L’Italia mostra nuovi segnali di ripresa

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 20 maggio 2011

Da più voci arriva il plauso sull’andamento dell’economia italiana e sull’operato del governo per sostenere il sistema economico in questo difficile momento di transizione. Prima l’Ocse e poi il Fmi, le voci più autorevoli del panorama internazionale affermano che in Italia la crescita dell’economia prosegue. I segnali positivi vengono questa volta dall’industria che, secondo i dati Istat, ha visto aumentare a marzo il proprio fatturato del 2,0% rispetto al mese precedente, con incrementi pari all’1,8% sul mercato interno e al 2,3% su quello estero. In termini tendenziali il fatturato cresce del 12,2%.

Ancor più positivi sono i dati relativi agli ordini all’industria, saliti a marzo dell’8,1% su base mensile, il dato più alto dal gennaio 2006, e del 21,2% su base annua. Gli ordini interni sono saliti del 3,7% mensile e del 16,3% annuo; quelli esteri del 15,5% su mese e del 29,6% su anno. Nel primo trimestre gli ordini hanno segnato +18,5% tendenziale. I settori di attività economica per i quali si registrano, rispetto a marzo 2010, gli incrementi maggiori del fatturato totale sono quelli dell’economia tradizionale: della fabbricazione di prodotti chimici (+28,2%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+23,9%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+21,5%). Per gli ordinativi, gli aumenti tendenziali maggiori sono stati osservati per la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+43,3%) e per la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+41,3%).

La crescita del Belpaese è quindi guidata principalmente dall’export per tutti quei settori che caratterizzano la manifattura italiana. Ed è proprio grazie ad una struttura economica basata su settori tradizionali che la nostra economia è stata in grado di resistere più di altre economie europee alle difficoltà della crisi economica. La Commissione Ue, nelle sue stime economiche di primavera, ha previsto che per il 2011 una crescita del Pil italiano dell’1% (leggermente in ribasso rispetto all’1,1% previsto in febbraio) e dell’1,3% nel 2012. Occorre ora concentrare gli sforzi nella realizzazione delle riforme strutturali che permettano di consolidare i segnali di crescita e di accelerarla. Le riforme più urgenti riguardano il fisco, il federalismo fiscale e il mercato del lavoro. Esse partono da riforme istituzionali che poi si tramutano in riforme economiche, perché non si può avere una trasformazione dell’economia se non si cambiano prima le regole del gioco.

Così il fisco, sulla base della politica che intende portare avanti il Governo, dovrà diventare più snello e, secondo le parole dello stesso ministro dell’Economia Giulio Tremonti, i controlli dovranno essere più efficaci e meno oppressivi per le aziende. Tremonti ha infatti affermato, durante un’audizione sulle norme anti-scalata alla Camera, che «i controlli fiscali, gli accessi e le visite alle imprese sono eccessivi, con costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Un’oppressione fiscale che dobbiamo interrompere». Sulla stessa linea è stato poi l’intervento di Giulio Tremonti di giovedì in occasione del convegno per il decennale delle Agenzie Fiscali, durante il quale ha proposto un limite alle ganasce fiscali e agli interessi che i provvedimenti accumulano. Egli ha auspicato che la trasformazione che è già in atto, cominciata con la riforma delle Agenzie Fiscali e che porterà alla costituzione della quinta Agenzia con la riforma dei Monopoli di Stato, porti ad «un sistema più vicino alle reali condizioni di tanti cittadini italiani».

Altrettanta snellezza viene richiesta al mercato del lavoro. La riforma del mercato del lavoro, già cominciata da tempo, sta facendo un ulteriore passo in avanti in questa direzione, con le novità e le misure della «Riforma Sacconi». Ed infatti il Consiglio dei Ministri, su proposta dello stesso ministro del Welfare, ha approvato venerdì, in maniera definitiva, lo schema di decreto legge del Testo Unico sull’Apprendistato. Il testo dovrà essere ulteriormente vagliato, probabilmente nel mese di luglio, dalle categorie coinvolte.

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