Sì alla legge di stabilità

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 12 novembre 2011

Il Senato ha dato l’ok alla Legge di Stabilità dell’economia italiana proposta dal Governo Berlusconi e sabato il ddl, al vaglio dei deputati della Camera, è stato approvato con 380 voti.  Successivamente Silvio Berlusconi ha rassegnato le sue dimissioni al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come egli stesso ha annunciato lo scorso martedì, non perché «sfiduciato» ma perché vorrà dare prova di grande senso delle istituzioni. Si apre così la fase delle consultazioni volte a indagare se ci sono i presupposti per la formazione di un nuovo governo, politico o tecnico che sia. I candidati alla guida del probabile governo sono Angelino Alfano, Lamberto Dini e Mario Monti. Un politico e due tecnici. La strada alla nomina di un nuovo governo non è ancora del tutto tracciata anche se la pressione del presidente Napolitano può essere letta come un’intenzione a saltare a piè pari l’iter parlamentare e nominare l’uomo del presidente, tanto che la nomina di Monti è stata data da molti giornali nazionali e internazionali per scontata. Se così sarà non un politico ma un tecnico guiderà il paese con a fianco un nutrito numero di cosiddetti «addetti ai lavori». Mario Monti alla guida del nuovo Esecutivo italiano non presenta alcun programma di governo. Porta in dote solo la sua reputazione di commissario europeo e la sua appartenenza alla tecnocrazia europea. Non stupisce che abbia riscontrato il bene placido dei suoi precedenti colleghi, ma l’interrogativo rimane.

La rinuncia al primato della politica in Europa, che ha portato l’euro-area sulla soglia del baratro della speculazione e dei mercati liberi di fluttuare senza regole, può tale rinuncia traghettare l’Italia verso rive più serene? Intanto però il governo dimissionario ha portato a termine e fatto approvare la norma passata al Senato (con 156 voti favorevoli, 12 contrari e soltanto un astenuto) ed ha ottenuto anche il beneplacito da parte dell’Unione europea.

Il Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio dell’Unione europea, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della Legge di Stabilità, dichiarando che è un passo fondamentale nella giusta direzione poiché contiene le misure per rimettere l’Italia sulla giusta strada. Il presidente della Ue ha inoltre esortato il Parlamento italiano affinché approvi rapidamente e dia immediata applicazione alle misure richieste dall’Europa definite «cruciali». I tempi rapidi per l’approvazione definitiva della legge sono effettivamente essenziali per lanciare un chiaro messaggio ai mercati finanziari internazionali, per far fronte alle ondate speculazioni a danno dell’Italia e per sfatare ogni incertezza sulla sostenibilità del nostro debito pubblico. Non ci sono le norme sui cosiddetti licenziamenti facili, nel testo approvato dal Senato, né la patrimoniale o la reintroduzione dell’Ici, interventi che erano stati paventati nei giorni scorsi dall’opposizione con la pretesa che rispondessero alle richieste della Ue.

Sono invece molte le novità contenute nella Legge di Stabilità dall’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2026, agli incentivi all’apprendistato e alla produttività, alle misure di liberalizzazione delle tariffe professionali, alla mobilità territoriale per i dipendenti pubblici, alle dismissioni, alla partecipazione degli enti locali alla riduzione del debito (di seguito enumerati nel dettaglio). Pensioni. È stato attestato l’aumento dell’età pensionabile. Pensione di vecchiaia per tutti i lavoratori a 67 anni entro il 2026 e a 70 nel 2050. Mobilità statali in esubero. Viene introdotta la mobilità per i dipendenti pubblici che lavorano in enti o uffici in eccedenza di personale. L’amministrazione deve verificare la «ricollocazione totale o parziale del personale» in altri uffici compresi nell’ambito della stessa Regione, anche ricorrendo a strumenti di flessibilità di orario o a contratti di solidarietà. I dipendenti pubblici in esubero potranno essere posti «in disponibilità» con un’indennità pari all’80% dello stipendio per due anni. Per contro, le amministrazioni che non adempiono alla ricognizione annuale non potranno effettuare assunzioni. Lavoro giovani e donne. A partire dal 2012 sono stati previsti sgravi contributivi del 100% per i primi 3 anni di contratto di apprendistato. Successivamente l’aliquota sarà pari al 10%. Sono previsti incentivi economici anche per il lavoro femminile. Inoltre è previsto un contratto di inserimento per le aree geografiche il cui tasso di occupazione femminile sia inferiore di almeno 20 punti percentuali a quello maschile o il cui tasso di disoccupazione femminile superi di 10 punti percentuali quello maschile.

È stata prevista anche la deduzione Irap che per l’anno 2012 ciascuna regione potrà disporre relativamente ai contratti aziendali nel settore privato. Professioni. È stata cancellata la parte della manovra di Ferragosto sulle tariffe minime dei professionisti, senza comunque vietarle. I professionisti potranno operare anche in forma societaria. Dismissioni immobili pubblici e terreni agricoli. Attraverso il conferimento o il trasferimento degli immobili a uno o più fondi comuni di investimento immobiliare o a una o più società. I proventi derivanti dalle cessioni saranno destinati alla riduzione del debito pubblico. I proventi raccolti dalla vendita di immobili liberi andranno, cioè, al Fondo per l’ammortamento dei Titoli di Stato (quindi a ridurre il debito), mentre gli immobili affittati saranno acquisiti dall’Agenzia del Demanio che li destinerà all’acquisto di titoli di stato. Sarà poi affidata all’Agenzia del Demanio la dismissione dei terreni agricoli che dovrà alienarli mediante trattativa privata (per gli immobili di valore inferiore a 400mila euro) o mediante asta pubblica (per quelli di valore pari o superiore a 400mila euro). Rifinanziamento della Legge Mancia. Sono stati stanziati 150 mln di rifinanziamento per il 2012-2013 per la Legge Mancia per «interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico e allo sviluppo dei territorio e alla promozione di attività sportive e culturali e sociali». In questo pacchetto di finanziamenti dovranno rientrare anche le spese sostenute per l’alluvione di Genova una volta quantificati i danni. Sono stati, inoltre, ridotti i tagli di 19,5 milioni di euro nel 2012, di 16,2 milioni nel 2013 e di 12,9 milioni nel 2014 (in precedenza erano stati previsti tagli rispettivamente di 69,8 mln, 58,06 mln e 46,14 mln). Radio Radicale avrà un finanziamento di 3 milioni di euro per il 2012.

Il bonus bebé è stato prorogato sino al 2014 del fondo nuovi nati. E’ prevista, inoltre, la defiscalizzazione, attraverso Irap e Iva per la realizzazione di nuove autostrade oltre alla redistribuzione tra le regioni delle compensazioni ai tagli previsti dall’ultima manovra agli enti territoriali grazie al ricorso ai proventi della Robin Tax sul settore energetico. Dal 2013 regioni, province e comuni dovranno dare un contributo maggiore alla riduzione del debito pubblico. Sarà un decreto del ministero dell’Economia a stabilire in che misura gli enti dovranno ridurre il debito: potranno anche farlo vendendo immobili. Scende infine il limite per la spesa di interessi in rapporto alle entrate da tributi, trasferimenti e tariffe: per Comuni e Province, all’8% (dal 10%) dal 2012, al 6% dal 2013 e al 4% dal 2014. Per le Regioni, l’importo complessivo delle annualità per capitale ed interessi rispetto alle entrate tributarie non vincolate scende al 20%. Prevista una disciplina per liberalizzare nel tempo i servizi pubblici locali.

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