che si applicano solo alla Campania, in quanto unica Regione che non ha rispettato il patto di stabilità interno relativamente all’esercizio finanziario 2009.

Particolare attenzione è stata riservata altresì alla Regione Abruzzo, concedendo una dilazione per i versamenti e gli adempimenti fiscali. La ripresa della riscossione delle rate non versate sarà disciplinata da un decreto del presidente del Consiglio. Oltretutto, per far fronte allo stato di emergenza degli alluvionati della Liguria, del Veneto, della Campania e dei Comuni della Provincia di Messina, sono stanziati 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012. È prorogata poi al 30 giugno la sospensione dei tributi per le zone alluvionate del Veneto.

Per quanto riguarda i contribuenti che versano in situazioni economiche precarie e che hanno ottenuto una dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, è stato concesso il diritto ad un ulteriore differimento. Le dilazioni concesse fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto possono essere prorogate per un ulteriore periodo e fino a 72 mesi, a condizione che il debitore provi un temporaneo peggioramento della situazione di difficoltà. Allo stesso tempo, è stato concesso un fondo di 50 milioni di euro per il finanziamento della social card, che sarà gestita in una fase sperimentale da alcuni enti caritativi.

Se da un lato, poi, il decreto integra l’ammontare del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) di 15 milioni di euro per il 2011, per le esigenze delle fondazioni lirico-sinfoniche, al fine di assicurare la prosecuzione delle attività esercitate, dall’altro viene istituita la tassa di un euro per l’accesso a pagamento nelle sale cinematografiche, escluse quelle delle comunità ecclesiali o religiose, per il periodo 1° luglio 2011 – 31 dicembre 2013. Un decreto interdirigenziale dei ministeri per i Beni e le attività culturali e dell’Economia e delle finanze disciplinerà le procedure di riscossione e di versamento del contributi. Secondo le stime preliminari del governo, le entrate previste saranno di 120 milioni di euro annui per il triennio 2011-2013.

Procedendo lungo la via dell’ammodernamento e della riforma qualitativa della scuola, il governo ha istituito con il decreto il Sistema nazionale di valutazione, costituito da due istituti che valuteranno da una parte il livello qualitativo dell’insegnamento e, dall’altro, la qualità dei risultati dell’insegnamento. Sarà quindi composto dall’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire), cui competerà sostenere i processi di miglioramento e innovazione educativa, di formazione in servizio del personale della scuola e di documentazione e ricerca didattica; dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (Invalsi), cui competerà predisporre prove di valutazione degli apprendimenti, partecipare alle indagini internazionali, proseguire le indagini nazionali periodiche; dal corpo ispettivo, cui competerà valutare le scuole e i dirigenti scolastici.

Infine, un ambito che ha sollevato molte polemiche è stato quello della proroga o dell’abolizione del divieto per i proprietari di broadcast televisivi di acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani o la costituzione di nuove imprese editrici di giornali, definito in sintesi il «divieto di incroci proprietari stampa-tv». L’emendamento governativo ha posto il limite temporale di tale divieto al 1° aprile prossimo venturo. Tale provvedimento è stato contrastato dall’opposizione, che lo ritiene finalizzato a facilitare l’industria televisiva della famiglia Berlusconi. In realtà il provvedimento non facilita una delle parti in gioco, ma permette ai concorrenti che agiscono sul mercato della comunicazione di puntare anche al mondo della carta stampata.

 

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