La Camera approva il decreto fiscale

di Emanuela Melchiorre

pubblicato su www.ragionpolitica.it il 20 aprile 2012

La Camera conferma la fiducia al governo sul decreto legge in materia di semplificazione fiscale. Il provvedimento tornerà al Senato per l’approvazione definitiva. Il premier Mario Monti è stato poi ricevuto dal Presidente della repubblica per illustrare il Documento di Economia e Finanza. Il lungo incontro tra Monti e Napolitano è servito per discutere sulla situazione economica del Paese e per concordare le future azioni di governo, specialmente in tema di riforme.

Il decreto fiscale risultato dal dibattimento alla Camera presenta una serie di correzioni chieste dalla Commissione Bilancio, recepite poi dalla Commissione Finanze della Camera, per garantire la copertura finanziaria. Tra queste vi è la norma relativa alle agevolazioni Imu per anziani e disabili che vivono nelle case di cura o negli ospizi e per gli italiani che risiedono all’estero e che hanno una casa in Italia non affittata.

Tali agevolazioni saranno interamente a carico dei comuni che vorranno accordarle con l’aliquota sulla prima casa anziché l’aliquota ordinaria. Lo Stato non coprirà in alcun modo tali agevolazioni. Resterà da vedere quali comuni potranno permettersi con il bilancio locale una simile politica di sostegno alla popolazione disagiata. Dal fronte Imu l’unica novità di rilievo per sollevare i contribuenti dalla gravità della imposizione fiscale viene dalla richiesta del Pdl che la tassa sia solo per il 2012, una «una tantum». Cambia il patto di stabilità interno nella uniforme insoddisfazione dei Comuni che, secondo il presidente dell’Anci Graziano Delrio, organizzeranno una grande manifestazione per spiegare le loro difficoltà finanziarie e sul fronte della crescita.

Le nuove regole sul finanziamento pubblico dei partiti sono state dichiarate inammissibili per estraneità di materia e quindi non sono rientrate del decreto fiscale. Non è stata invece considerata estranea alla materia la cancellazione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze tv, che è entrata nel decreto fiscale a pieno titolo. Nessuna preclusione poi per l’emendamento del governo sull’asta frequenze tv. Sono state invece rinviate le misure in tema di conto corrente dei pensionati e i nuovi tagli alle spese dei ministeri. Vi è poi la soap opera dell’esenzione sui ticket sanitari prevista per i disoccupati, soppressa per decreto e che sarà ripristinata, secondo quanto afferma la ministra Fornero, tramite un emendamento del Governo.

Il tema delle riforme è sulla bocca di tutti i commentatori del decreto fiscale. Il commento che ci ha convinto di più è stato quello del Prof Quadrio Curzio che dalle pagine del Sussidiario torna su di un tema importante del governo Berlusconi. Più importante di tutte, secondo il professore è la grande riforma del federalismo fiscale. Tale riforma aveva già raggiunto uno stadio molto avanzato durante il ministero di Giulio Tremonti: permetterebbe il controllo selettivo della spesa pubblica e la responsabilizzazione della politica. Il professore scrive «Il federalismo deve portare alla radicale semplificazione della burocrazia che per ora nessuna riforma è riuscita a scalfire. E che rappresenta un freno formidabile allo sviluppo». Propone poi la costituzione di un Fondo al quale conferire tutti i beni pubblici reddituali, ivi compresi quelli di proprietà degli enti locali, al fine di un abbattimento del debito pubblico. C’è un gran bisogno di tornare lungo il percorso della crescita e l’aumento dell’imposizione fiscale specie quello sul bene primario delle famiglie italiane non aiuterà di certo il Paese. Dati alla mano la situazione economica si mostra buia. Gli ordini all’industria (come già avvertiamo in altre sedi) hanno avuto un crollo del 13,2% a febbraio. Mai così male dal 2009. Un record negativo è stato quello dell’1,5 milioni di «scoraggiati» nel 2011, il dato più alto dal 2004 certificato dall’Istat in questi giorni, ossia di quelle persone che hanno rinunciato a ricercare un lavoro.

L’Ocse ha indicato le Pmi come il vero «motore» dell’economia italiana. Il segretario generale Angel Gurria ha detto che «la crisi ha inasprito i vincoli di finanziamento» proprio alle piccole e medie imprese. La Marcegaglia definisce il problema del credit crunch della imprese «una vera emergenza». Ora il decreto fiscale passerà al Senato per una terza lettura prima della scadenza fissata per i primi di maggio.

Il blog di Emanuela Melchiorre

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