GLI EFFETTI RECESSIVI DEI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO MONTI

 

Di Emanuela Melchiorre

Intervista al Prof. Mario Tiberi

Ordinario di politica economica all’Università La Sapienza di Roma

Il servizio video si riferisce alla recente intervista che il Prof. Mario Tiberi, professore ordinario di Politica Economica dell’Università la Sapienza di Roma, ha rilasciato a LaFinanzasulweb sulle misure economiche che il Governo Monti ha approntato durante il suo mandato e sugli effetti recessivi che tali decreti hanno avuto sull’economia italiana.

Il motivo di un segno restrittivo delle politiche economiche montiane è da leggersi nell’ambito più ampiamente europeo e nella necessità di tutti i paesi europei caratterizzati da deficit nei bilanci pubblici di rientrare nel proprio debito. Tuttavia è opinione del Prof. Tiberi che esistano margini per attuare politiche di crescita all’interno dell’Unione europea purché tali politiche siano approntate e coordinate a livello europeo.

La via recessiva prescelta, dell’aumento dell’imposizione fiscale, tuttavia, non porterà prevedibilmente ad un rientro del deficit pubblico in quanto ha un forte impatto sulla disponibilità economica della popolazione e quindi sulla domanda. Questo da un lato comporta, come la stessa teoria economica insegna, una restrizione della produzione per l’aumento dei costi delle imprese e la difficoltà di allocazione sul mercato della produzione. Dall’altro lato si avrà un impatto negativo sul piano della redistribuzione, ovvero sul principio cardine dell’intervento pubblico nell’economia.

Il messaggio di moderato ottimismo che Mario Monti ha voluto lanciare con la riduzione delle aliquote fiscali di un punto percentuale sugli scaglioni più bassi contrasta con la riduzione delle detrazioni fiscali che verranno meno già da quest’anno e con l’aumento dell’iva che inciderà in maniera uniforme su tutta la popolazione e, pertanto, in forma regressiva sulla popolazione a basso reddito.

D’altro canto la mancanza di risorse per finanziare interventi espansivi nell’ambito nazionale impone scelte di rigore e la ricerca di uno spazio per l’espansione deve dirigersi quindi, secondo l’opinione del Prof. Tiberi, verso il contesto europeo. L’imperativo è oggi il coordinamento internazionale.

In un contesto di disoccupazione diffusa, impulsi dal lato della domanda possono venire dalla politica monetaria, così come Mario Draghi sta attuando. A livello europeo potrebbero venire forti impulsi espansivi con investimenti in infrastrutture.

Guarda il Video

Il blog di Giornalismo economico e finanziario di Emanuela Melchiorre

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