L’Europa dice sì agli aiuti alla Grecia

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 21 febbraio 2012

La riunione dell’Eurogruppo ha varato lunedì, a notte inoltrata, il pacchetto di aiuti alla Grecia (130 miliardi di euro) al fine di evitare un imminente fallimento. La troika Fmi-Bce-Ue monitorerà strettamente e stabilmente l’uso dei fondi che la Grecia dovrà usare per ripagare le rate di debito, attraverso il versamento anticipato di tre mesi su un conto separato. È ancora tutto da chiarire il senso di una simile politica europea di sostegno. Si accorda un maggior debito ad un Paese fortemente indebitato, in modo che possa ripagare i propri debiti con un ulteriore debito… Scioglilingua? No, affatto. E’ come dire ad una famiglia che è piena di debiti fino al collo di andare in banca e accendere un fido, sul quale pagherà un salato tasso di interesse negativo, per pagare i propri debiti pregressi. Il confronto non finisce qui. Questa famiglia non sarà libera di utilizzare i soldi così ricevuti per implementare un’attività produttiva di nuova ricchezza, perché ci sarà chi controllerà il versamento dei soldi direttamente su di un altro conto esclusivamente per ripagare i debiti pregressi.

Per la Grecia, infatti, nessuno ha parlato di politiche di crescita, nessuno ha proposto piani industriali, politiche per sostenere l’occupazione, per risollevare la popolazione dall’indigenza.Nonostante ciò, secondo i piani del FMI, gli aiuti europei dovrebbero condurre la Grecia alla crescita entro il 2013, dopo una perdita di ricchezza pari al -7% nel 2011 e al – 6% nel 2012. Il massimo della stravaganza sta nel fatto che secondo il Fondo sarà il piano di austerity a sortire un tale effetto virtuoso.

Intanto la Bce ha cambiato politica. Ha abbandonato l’arma spuntata degli acquisti di titoli del debito pubblico sul mercato secondario ed ha preferito concedere i prestiti triennali illimitati a un tasso dell’1 per cento alle banche. Dopo i quasi 500 miliardi di dicembre, una seconda operazione di analoghe proporzioni sarà lanciata dalla Bce il 29 febbraio. A marzo i leader dovranno decidere se incrementare il fondo salva-Stati, attualmente pari a 500 miliardi. Ma un accordo è ancora lontano. Un accordo è stato raggiunto invece a spese dei creditori privati della Grecia. A quanto pare si «ristruttura»: la svalutazione nominale dei titoli di Stato sarà del 53,5% mentre i titoli saranno scambiati con titoli a più lunga scadenza, con cedola del 3% fino al 2014, del 3,75% fino al 2020 e del 4,3% oltre il 2020.

Il caso greco fa comunque da monito. Infatti qualche segnale positivo si comincia a vedere all’orizzonte, anche se non per la Grecia. È stata inviata una missiva all’Europa, firmata da Cameron e da Monti e poi sottoscritta da altri dieci leader di Stato, ma non da Francia e Germania.

La lettera, indirizzata al Consiglio europeo, chiede di rispondere all’appello di «attuare le riforme per assicurare una crescita forte e sostenibile». Composta da otto punti chiave, la lettera punta: all’eliminazione delle restrizioni che frenano la competitività nei servizi; ad uno sfoltimento delle professioni e ad una riduzione delle garanzie alle banche, indicate come possibili distorsori del mercato interno. In particolare mira ad attribuire alle stesse banche la responsabilità delle loro scelte, in modo da tutelare i correntisti da future ulteriori perdite.

Sebbene l’incitamento alla crescita e a regole che facilitino la concorrenza sia sempre di primaria importanza, c’è da osservare che in questa schizofrenica Unione economica europea sempre più spesso si ricorre a misure contrastanti. Da un lato si incita alla concorrenza, al mercato e alla crescita. Dall’altro lato, come nel caso della Grecia, si favorisce l’aumento del debito, si incentiva l’avvitamento debiti – interessi passivi – maggiori debiti, si ricorre ad un soffocante monitoraggio esterno. Le politiche restrittive e l’intervento nell’economia sempre più ingombrante da parte di soggetti estranei al mercato, impongono di fatto regole ferree, in contrasto con la libera iniziativa e l’imprenditoria privata.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: