Le società di rating e il futuro dell’economia italiana:chiediamolo agli esperti

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.lafinanzasulweb.it il 24 maggio 2011

In questi giorni si sono avvicendate alcune dichiarazioni delle maggiori società di rating (prima Standard & Poor’s, poi Fitch e Wood’s) che hanno espresso giudizi tra loro del tutto contrastanti sulla situazione dei conti pubblici del nostro paese, sulla sua stabilità politica e sulla capacità del governo di fare fronte agli impegni presi per il piano di ridimensionamento del debito 2011-2014. Gli effetti sulla borsa italiana non si sono fatti attendere ed hanno contribuito alla schizofrenia di questi giorni in cui la situazione politica spagnola sta incendiando i listini.

Rientrata quella che è stata una sorta di “emergenza politica da dichiarazione di tecnici”, tranquillizzati nuovamente gli animi grazie a dichiarazioni passate per i medesimi canali comunicativi dei primi annunci mediatici delle agtenzie americane di rating, la Standard & Poor’s ha nuovamento pubblicato un giudizio su alcune importanti banche italiane (Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Bnl e Findomestic) e il giro di giostra delle borse è ricominciato frenetico.

Si pone il problema fondamentale di quanto simili valutazioni possano danneggiare la situazione economica di un paese. Sebbene il nostro paese non appartenga al circuito dei PIGS, ossia dell’Europa della periferia che arranca barcamenandosi tra default e recessione, si è comunque sensibili agli esiti drammatici di questi giorni in cui le dichiarazioni e valutazioni negative delle agenzie di rating, come spari sulla croce rossa, impietose e comunque tardive ne hanno decretato la fine.

Inoltre, simili notizie non sono più solo appannaggio degli addetti ai lavori, si diffondono anche nei circuiti meno tecnici e specialistici, hanno una eco nei telegiornali e sui quotidiani generalisti e raggiungono anche lettori economicamente analfabeti (i lettori perdoneranno il termine un po’ forte). Raggiungono quindi anche i piccoli risparmiatori che in questi tempi di bolle speculative che si rigonfiano a ripetizione ne fanno le maggiori spese.

E’ quindi utile approfondire in questa luce il ruolo di alcuni players dell’opinione di settore ascoltando la voce degli addetti ai lavori. Ci ripromettiamo quindi di presentare presto interviste filamte in cui si potrà parlare fuori dai denti del ruolo e dell’effettiva valenza delle analisi delle società di rating, e di eventuali scenari futuri.

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