La ripresa italiana piace all’Ocse

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 10 maggio 2011

Esame superato. È questo il commento del ministro Tremonti alla conferenza stampa organizzata per la presentazione del rapporto Ocse all’Aspen Institute Italia a Roma. Il rapporto dell’organizzazione parigina, infatti, ha espresso un giudizio positivo sull’economia italiana che, secondo i dati, continua a recuperare dopo la gravissima recessione mondiale. L’Ocse ha rivisto di poco le sue stime preliminari sull’economia italiana, e secondo l’attuale rapporto prevede 2011 una crescita dell’1,2% (le precedenti stime indicavano un aumento dell’1,3%), e per il 2012 l’incremento del Pil è previsto dell’1,6%.

La lode è stata soprattutto rivolta alla politica di rigore che il Governo e il ministro Tremonti hanno saputo portare avanti in merito alla gestione dei conti pubblici. Il ministro ha commentato: «Noi proseguiremo nel percorso di riduzione del debito e del deficit e, come tutti i paesi, dovremo fare qualcosa in più, l’Italia meno degli altri. Lo faremo». Oltre ad aver suscitato i meritati elogi dell’organizzazione parigina, occorre dire che tale rigore ha anche, in un certo senso, protetto il nostro paese da eventuali attacchi esterni, subiti da altri paesi dell’euro-zona che sono tutt’ora sotto la lente delle società di rating, le quali, con un giudizio sul debito pubblico, sono in grado di decidere le sorti di una intera economia nazionale.

Protetto dallo scudo del rigore dei conti il nostro paese si propone di intraprendere la via della crescita economica e questa non potrà essere seguita se non approntando e incentivando le riforme strutturali che lo stesso governo ha già messo in agenda. Secondo il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, «il programma di riforme è in linea con molte nostre raccomandazioni». La politica fiscale ha la priorità assoluta. Essa deve permettere un risanamento a breve termine e la sostenibilità a lungo termine e – a giudizio del ministro – la pianificazione della spesa e dei ricavi complessivi nell’arco di tre anni è soddisfacente. Il biennio 2011-13 rappresenterà infatti una via sperimentale di continue valutazioni sull’andamento delle agevolazioni fiscali e dei crediti d’imposta per raggiungere l’obiettivo del governo di ridurre il disavanzo complessivo entro il 2012 ad un livello inferiore al 3% del Pil.

In altre sedi sono state mosse critiche al governo per la sua politica di crediti d’imposta alle Pmi. Il ministro ha risposto che se non fosse stato fatto si sarebbero perse importanti risorse europee per l’Italia, pari a 5-6 miliardi. Inoltre il regime di fisco agevolato per invogliare le imprese a «venire o tornare in Italia» è una misura che ha validità in tutta Italia e «non è una misura soltanto per il Nord – ha sottolineato Tremonti – ma io spero soprattutto per il Sud. Non riguarda soltanto Milano ma tutte le imprese in altri paesi che vogliono portare da fuori le loro attività, può riguardare, ad esempio, anche la manifattura e non soltanto la finanza». La strategia più adeguata, secondo il ministro, è quella di attrarre aziende estere che svolgano attività attinenti alla realtà locale. Se una simile politica darà frutti positivi, Tremonti ha assicurato che potrà essere prorogata anche a lungo.

Intanto, il sistema industriale ha retto bene alla crisi grazie alla flessibilità dei «distretti» o delle «imprese-rete», articolati su aziende di piccole dimensioni, spesso minuscole. La piccola dimensione d’impresa è garanzia di flessibilità ma potrebbe essere un ostacolo all’innovazione e all’efficienza produttiva, perché da sola non è in grado di sviluppare le cosiddette economie di scala. Il ministro ha spiegato che «non possiamo obbligare le piccole imprese a fondersi, ma possiamo fornire loro una piattaforma e un incentivo a farlo», cosicché ha assicurato che il fondo per le piccole e medie imprese partirà con decisione.

Il commento del segretario Gurria si è, invece, concentrato in particolare sulla liberalizzazione nel settore dei servizi, che dovrebbe essere completata ed estesa ad altri settori, come quello dei trasporti e dei servizi locali. Anche la riforma della Pubblica Amministrazione è stata lodata dal segretario dell’Ocse, il quale ha riconosciuto che il miglioramento della trasparenza in questo settore è un vero successo.

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