IL REDDITOMETRO, L’ULTIMA DIAVOLERIA CHE AUMENTERÀ LA TENSIONE SOCIALE

Una delle tante eredità nefaste che il defunto governo Monti lascia in questo nuovo anno agli ignari e fiduciosi cittadini è il c.d. redditometro. Si tratta di uno strumento diabolico, con il quale l’agenzia delle entrate potrà calcolare in via presuntiva il totale delle entrate da imputare ad ogni singolo individuo. Le somme così determinate potranno essere confrontate con quelle risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e innescare una serie senza fine di procedimenti fiscali.

L’introduzione di questo redditometro è grottesca per almeno due motivi e al limite della costituzionalità della norma. Da un lato, introduce una presunzione di colpevolezza di ogni cittadino che, a causa dell’inversione dell’onere della prova sarà costretto di volta in volta a dimostrare la sua innocenza. Dall’altro lato, attribuisce un valore retroattivo a una norma penalizzante per il cittadino, consentendo l’utilizzazione dello strumento di accertamento per i redditi degli anni passati, a decorrere dal 2009.

Intanto il panico si è diffuso, il sito dell’agenzia delle entrate nella pagina che calcolava il cosiddetto “studio di settore delle famiglie” è andato in tilt e l’agenzia è stata costretta a congelare le risposte per gli utenti che si erano registrati e a impedire l’accesso agli altri.

Per rassicurare per quanto possibile gli animi può essere utile una considerazione, puramente pratica… (continua a leggere)

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