Dalle istituzioni europee segnali di fiducia nei confronti dell’Italia

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it l’11 luglio 2011

«Emergenza sui mercati» e «attacco speculativo» sono le espressioni ricorrenti sui giornali di questi giorni, mentre gli occhi degli addetti ai lavori, ma anche di meno esperti risparmiatori, sono incollati agli indici di borsa dopo il venerdì nero della scorsa settimana. La parola d’ordine sembrerebbe sia stata «no panic», perché in borsa l’incertezza regna sovrana, e di tale incertezza si avvantaggiano operatori senza scrupoli, liberi di agire in assenza o quasi di regole di contenimento della speculazione.

La Consob, ente di garanzia e di vigilanza della borsa italiana, è intervenuta a mercati chiusi, domenica scorsa, per contrastare proprio gli attacchi speculativi e in particolare ha deciso di ridurre i margini di manovra delle vendite «allo scoperto», ovvero la cessione di titoli che non sono in possesso del venditore, che più di altri strumenti alimentano appunto la speculazione, in particolare al ribasso. La procedura, che la Consob ha imposto da lunedì e fino al 9 settembre prossimo, è già in vigore in altri paesi europei e prevede che gli investitori che detengono «posizioni ribassiste» rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati regolamentati italiani ne diano comunicazione alla Commissione. C’è da chiedersi perché solo ora la Commissione sia giunta ad una decisione così semplice ed opportuna, tanto più che la richiesta di una tutela dagli attacchi della speculazione è stata più volte avanzata da molte voci, più o meno autorevoli. Anche dalle pagine di Ragionpolitica nel 2008 ci eravamo già espressi in tal senso, comunicando l’urgenza di una simile misura.

La Consob vuole prevenire azioni speculative in particolare sui titoli bancari. Ma la vera preoccupazione è la speculazione sui titoli del debito pubblico italiano. Il Financial Times, infatti, ha messo in guardia l’Italia dagli hedge fund americani che sembrerebbe vogliano scommettere contro il nostro Paese, lucrando sull’altalena dei rendimenti sui titoli di Stato italiani. Il meccanismo della speculazione di tali fondi prevede infatti che siano presi in prestito i titoli governativi per venderli e per ricomprali, in un secondo momento, ad un prezzo migliore, effettuando vendite allo scoperto a scopo ribassista. I primi risultati sono stati ottenuti in tempi piuttosto brevi. Un record al ribasso infatti è stato raggiunto venerdì scorso, quando i titoli del debito pubblico italiano hanno raggiunto il livello più alto di rendimenti dall’ottobre 2002 rispetto al bund della Germania. Lunedì, in apertura delle borse, quel record è stato nuovamente superato.

Mai come in questo momento le tensioni politiche nel nostro Paese si possono ripercuotere in tempo reale sui mercati borsistici. La politica è fatta anche di parole, e oggi sembrerebbe che tali parole, attraverso il meccanismo di borsa, abbiano più concretezza degli stessi fatti. Perché anche la politica destabilizza i mercati, tanto quanto le società di rating. È quindi da prendere in seria considerazione l’appello del Presidente della Repubblica all’unità politica ed alla responsabilità per difendere il Paese dagli attacchi della speculazione. Atteggiamenti e dichiarazioni diverse dovranno essere considerate invece in questo momento dei veri e propri attentati alla serenità economica e finanziaria del nostro Paese e gli autori di parole in controtendenza e di attacco al governo dovranno assumersi la responsabilità delle proprie comunicazioni.

Non solo la politica, ma anche l’amministrazione della giustizia sembra avere un filo diretto con le sorti dell’economia italiana. Effetti negativi sulla borsa sono stati causati, infatti, dalla sentenza sulla Mondadori, grande società italiana che occupa quasi 3.700 dipendenti, il cui titolo è scivolato ed ha perso il 5,1%, nuovo minimo del 2011, mentre Mediaset (oltre 4.700 dipendenti solo in Italia) ha segnato -2,11%, anch’essa dopo avere segnato il nuovo record negativo dell’anno. Ironia della sorte, dopo la sentenza a favore di De Benedetti la borsa non ha premiato la Cir (12.900 dipendenti) e i titoli legati all’imprenditore hanno subito crolli di borsa del 4,2%. Fortunatamente dalle istituzioni internazionali ed europee arrivano segnali distensivi e di fiducia all’Italia.

Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, ha assicurato che il nostro «non sarà il prossimo Stato a cadere». La cancelliera tedesca Angela Merkel, in un colloquio telefonico con il premier Silvio Berlusconi, si è detta fiduciosa che l’Italia prenderà tutte le misure necessarie per la crescita economica, oggetto della manovra di governo in discussione al Senato, e non vede alcun motivo di espandere il meccanismo di salvataggio europeo all’Italia. Naturalmente resta viva la necessità di approvare rapidamente il secondo pacchetto di aiuti per la Grecia, i cui problemi saranno al centro della riunione dell’Eurogruppo in programma questa sera a Bruxelles. Non vi è in agenda dell’Eurogruppo, invece, alcuna «questione italiana», come in un primo tempo aveva affrettatamente ed erroneamente comunicato l’agenzia di stampa Reuters.

One Response to “Dalle istituzioni europee segnali di fiducia nei confronti dell’Italia”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: