Tempi record per il varo della manovra finanziaria

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 16 luglio 2011

La manovra è stata varata in tempi record in appena cinque giorni di esame parlamentare. In due settimane il governo è riuscito a prepararla, vararla in Consiglio dei ministri, ottenere la firma del Capo dello Stato, presentarla al Parlamento, discuterla con le opposizioni e votarla con la fiducia  (il sì definitivo della Camera al decreto è arrivato con 314 voti a favore, 280 contrari e due astenuti). Poi c’è stata la promulgazione del Presidente Napolitano, quindici minuti dopo il via libera della Camera.

Il Governo ha dimostrato non solo coesione, ma prontezza nel risolvere l’emergenza della «credibilità internazionale», nel contrastare in tal modo gli attacchi diretti al nostro Paese da parte di una cinica e spregiudicata speculazione finanziaria, anche se l’opposizione non ha mai arrestato la sua azione di influenza sulla stampa internazionale che commenta l’evento politico straordinario di questa settimana con le medesime parole della nostra variegata e frammentata sinistra. Il Financial Times da Londra, infatti, dice che per riacquistare credibilità sulle scena estera, non serve la manovra, ma «la rimozione di Silvio Berlusconi e la sostituzione del suo Esecutivo con un governo di tecnocrati». Un consiglio sbagliato e per questo molto pericoloso. Non sarebbe infatti responsabile consegnare un Paese allo sbando politico in mano alla speculazione, così come è avvenuto in Portogallo.

Il premier Silvio Berlusconi rivendica il lavoro compiuto e replica a quanti lo hanno accusato di assenza che l’unica cosa importante da fare in queste due settimane era lavorare senza risparmi di energie alla realizzazione della manovra, lasciando intendere che tutti i commenti che lui avrebbe potuto fare riguardo agli attacchi della magistratura alle aziende di famiglia avrebbero complicato il quadro delle discussioni politiche. Il Paese ha avuto bisogno invece di una politica concentrata sull’obbiettivo primario: difendere l’Italia in un momento di particolare pericolo esterno. È stata una prova di responsabilità e di buon governo. «Il Paese ha motivo di essere grato al Parlamento», ha dichiarato Napolitano, definendo l’approvazione della manovra «una prova straordinaria di consapevolezza e di coesione nazionale, che rafforza la fiducia nell’Italia delle istituzioni europee e dei mercati». Occorre ora guarda avanti, abbassare le tasse entro la fine della legislatura e procedere nei prossimi due anni con le riforme annunciate, quella del fisco per ridurre l’iperfiscalità che caratterizza il nostro sistema tributario e quella della giustizia per ridurre lo strapotere di una la ristretta cerchia di magistrati. Si aggiunge al quadro economico del nostro Paese un ulteriore importante risultato.

Le banche italiane hanno superato lo stress test condotto dall’Autorità bancaria europea. In particolare, Mps (Monte Paschi di Siena), Unicredit, Banco Popolare, Ubi e Intesa San Paolo, i cinque istituti di credito sottoposti al test bancario, hanno superato la prova a pieni voti. Il sistema bancario italiano si è dimostrato solido e capace di poter superare anche situazioni congiunturali difficili. Non altrettanto si può dire per tutti gli altri paesi europei. Sono 16 le banche a rischio in tutta Europa e otto istituti di credito su novanta non hanno superato il test. È in difficoltà il sistema creditizio spagnolo, con cinque istituti bancari che non hanno superato i test, così come una banca austriaca e due greche. Se il nostro paese è stato in grado di dare un forte argine politico, non altrettanto si può dire per gli Stati Uniti di Obama, il quale si barcamena tra perdita di consensi e di credibilità, con un’influenza politica calante. Si moltiplicano, infatti, le conferenze stampa della Casa Bianca per manifestare tutti gli sforzi che si stanno facendo per innalzare il limite legale del debito federale e per ridurre il deficit. La via maestra, dalla quale non si può prescindere, è quella della riduzione delle spese pubbliche. Ma ciò significa che il mito tanto omaggiato e esaltato dalle nostre sinistre, il presidente Obama, si sta sgonfiando come un palloncino al sole, poiché non sarà in grado di promuovere quelle politiche sociali che gli avevano garantito la vincita delle elezioni. Allo stesso tempo nessun commentatore sembra credere che il livello di imposizione fiscale in America rimarrà inalterato. Sono, inoltre, sotto la lente di ingrandimento le banche americane, soggette al giudizio delle società di rating.

Il pericolo di un taglio del rating per gli Usa è sempre presente e costituirebbe un grave danno per la federazione. Moody’s ha diffuso una nota in cui manifestava la «crescente possibilità che il limite del debito non venga alzato per tempo, portando a un default sulle obbligazioni debitorie del Tesoro Usa». Una pronuncia che si aggiunge a quella dello scorso aprile di Standard & Poor’s che ha messo sotto outlook negativo il rating americano. La conseguenza diretta di una taglio del rating sarà un innalzamento generalizzato dei tassi di interesse, perché i titoli del debito pubblico sono la base della piramide di tutti i titoli finanziari. Per garantire la collocazione di ulteriore debito pubblico dovranno aumentare i rendimenti e a cascata l’effetto dell’innalzamento dei tassi di interesse colpirà tutta l’economia americana. Aumenterà il costo del denaro sia per la produzione sia per i mutui o per i prestiti bancari a vario titolo cosicché gli americani avranno maggiori difficoltà nell’acquistare una casa o nel far studiare i figli all’università. L’effetto della società di rating non si militerà al solo debito federale. Infatti è stato reso noto ieri che Moody’s ha messo sotto revisione i rating delle istituzioni finanziarie legate al governo federale che garantiscono i mutui per la casa (Fannie Mae, Freddie Mac e le Federal Home Loan Banks) e i crediti agevolati all’agricoltura (le Federal Farm Credit Banks).

2 Responses to “Tempi record per il varo della manovra finanziaria”

  1. […] fonte:  Tempi record per il varo della manovra finanziaria Aggregato il   16 luglio, 2011 nella categoria Banche, Guida alla Scelta, Mutui, Online, […]

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