Via libera della Camera alla fiducia sul decreto sviluppo

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 21 giugno 2011

Quella di martedì è stata una giornata decisiva per il governo, il quale ha ricevuto la fiducia alla Camera (317 i voti favorevoli, 293 i contrari e 2 gli astenuti) sul maxiemendamento del decreto sviluppo, che recepisce le 130 modifiche introdotte dalle commissioni Bilancio e Finanze. Con la fiducia di oggi la coalizione di centrodestra Pdl-Lega-Responsabili si è presentata più compatta che mai, con una maggioranza assoluta dei voti a Montecitorio. Evento politico di rilievo, poiché non succedeva dal giorno del passaggio del partito di Fini, il Fli, all’opposizione.

Le misure del decreto sviluppo che puntano a dare slancio alla crescita economica senza intaccare l’accorta gestione dei conti pubblici sono in sostanza i crediti di imposta finanziati con fondi europei, le semplificazioni fiscali, l’alleggerimento delle cosiddette «ganasce fiscali», gli appalti pubblici più snelli e rapidi e il rilancio del «piano casa». Dopo il voto finale che si terrà stasera il decreto passerà al Senato, che lo deve convertire entro il prossimo 12 luglio.

Fra le novità vi è il via libera al bonus per gli investimenti al Sud mediante il meccanismo del credito d’imposta finanziati con fondi europei. Il Mezzogiorno godrà di un credito d’imposta, inoltre, per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato nelle regioni del Sud nei dodici mesi successivi all’entrata in vigore del decreto, fino a esaurimento delle risorse finanziarie. Per gli anni 2011 e 2012 le imprese che finanziano progetti di ricerca nelle Università o negli enti pubblici (compresi Irccs), potranno beneficiare di un credito d’imposta pari al 90% della spesa aggiuntiva di investimento rispetto alla medie degli investimenti effettuati nel triennio precedente.

Sono stati istituiti, con decreto del presidente del Consiglio, i distretti turistici, che godranno di agevolazioni e semplificazioni fiscali e amministrative, ossia saranno zone a «burocrazia zero». Al fine di ridurre i tempi di realizzazione e semplificare le procedure viene elevato da 500.000 a 1 milione di euro il limite di importo entro il quale è consentito affidare i lavori con procedura negoziata, senza bando di gara, per gli appalti pubblici. Tra le novità anche l’introduzione di limiti alle opere compensative dell’impatto territoriale e sociale che non possono superare il 2% della spesa, anziché il 5%.

È stato inoltre posto un limite allo ius variandi delle banche, cioè alla facoltà del tutto legittima del settore creditizio di modificare il contenuto della volontà negoziale così come si è perfezionata e manifestata al momento della conclusione del contratto, vale a dire si è voluto porre un argine alla possibilità delle banche di modificare unilateralmente il tasso di interesse sul conto corrente o le disposizioni in tema di carte di credito e via dicendo.

In sintonia con la volontà manifestata dal ministro Tremonti in più occasioni, con il decreto sviluppo si è voluto alleggerire il peso delle cosiddette «ganasce fiscali», prevedendo che al di sotto del limite dei 2mila euro non sia più possibile pignorare il mezzo immediatamente. Il sequestro avverrà solamente dopo il ricevimento di due avvisi a distanza di almeno 6 mesi l’uno dall’altro. Cosicché il cittadino avrà più tempo per regolarizzare la propria posizione debitoria. Il divieto per l’agente della riscossione si pone anche per il pignoramento della prima casa per debiti inferiori a 20mila euro. Nell’accertamento coattivo è prevista la sospensione dei pagamenti per 180 giorni (contro i 120 previsti nella prima versione del decreto), triplicando così il periodo fino ad ora previsto di 60 giorni. Tra le norme di semplificazione, decade l’obbligo della dichiarazione annuale per le detrazioni per carichi di famiglia e sono escluse dal cosiddetto «spesometro» (comunicazione telematica all’Amministrazione finanziaria delle spese sopra i 3.000 euro) gli acquisti effettuati con bancomat o carte di credito. Inoltre, dal primo gennaio 2012 i comuni dovranno organizzarsi per la riscossione dei tributi, che fino ad ora è stata svolta da Equitalia.

Grazie al decreto sviluppo i cittadini avranno più mezzi e strumenti per difendersi dal meccanismo dell’anatocismo (interessi su interessi), che per il calcolo degli interessi non si applicherà a partire dai ruoli consegnati a decorrere dalla data di conversione del decreto. La misura degli interessi è inoltre fissata nel limite massimo dell’1% (al posto del 3%) rispetto al saggio legale.

Il Governo ha inoltre rilanciato il «piano casa» sia da un punto di vista amministrativo e burocratico, con l’introduzione del cosiddetto «silenzio-assenso» per ottenere il permesso di costruire e con la sostituzione della Dia (dichiarazione di inizio attività) con la Scia (segnalazione certificata di inizio attività), sia da un punto di vista dello sviluppo dell’edilizia privata, imponendo alle Regioni di approvare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge sviluppo leggi regionali per incentivare la ristrutturazione del patrimonio edilizio e la riqualificazione delle aree urbane degradate. Il decreto sviluppo prevede specifici incentivi, quali: la possibilità di ampliamenti volumetrici rispetto a quelli preesistenti, la delocalizzazione delle volumetrie anche in aree diverse e il cambio di destinazione d’uso. Gli incentivi riguardano anche gli immobili regolarizzati con condoni ed escludono quelli abusivi. Per ovviare a lungaggini burocratiche o ostruzionismi di governi locali di diverso orientamento politico rispetto al governo, si è voluto introdurre un limite di 120 giorni dalla data di approvazione della legge oltre il quale, se le Regioni non avranno provveduto ad emanare proprie leggi, verrà automaticamente riconosciuta la possibilità di ampliare del 20% il volume dell’immobile destinato ad uso abitativo e di ampliare del 10% la superficie coperta nel caso di edifici adibiti ad uso diverso.

Sempre nell’ambito del edilizia, per i mutui a tasso variabili stipulati per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, sono rinegoziabili i finanziamenti di importo fino a 200mila euro(limite innalzato rispetto alla prima versione del decreto che prevedeva un limite di 150.000 euro), purché il titolare abbia un reddito Isee non superiore a 35mila euro (precedentemente era di 30mila euro).

Sul piano dell’occupazione nella scuola, è stato definito un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato dei precari (docenti e personale Ata) per gli anni 2011-2013 sulla base dei posti vacanti e disponibili. L’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento degli insegnanti è effettuato ogni tre anni (anziché ogni due) con possibilità di trasferimento in un’unica provincia. L’aggiornamento non comporterà la possibilità di nuovi inserimenti.

Verrà introdotta la carta d’identità elettronica, rilasciata a tutti i cittadini indipendentemente dall’età (prima il limite minimo era stato posto a 15 anni). È stato soppresso l’obbligo di rilevare le impronte digitali per i minori di 12 anni e si prevede che, gradualmente, la carta d’identità elettronica incorporerà anche la tessera sanitaria per semplificare le procedure di identificazione.

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