Le novità della manovra

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 2 settembre 2011

Nessuna variazione di gettito e proporzionalità tra tagli di spesa e tasse. Sono queste le linee guida dell’emendamento alla manovra finanziaria predisposto dal governo secondo il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti che ha presentato al Senato le modifiche alla manovra bis.

Le novità principali riguardano la lotta all’evasione, il cui pacchetto di misure vale oltre i 2 miliardi di euro, e la Robin Hood tax i cui maggiori proventi andranno a ridurre i tagli agli enti locali. Il contributo di solidarietà sarà sostituito dal gettito assicurato da regole più severe per chi non paga le tasse. Inoltre, manette più facili per i super evasori, il carcere si schiuderà per chi evade per oltre 3 milioni di euro, per i quali non trova applicazione l’istituto della sospensione temporanea della pena prevista dal codice penale. La lotta all’evasione fiscale è un capitolo importante dell’attuale manovra poiché con il maggior gettito che ne deriverà potrà essere coperto il mancato introito dovuto alla rinuncia al contributo di solidarietà ormai stralciato. Grazie a «varianti significative al sistema penale e fiscale» illustrate dal ministro in conferenza stampa, gli strumenti per la ricerca degli evasori divengono più efficaci con nuove regole di semplificazione e di delocalizzazione dell’onere della ricerca per gli enti locali.

La partecipazione dei comuni agli accertamenti, quindi, diventa effettiva ed efficace non solo in linea teorica. Per esercitare una funzione deterrente, i municipi, infatti, riceveranno i dati significativi direttamente dall’agenzia delle entrate e potranno pubblicare on line anche la dichiarazione dei redditi. Le somme che i Comuni recupereranno grazie alla loro attiva partecipazione alla lotta all’evasione fiscale saranno, inoltre, «esclusi dal patto di stabilità e possono rappresentare pertanto una disponibilità liquida per le spese delle amministrazioni locali che consenta loro di non violare i parametri del patto», ha precisato Tremonti in Commissione Bilancio al Senato. «Il taglio ai ministeri resta integrale», avverte il ministro Tremonti, mentre i sindaci subiranno meno tagli grazie alla Robin Hood tax pagata dalle imprese energetiche.

In particolare la Robin Hood tax, la tassa introdotta per ragioni etiche nel 2008 per tassare gli enormi profitti dei petrolieri, porterà un gettito di 1 miliardo e 800 milioni di euro grazie all’aumento dell’aliquota dal 6,5 al 10,5 %. Tale maggior gettito, prelevato non solo dalle società petrolifere ma da tutte le imprese energetiche, comprese quelle che si occupano di rinnovabili, sarà interamente destinato agli enti locali. Ne consegue che in tal modo i «saldi rimangono assolutamente invariati» come ha commentato lo stesso Ministro Tremonti.

Nell’ambito invece della lotta all’evasione maggiori controlli riguarderanno le «società di comodo», ossia le società costituite per usufruire di «risparmi fiscali» intestando loro immobili, barche e beni di lusso, mentre «sconti» saranno accordati a imprese che operano con moneta telematica e rinunciano al contante, permettendo così una maggiore tracciabilità delle loro transazioni. Al fine di aumentare la tracciabilità inoltre è richiesta l’indicazione in dichiarazione dei redditi delle banche con cui si intrattengono rapporti e dei conti correnti di cui sono titolari i contribuenti. È in arrivo inoltre una stretta alle agevolazioni fiscali delle cooperative che molto a lungo hanno potuto operare seguendo regole fiscali particolari e del tutto fuori mercato. La via prevista dalla manovra è quella dell’aumento del 10% della tassazione sugli utili accantonati a riserva, mentre le norme attualmente ancora in vigore prevedono che tali utili siano imponibili solo nella misura del 30% (percentuale ridotta al 20% per le cooperative agricole). Per le cooperative di consumo si passa dal 55 al 65 %.

Secondo la relazione tecnica, si avrà un maggior gettito di 46,2 milioni di euro nel 2012, 61,7 milioni nel 2013 e 61,7 milioni nel 2014. È rimasto spazio per i tagli alla politica che in un primo momento sembravano rinviati ad una riforma costituzionale. Per quanto riguarda le Province, sarà dimezzato il numero dei consiglieri e degli assessori, in attesa che arrivi l’abolizione totale. I piccoli Comuni, che hanno evitato la chiusura delle amministrazioni, dovranno gestire i servizi con altri municipi e tagliare il numero dei consiglieri e degli assessori. Nessun condono, quindi, come tante volte enunciato dalle allarmate opposizioni.

Con la lotta all’evasione fiscale il governo riesce a mantenere i saldi invariati e a non aumentare l’imposizione fiscale, quindi senza imporre nuove tasse e contributi di solidarietà. La manovra approderà martedì nell’aula del Senato e si farà del tutto per evitare l’imposizione della fiducia. Occorre però che le opposizioni apprezzino il lavoro fatto, considerato che sono state accolte anche alcune loro richieste, come l’emendamento del PD sulla revisione della spesa pubblica da attuare attraverso la cosiddetta spending review.

One Response to “Le novità della manovra”

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